lunedì 23 maggio 2011

NUOVI MONDI

Da domani 24 maggio fino a giovedì 23 giugno si potrà visitare un'interessante mostra in quel di Torino:



NUOVI MONDI - ESPERIENZE VISIONARIE TRA ARTE E FUMETTO

Organizzata dall'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino e dall'Associazione Anonima Fumetti, è un'occasione per celebrare e/o rammentare il connubio Fumetto/Arte.
Perfetta per chi storce il naso tutte le volte che il Fumetto non viene considerato Arte e per chi lo storce tutte le volte che l'Arte viene considerata bassa.
Andateci tutti, in pratica. Io lo farò.

Per i fortunati che possono, l'inaugurazione è domani alle 12:30 all'Accademia Albertina.

Informazioni molto più dettagliate le trovate QUI e QUI

giovedì 12 maggio 2011

CONTI in TASCA

Lamborghini Aventador LP 700-4
prezzo al pubblico: 255.000 Euro (tasse escluse)


E' un piacere quando un amico, collega, conoscente, lettore, parente, mi chiede a cosa sto lavorando, cosa ho pubblicato, cosa sto per pubblicare, cosa e come scrivo.


Fa meno piacere sentirsi chiedere quanto prendo a tavola, quanto paga quello, quanto paga quell'altro, quanto lavoro ti da quest'altro, quanto lavori, quanto guadagni.


Da decisamente fastidio sentirsi infine domandare a quanto ammonta l'affitto di casa mia.


Un deprimente giro di parole che parte da una falsa curiosità verso ciò che scrivo per arrivare a sapere non tanto Come mi mantengo (la scrittura di cui sopra) ma Se mi mantengo. Quanto guadagno. Quanti soldi incasso. Quante uscite, quante entrate.


Sei un appassionato di fumetti o il mio commercialista?


Evidentemente molti aspirano alla carriera di ragioniere, ma dovrebbero puntare su chi fa davvero i soldi. oops...ho detto che non guadagno tanto. oppure volevo dire che guadagno poco? e rispetto a chi? a cosa?


Citando l'ultimo Caparezza, "non ti interessano le note che registro, t'interessano le mie note sul registro" (contabile, nel mio caso)



La prossima volta che qualcuno vorrà farmi i conti in tasca risponderò: leggo libri e vedo gente. Le cose che faccio sono affari miei.

lunedì 9 maggio 2011

recenSerieTv

FRINGE. Può una serie tv unire il sense of wonder della sci-fi più moderna all'estetica horror dei miglior cronenberg, carpenter, yuzna anni '80, contare su una solidissima e appassionante continuity pur avendo un format basato sull'autoconclusività dei singoli episodi, sfoggiare trame e tematiche complesse e allo stesso tempo vantare una narrazione a prova di deficiente, proporsi come puro intrattenimento senza nascondere una ricercata e tutt'altro che standardizzata profondità di personaggi e contenuti? può insomma una serie essere originale e classica allo stesso tempo? sì, se il suo titolo è "Fringe", se è stata concepita da J.J.Abrams, Orci, Kurtzman e se la Warner Bros non bada a spese. dopo tre stagioni da 22 episodi l'una non accusa un colpo. originalità e chiarezza: Abrams stesso nelle interviste dichiara di aver voluto una sorta di "anti-Lost" quando ideò Fringe. perché qui tutti i nodi vengono al pettine, e che pettine... il rischio spoiler è alto quando si tratta di "scienza di confine" (da cui il titolo, più o meno parafrasato) ossia fenomeni paranormali, teletrasporto, mutazioni genetiche, robotica e quant'altro, tutta roba di cui si occupa la sezione Fringe dell'FBI in cui militano l'agente Olivia Dunham, la miglior eroina action-tragica degli ultimi 10 anni, il giovane consulente Peter Bishop, uno dei più bei "moventi narrativi" mai visti in una serie, e il mad doctor lisergico Walter Bishop, un dottorhouse riaggiornato e (ancor più) scorretto. e quindi MINI-SPOILER: applausi per come è stato concepito il mondo alternativo, il loro, fatto di piccole e grandi differenze rispetto al nostro (le penne a sfera fuori produzione sostituite da sistemi touch per tutto, le torri gemelle in piedi, la statua della libertà in bronzo diventata centro della difesa nazionale, l'inesistenza degli U2...un mondo perfetto insomma), differenze sostanziali ma mai pacchiane, mai fini a sè stesse, molto credibili mi verrebbe da dire. che bel patto narrativo, eh?





BORED TO DEATH. Mini sit-com yiddish hard-boiled newyorkese con l'attore feticcio di Wes Anderson ossia Jason Schwartzman (lo studente in Rushmore, uno dei fratelli sul Treno per il Darjeeling), il nuovo astro nascente del Saturday Night Live il barbutissimo greco Zach Califianakis (Notte da leoni, Parto col folle) e Ted Cin Cin Danson. quest'ultimo è il direttore di una rivista di successo con due soli vizi, il sesso e le droghe, il greco è un disegnatore di fumetti marvel divorziato in perenne depressione, mentre Schwartzman è uno scrittore fallito che per tirare a campare si reinventa "detective senza licenza", mette un annuncio in rete et voilà un cliente nuovo ogni puntata, da mariti che sospettano l'infedeltà delle mogli a manager derubati dei loro segreti aziendali a ragazzini che hanno perso lo skateboard e lo vogliono indietro. Apparentemente una parodia dell'hard-boiled classico, in realtà la trama gialla è una semplice ossatura attorno alla quale si avvinghiano le vicende personali, disastrose, dei tre protagonisti. finora 2 stagioni da 8 episodi da 20 minuti. rapido e irresistibile.






SPARTACUS. Le premesse erano allettanti: rivisitazione delle peripezie di Spartacus, ossia dalle stelle alle stalle e ritorno, passando per battaglie cruente, schiavitù molesta, arene inzuppate del sangue di gladiatori senza scrupoli, il tutto prodotto da Sam Raimi con ampio uso di green-screen alla "300". ovvio che lo vedo. ma lo mollo dopo poche puntate. il sangue c'è, tanto, troppo e troppo finto, il tutto è molto artificiale, dagli effetti gore agli ambienti alle luci ai movimenti di macchina. mi rendo conto che per imbastire una serie storica alla "300" serve un budget alla "300"...ma se non te lo puoi permettere lascia perdere, perchè il termine di paragone ormai è quello. o curi il tutto nei minimi dettagli in modo da rendere credibile l'artificiosità di fondo oppure l'estetica è totalmente compromessa e addio. perché, d'altro canto, non è che personaggi e trame siano così avvincenti. insomma, cocente delusione.







BOARDWALK EMPIRE. prodotta da Scorsese e Mark Wahlberg, la prima stagione mi era partita un pò in punta di piedi per poi decollare esponenzialmente nel corso dei 12 episodi. de gustibus, sicuramente, perchè il pilota era diretto da Scorsese stesso. ciononostante non mi aveva fatto impazzire, i personaggi non mi avevano preso, le vicende sapevano davvero troppo di déjà vu (america anni '20, proibizionismo, gangster, repubblicani corrotti...). Eppure. Eppure scopro pian piano che le vere tematiche su cui poggia la serie sono altre e molto più stimolanti: l'orrore della guerra sulle spalle dei reduci della Prima Mondiale, il razzismo del ku klux klan e la nascita dei primi gangster di colore, il proto-femminismo e la conquista del voto per le donne (ma solo affinchè i politici riescano a manipolare più voti), il fanatismo religioso figlio di un inefficente sistema di polizia che invece di fermare favorisce il crimine, la corruzione portata a livelli così alti e non violenti da non distinguere più il bene dal male. e poi ci sono i giovani Lucky Luciano e Al Capone a inizio carriera, geniali come comprimari dei protagonisti. su cui giganteggia uno Steve Buscemi nei panni del corrottissimo tesoriere di Atlantic City Nucky Thompson, realmente esistito, praticamente la personificazione dell'assioma "il denaro può tutto". per me la prova migliore di Steve in assoluto. il suo character è così ricco di sfaccettature e moventi da rendere impossibile giudicarlo: impossibile tifare per lui ma anche condannarlo, impossibile immedisimarsi ma anche astrarsi dal suo passato, impossibile amarlo, impossibile odiarlo. imperdibile. Non possono negarmi una seconda stagione, ho bisogno di tornare ad Atlantic City per vedere come se la cavano i ragazzi...




Richard Harrow, uno dei personaggi secondari di Boardwalk Empire, uno dei miei preferiti. ha perso metà faccia in guerra per colpa di un fucile crucco. non riconosce più sè stesso allo specchio. in compenso è diventato un feticista di armi, cecchino infallibile, tiratore perfetto. il suo personaggio vale più di mille proclama pacifisti.

lunedì 2 maggio 2011

recensioni spicciole post COMICONE

In attesa di un servizio fotografico poderoso ed esauriente, che forse non avrò mai voglia di fare, sul recente Comicon di Napoli, stilo una riduttiva ma sentita lista di titoli che mi hanno particolarmente colpito, letti e ammirati tra il viaggio di ritorno in frecciarossa ieri pomeriggio e il giaciglio ieri sera.

Grande attesa, grande curiosità verso questa grande, anzi ENORME, opera autorale collettiva targata BD e firmata Ausonia, Ponticelli, Officina Infernale, Squaz, Akab, Angri. "Curiosità": sentimento sempre meno frequente dalle nostri parti, quelle del mondodelfumetto, abituati da troppo tempo a forme e formati troppo standard, colladuati, sicuri. Che da un lato è un bene, io sono il primo a buttarmi anima e corpo tra le pareti sicure della narrativa sequenziale classica, che sia francese, italiana o americana, fatta di regole e paletti che solo apparentemente spaventano, imbrigliano, costringono, ma in realtà danno sicurezza e agilità e di scrittura e di lettura. Dall'altro lato invece c'è chi osa, rompe schemi, canoni, metodi e metodologie in nome di una stesura (e con questo intendo scrittura&disegno) complessa, anarchica, autocompiacente, e di una conseguente lettura difficile, impegnativa, non immediata. E tutte le sicurezze di cui sopra se ne vanno affanculo. Ora: c'è chi ha bisogno di sicurezze, sempre e comunque, e chi ogni tanto ha voglia, forse bisogno, di sconvolgere il proprio mondo, insanire, come dicevano i latini a proposito del carnevale (ma solo una volta all'anno), sballarsi. Uscire dai binari fa paura a tutti. Deragliare terrorizza. Ma quell'adrenalina è impagabile. Premettendo che, a mio umile e assolutamente soggettivo parere, sono davvero in pochi quelli che sanno far deragliare un treno con classe, trasformando una tragedia in opera d'arte, io ho deciso di pagare questo biglietto di sola andata e lasciarmi trasportare. I macchinisti li conoscevo, mi fido di loro, sapevo che sarei arrivato al capolinea sano e salvo, ma la destinazione, per quanto girassi e rivoltassi il mio ticket tra le mani, non era indicata da nessuna parte...uuuuuhhh l'ignoto! che paura! Deglutisco, mi metto comodo sulla mia poltroncina in prima classe e, curioso, guardo fuori dal finestrino. Il treno parte...
Sono arrivato. Dove? Non lo so di preciso. La destinazione mi è ancora ignota. E forse deve rimanere tale. Come è stato il viaggio? Incredibile. Ho visto alternarsi paesaggi stra-ordinari, uno diverso dall'altro, che si fondevano uno dopo l'altro con dissolvenze incrociate lisergiche. Ho visto volti e alberi ed edifici, ho sentito l'odore della rabbia e della sconfitta mischiato allo smog e al fetore della monnezza, ho voluto buttarmi dall'ultimo piano di un palazzo, sono sprofondato nel buio degli inferi, ho bevuto sangue e poi ho visto il mio riflesso nel finestrino: avevo la testa di un coniglio. E solo ora capisco che la vera destinazione di un viaggio non sempre combacia col capolinea.
Più prosaicamente parlando, e utilizzando una metafora meno coerente della precedente (che è proprio copiata dall'opera) ma più vicina al mio sentire, definirei "Le 5 fasi" una splendida Pagani Zonda 5: una delle supercar più care al mondo, con consumi da shuttle, poco adatta alle giornate di neve e allo shopping...ma con una carrozzeria da sogno e un motore per pochi. La Pagani Zonda 5 è di una bellezza abbagliante. Punto.







"Heavy Metalove" conferma quello che penso della creatività e del talento di Maurizio Rosenzweig: nelle storie brevi è assolutamente perfetto. Ennesimo parere personale, certo, ma, come già per "Angelica", il mix di virtuosismi e stilemi personali che lo rendono subito riconoscibile, la gestione selvaggia dello spazio grafico e narrativo, la passione che riesce a trasmettere con le sue storie trovano nella brevità la vetta comunicativa ed emotiva. Forse perchè riesce ad essere più diretto e sfacciato e, non me ne vogliano i fans e l'autore, meno autobiografico. Ho amato la saga di Davide Golia, ma con Zigo Stella secondo me è stato fatto il decisivo e necessario passo successivo: parlare di sè implicitamente e non più esplicitamente. Un vero narratore parla sempre di sè (e Maurizio l'ha ulterioremente esplicitato in "Magnifica Ossessione"...esplicitare l'esplicito, geniale) ma il lettore è un'altra persona e va rispettato. Il lettore è la quarta parete, il lettore da voce e movimento ai nostri personaggi e alle nostre storie. L'autore ci mette il cuore ma è il lettore che pompa sangue nelle arterie. "Heavy Metalove" è l'ennesimo viaggio di Zigo Stella nei suoi mondi parelleli. Stavolta si ritrova nei panni di Zack Star, il più grande chitarrista del mondo. Si parla di hard rock, palcoscenico, trucchi, costumi, sudore, sesso, amore, creatività, ascesa e discesa, insomma tutto il mondo di Rosenzweig, che ben conosco, frullato in poche tavole per una storia goduta prima di tutto dall'autore, appunto, ma assolutamente godibile da tutti. E con un finale mozzafiato assolutamente inatteso, che non è poca cosa. Per brevità, semplicità, passione, libertà ed emozione forse è questo il primo esempio di fumetto genuinamente rock: ha lo stesso ritmo e coinvolgimento e tecnica di un brano dei primi Van Halen, che accostavano i virtuosismi chitarristici di Eddie alle melodie post-blues di Diamond Dave al tiro di Alex, il tutto in salsa west coast, quella salsa primordiale da cui emerse il glam rock, un nuovo genere, tanto per dire. Maurizio utilizzerebbe la stessa frase cambiando i nomi con quelli dei Kiss, ça va sans dire, ma io sono il lettore e decido io la mia colonna sonora!







Luca Piersantelli mi fa sbudellare dal ridere, lui e i suoi fumetti. In arte Pierz, la saga di "Ravioli Uèstern" mi aveva già conquistato a Cartoomics ma devo dire che è con questo terzo volume che l'autore raggiunge la piena maturità. Come? Semplice: non cambiando NULLA del suo stile e della sua ironia. Potrei mantenere il tono serioso e da pseudo-critico delle precedenti recensioni e dirvi, per esempio, che una delle cifre stilistiche del new humor di Pierz sta proprio nella reiteratività dei suoi codici grafici e narrativi e che l'idiota col piercing che dice a Glenda "Questa è la vignetta dove vivo io", che non è di per sé una gag né la battuta finale di una scena, è una delle cose più geniali che abbia mai letto. Ma con Ravioli non ce la faccio, non si può: va letto sul treno, in metropolitana, sul bus, in attesa dal dentista, ai giardinetti, non importa dove, l'importante è leggerlo in un luogo pubblico, possibilmente in pieno giorno, in modo che i presenti possano guardarvi e giudicarvi male ogni volta che contorcete il volto cercando di sopprimere quella risata sguaiata che sarebbe troppo imbarazzante buttare fuori e invece scoprite che in fondo conveniva, una botta e via, anzi un boato e via, piuttosto che prolungare l'agonia della risata grassa castrata sotto gli occhi severi di tutti. Compratelo SOLO se volete ritrovarvi in questa situazione. Altrimenti lasciate perdere.





Callaghan incontra Robocop? Ma si può fare? Ebbene sì e lo hanno dimsotrato Amodeo e Scoppetta in questo giallo ben scritto, teso, rispettoso di tutti i cliché del genere ma realizzato con uno stile unico e assolutamente fuori dal genere, che definire umoristico è troppo riduttivo, caricaturale peggio ancora. E' lo stile di Andrea Scoppetta che con questa storia dimostra l'impossibile: coniugare il "deformed" all'hard-boiled alla sci-fi. Ma anche così è riduttivo...bisognerebbe inventare un nuovo termine, una nuova definizione per questo mix, constrasto, implosione di etichette. Lo stesso effetto che mi fece (e ha fatto al mondo intero) quel capolavoro di Blacksad. Il paragone non è poi così azzardato. Cosa mi è mancato in "Quinto: non uccidere"? Il colore su tutte le pagine! Dopo un prologo simile (l'unica parte colorata) è un pò un peccato. Veniale, eh.










Ultimi ma non ultimi "Cheng" e "SuperBia" ossia gli esordi di due miei ex-allievi: Jacopo Scarabelli, in arte Jac, e Luca Rota Nodari, in arte Dihowl. Qui autori completi, con mia grande soddisfazione, devo davvero far loro i complimenti: per la passione, lo sbattimento, la bravura e, cosa più importante, la voglia di fare, investire, credere in quello che fanno. Alla faccia di un mercato sempre più difficile, competitivo, restrittivo, una professione che chiude sempre più spesso e volentieri in faccia le porte ai giovani. A rigor di cronaca ammetto di non aver ancora letto SuperBia (Luca, la copia!) ma ho visto tavole e character e mi sono davvero piaciuti. Conoscendo poi i gusti e l'umorismo di Luca dopo due anni di scuola sono pronto a scommettere che anche la storia non mi deluderà, come ha fatto la kung-fu metropolitan story of formation di Jac. (posso fare di lavoro il definizionista di generi?) Potete acquistare i due volumi sul sito dell'editore: QUI


Ultimo ma non utimo: andate QUI per i contenuti extra, un interessante prolungamento virtuale del fumetto cartaceo. E' un nuovo sito, Megaboom, a cui possono aderire altri editori e autori per altri prolungamenti virtuali delle loro produzioni.






Ok, ora che ho concluso posso pronunciare il mio personalissimo "and the winner is...": Andrea Officina Infernale Mozzato. Chi mi segue conosce già la mia cotta, tutta artistica, per il suddetto. E' ovvio quindi che, in un'antipatica e inutile competizione tra gli autori de "Le 5 fasi", io voti lui. Ma lo motivo, dai: lo scontro tra la narrazione lineare dei testi e l'assoluto terrorismo grafico creano uno shock impagabile. (l'immagine sopra è un'illustrazione, non una tavola della sua storia, quindi non è indicativo di quello che ho appena detto. vi tocca comprarlo, cari)

giovedì 28 aprile 2011

IL COMICONE



Ci si vede domani a Napoli!

Comicon!

2011!



Io mi faccio venerdì pomeriggio e tutto sabato. Rientro domenica mattina.

Le previsioni danno pioggia tutto il week-end e 90% di umidità all'interno di Castel Sant'Elmo.

Sarà divertentissimo.

giovedì 21 aprile 2011

il videogioco più bello del mondo


Ha dieci anni e non li sente neanche un pò.
E' "Ico" , il primo capolavoro di Fumito Ueda per PS2.
A cui seguiranno "Shadow of the Colossus" (PS2) e l'ancora inedito "The Last Guardian" (PS3).
Oggi le consolle sono mostruosamente potenti, la grafica, i motori di gioco, le animazioni hanno fatto passi da gigante. Il concetto stesso di simulazione ha raggiunto livelli inimmaginabili fino a pochi anni fa.
Ma questi sono solo mezzi, strumenti, tecnologia.
Le idee sono l'unica variante che distingue il Bello dal Brutto.

A tutti i miei allievi che stanno seguendo con interesse le mie ultime lezioni sulla storia dei videogames, i generi, la sceneggiatura, ribadisco di andare a recupare il gioco, provarlo, immergersi nelle sue atmosfere, perdersi nei meandri del castello, combattere le ombre.
A tutti gli altri: godetevi questo video.
E andate a reuperare il gioco.
(dico "recuperare" perchè ormai fuori catalogo e anche nell'usato si trova difficilmente. ma le cose belle vanno conquistate, se no che gusto c'è)

giovedì 14 aprile 2011

LA MACCHINA DEL TEMPO

Ieri mercoledì 13 aprile 2011 è uscito in tutte le edicole d'Italia il primo numero di Shinigami.
Lo compro e torno indietro nel tempo di 20 anni.

Nel 1991 chiudevano "Splatter" e "Mostri" della Acme, riviste ormai di culto che tutti gli appassionati di horror a 360° gradi ricordano ancora oggi con nostalgico affetto. Riviste a fumetti nate sulla scia del mostruoso successo delle prime annate di Dyd ma che, a differenza degli albi dell'indagatore dell'incubo, presentavano storie brevi e shockanti nella loro morbosità e sfrontatezza. Si puntava tutto sull'idea più rapida e grottesca possibile, sulla varietà di stili dei disegnatori, sul miscuglio di tematiche orrorifiche sviscerate non solo nelle storie a fumetti ma anche in rubriche e articoli che trattavano l'argomento senza limiti geografici o temporali.

Ora gli anni '90 sono (ri)tornati come uno zombie cadente e tumefatto, incerto nel passo ma sicuro nella direzione. E cioè dritto verso le tue carni.

Shinigami è IL contenitore horror che da troppo tempo mancava in edicola. Una rivista che ripropone la stessa grandiosa formula di 20 anni fa: fumetti brevi e autoconclusivi, impressionante blob di stili (dal realistico all'umoristico passando per il grottesco...dal colore al B/N alle mezzetinte alla matita pura...), tante idee, articoli, racconti (personalmente segnalo quello di Alda Teodorani in questo primo numero, mentre aspetto con ansia quello di Nerozzi del prossimo mese). Ah, e c'è anche un poster all'interno.

Dietro tutto ciò non poteva che esserci lo scrittore e sceneggiatore Paolo di Orazio.
Un nome che, per gli ultratrentenni come me che negli anni '80 preferivano Iron Maiden e Metallica a Vasco e Duran Duran, significa horror made in Italy.
Anni prima dei cannibali, ossia quel mucchio selvaggio di scrittori italiani dalle tinte forti che nel '96 Daniele Brolli lanciò nell'antologia di racconti "Gioventù Cannibale" per Einaudi (tra i quali comparivano Ammaniti, Aldo Nove e Pinketts, per intenderci) PdO aveva già scritto "Primi Delitti", "Madre Mostro", e una valanga di sceneggiature per i fumetti dei già citati Splatter e Mostri dando loro, di fatto, quell'imprinting unico e letale che li avrebbe caratterizzati per sempre.



Insomma, molto tra le righe vi sto dicendo che se avete la mia età e il vostro film preferito degli ultimi anni è "Martyrs" siete obbligati a comprare questa rivista.

giovedì 7 aprile 2011

CHE BELLE MATITE...

Non queste! Queste qui:
DEI vol.2

"Deus ex machina"

Soggetto e Sceneggiatura: Alex Crippa

Disegni e Colori: Emanuele Tenderini


Uscita: 2012

mercoledì 23 marzo 2011

POST ORTA



Ogni volta che mi reco a Orta San Giulio è come se fosse la prima.
Ogni volta lo stesso stupore, lo stesso fascino, lo stesso entusiasmo che mi spinge a rivedere, rivisitare, risentire luoghi che già conosco e già mi hanno ispirato in passato. Luoghi che continuano ad ispirarmi. L'isola di San Giulio, il lago, il Sacro Monte, il cimitero, scorci di vicoli tra una casa e l'altra del paese che continuano a sorprendermi quando passeggio per le sue strade.
Non so spiegarmelo razionalmente, è un mix di magia, misticismo, silenzi, atmosfera.
So solo che ogni volta che lascio questi luoghi penso subito alla prossima occasione in cui ci tornerò. La scusa sarà festeggiare il piazzamento della nuova storia che Orta, di nuovo, mi ha suggerito domenica scorsa, precisamente scendendo in paese dal Sacro Monte, dopo aver (ri)visitato il cimitero.
Altrimenti ci torno e basta, chissenefrega!
La presentazione di Jonah Martini 1 avviene sabato scorso a Pettenasco, comune limitrofo a Orta San Giulio, nella sede dell'Ecomuseo. Insieme a me due rappresentanti(esse) del gruppo di scrittori e creativi I Menestrelli di Jorvik che presentano la loro rivista Arabica Fenice. Date un'occhiata al link, ne vale la pena.

Per l'occasione parlo anche del vol.2 fresco di stampa e vengo a sapere con mio enorme stupore che c'è un legame storico tra Orta San Giulio, l'ambientazione del primo volume, e Crespi d'Adda, l'ambientazione del secondo: in entrambi i paesi esiste una villa Crespi, residenze dell'industriale Cristoforo Benigno Crespi che creò dal nulla il villaggio Crespi d'Adda nel bergamasco. Quando si dicono le coincidenze...(o la sprovvedutezza del sottoscritto)

E come se non bastasse la sera sono ospite di PuntoRadio, in diretta, per una breve ma intensa intervista. La notate la mia espressione intensa?

I want to believe... Io in versione alieno appena sbarcato sulla Terra, all'entrata di una delle cappelle di San Francesco sul Sacro Monte. E' abbastanza mistico?

E per la serie "cose incredibili a un passo da casa di cui ignoriamo l'esistenza": esclusi gli abitanti di Novara, lo sapevate che ad Arona esiste la statua visitabile più grande del mondo dopo la Statua della Libertà? E' il San Carlone! Un colosso di rame e bronzo che col piedistallo tocca i 35 metri d'altezza! Situato in cima a una collina, da lassù si gode una vista del lago Maggiore da mozzare il fiato. Si raggiunge la testa dall'interno, lungo una scala verticale di 15 metri all'interno di un cunicolo a larghezza uomo. Un vero spasso per chi soffre di vertigini e claustrofobia.
Questa è la vista da una delle narici del San Carlone.

Ringrazio tutte le persone che mi hanno ospitato e accolto calorosamente e professionalmente, dai volontari dell'Ecomuseo al B&B IlBarsot ai ragazzi di Punto Radio.
Un grazie molto sentito ad Andrea Del Duca alias Alfa, da cui tutto è partito.
E grazie a Cinzia per le foto.

giovedì 17 marzo 2011

JONAH va al lago...

...d'Orta.



Orta San Giulio, la location del primo volume di Jonah Martini, e il suo bellissimo lago con la sua incantevole isoletta saranno la cornice perfetta per l'incontro/presentazione della serie del vostro indagatore di miracoli preferito che terrò questo sabato pomeriggio 19 marzo.

L'EcoMuseo del Lago d'Orta ospiterà me e il collettivo di scrittori I Menestrelli di Jorvik per parlare delle nostre storie ispirate da questo splendido paesaggio.

Per l'occasione presenterò anche il fresco di stampa "Gli Eletti", il secondo volume di Jonah, ambientato in un altro suggestivo e ispiratore paesino del nord Italia, Crespi d'Adda, su cui tornerò sopra prossimamente. Magari in occasione di un'altra similare presentazione sul "luogo del delitto", perchè no? Enti e associazioni culturali in ascolto, fatevi avanti!

E per l'occasione non posso non linkare l'incredibile recensione di Stefano Ascari di questo volume 2: QUI
Stefano è un amico e un collega, ok, ma proprio perché lo conosco e stimo il suo gusto e il suo talento so che le sue parole son sincere.

E comunque è cosa rara ricevere cotante attenzioni e attestati di stima proprio da un collega. Il mondo del fumetto è una giungla, lo sapevate? Ci si ammazza tra di noi come i rapper della East e della West Coast o i tizi della blackmetal mafia scandinava, non c'è niente da ridere.

martedì 15 marzo 2011

CARTOOMICS: una valanga di foto

Una sola: questa. Io e Sergio Gerasi in dedica allo stand Renoir per il freschissimo di stampa "Jonah Martini - Gli eletti", il secondo capitolo del vostro indagatore di miracoli preferito.
Qui era sabato e il suddetto volume si è venduto piuttosto bene, si parla di oltre una 50ina di copie, che non è male. Io e Sergio non ci siamo praticamente mai alzati dalla sedia nel corso di quasi tutta la giornata. Anche il primo volume "In nomine patris" disegnato dal grande Alfio Buscaglia, pubblicato nel lontanissimo 2008, è andato ancora bene.
Domenica è stata un pò più fiacca, forse perchè presenziavo solo io che, per quanto mi sforzi, più dello smile di watchmen non riesco a disegnare, ma entrambi i volumi si sono comunque venduti dignitosamente. (no, non so disegnare nemmeno lo smile di watchmen ora che ci penso...hai voglia a mettere lo schizzo di sangue nella giusta posizione obliqua, uno sbattimento)
Per la cronaca, visto che giustamente alcuni me lo chiedono, i due volumi contengono storie autoconclusive, a sé stanti, indipendenti. Suggerisco comunque di leggere prima "In nomine patris" per imparare a conoscere meglio il personaggio di Jonah, la sua crisi di fede, i suoi dubbi, il suo passato recente.

Sì, ma la fiera?
Boh! Una fiera come tante, e lo dico in senso positivo, anche perchè io ero lì a promuovere il mio fumetto e così è stato con mia grande soddisfazione.
Comunque: predominanza di stand commerciali, quasi tutti gli editori italiani presenti, molti cosplayer (notevole la parata dei militari della Umbrella di Resident Evil con tanto di zombie ingabbiato che urlava...alla fine mi son simpatici i cosplayer, perchè tanto odio?), ben tre punti di ristoro, la mostra del giallo, pioggia, tanti amici e colleghi che (ri)vedo sempre con piacere, tanti che non son riuscito a (ri)vedere, novità interessanti su cui tornerò più avanti quando le avrò lette tutte (tra quelle già lette mi ha colpito "Ravioli Uestern" di Pierz, mi ha fatto piegare in due dal ridere, sia il fumetto che l'autore), gran disagi logistici (per raggiungere ed azzeccare la giusta entrata della fiera partendo dal metrò di Amendola o Lotto serve un satellitare e un machete) e la Fiera della Donna confinante con la nostra dei fumetti. Fiera della Donna che ospitava allettantissimi stand grondanti dolciumi grossi e colorati e cibarie etno-regionali assortite nonché vestiti artigianali di ogni tipo. Cucina e cucito. Ho cercato invano lo stand dei ferri da stiro, ma sicuramente da qualche parte c'era.

Vi siete goduti le foto di Cartoomics? Ora beccatevi due tavole di Jonah 2!
Retini per le tavole di flashback:

Jonah 2 sarà acquistabile nelle fumetterie e on line entro un mese. Appena ho news più precise non mancherò di segnalarvele.

giovedì 10 marzo 2011

CARTOOMICS: Chi Dove Quando

Potete trovare il secondo volume di Jonah Martini e i suoi autori a Cartoomics allo stand Renoir:

- sabato 12 ore 11:00/12:30 e 15:00/16:30 (io e Sergio Gerasi)

- domenica 13 ore 15:00/18:00 (io)

Quale migliore occasione per recuperare anche il primo volume?
Vi aspetto.

giovedì 3 marzo 2011

JONAH MARTINI vol.2

Finalmente!
Il secondo volume di Jonah Martini, indagatore di miracoli, uscirà in occasione di Cartoomics, la fiera del fumetto milanese che si svolgerà da venerdì a domenica di settimana prossima.

Personaggio creato da me e Alfio Buscaglia, i primi due tomi uscirono in Francia nel 2007 per Bamboo Editions poi pubblicati in un unico volume dall'italiana Renoir.

Questo secondo volume esce direttamente in Italia per Renoir. Copertina di Alfio, ai disegni stavolta c'è l'ottimo Sergio Gerasi. Titolo: "Gli eletti" (così, tanto per creare mistero. la sentite già la suspence?)

Tutto, più o meno, quello che avreste voluto sapere su Jonah 2 e non avete mai osato chiedere lo trovate: QUI

Prossimamente vi dirò quando io e Sergio saremo allo stand Renoir a Cartoomics per le dediche. Non prendete impegni per il week-end prossimo, mi raccomando.