martedì 16 giugno 2009

MONDO SPAM (3)

Ciao alexcrip@alice.it, questo è interessante per tutti gli uomini, nessuno escluso!
Tutti gli uomini e tutti al corrente di loro hanno paura del fatto che al momento importante maschi amore pistola può rifiutare di soggiorno.
Lo scopo principale dei nostri prodotti consiste nel ridurre la possibilità di questa vergogna a 0%!
Sì, sarà pronto. Ogni volta che si desidera
.


...che dire? il titolo della mail-spam era "Non lasciate che la vostra virilita morire!"
Appena lo provo vi dico.

giovedì 11 giugno 2009

RECENSIONI MINIMAL-CHIC

Antichrist di Lars Von Trier. Un film brutto non interessa a nessuno, un film bello non crea dibattito. Di entrambi i tipi ci si dimentica presto. Accodandomi a tutta la critica nazionale e internazionale anch’io declamo: o lo ami o lo odi. Io lo amo, come (quasi) tutte le opere del danese ex-dogmatico (la serie tv “The Kingdom” su tutte). Lo amo per la sua provocazione, i ralenti estremi nel bosco, la volpe parlante, la violenza shockante, uno stile personalissimo che si rinnova di film in film.

Il Maestro di Nodi di Massimo Carlotto. Ogni tanto un Carlotto me lo devo leggere, per rinfrancar lo spirito tra un enigma e l’altro e ricordarmi il valore della sintesi vs. lo scriversi addosso. Ritmo impressionante e trama impeccabile per una tematica abusata (sadomaso/snuff) ma qui talmente approfondita nelle logiche così perverse e così umane di vittime e carnefici da farti impazzire. Uno dei migliori romanzi brevi della serie dell’Alligatore. Da sbranare in un colpo solo.

Manioka di Nkodem. Secondo lo schema narrativo cajelliano a pesca, dove la polpa rappresenta lo stile e il nocciolo la trama, questo graphic-novel alternativ-francese è un cocomero di 12 kili con un unico semino al centro.

30 Rock di Tina Fey. Divenuta celebre per l’imitazione di Sarah Palin al Saturday Night Live, Tina Fey crea e interpreta una sit-com al fulmicotone ambientata dietro le quinte di uno show alla Saturday Night. Mai avrei pensato di divorare con tanta ingordigia queste prime due stagioni. E mai avrei pensato di inchinarmi davanti al talento comico di Alec Baldwin, qui in veste d’archetipo dell'uomo-marketing.

Atomic Robo di Clevinger/Wegener. Un robot con coscienza propria creato da Tesla che combatte il Male nelle sue forme più fiche (scienziati pazzi nazisti, piramidi semoventi, mummie viventi, insettoni giganti…), con le armi più fiche (bombe, mitra, pugni…) e coi mezzi più fichi (aerei, jeep, carri armati…). Dialoghi spassosissimi, ritmo indiavolato, grafica godibilissima. Spero solo che alcuni nodi lasciati platealmente in sospeso in questo primo volume vengano assolutamente al pettine nel prossimo.

Come una bestia feroce di Ed Bunker. Questo è realismo. Questo è crimine. Questo è scrivere.

San Valentino di Sangue 3D di Qualcuno. Nel 1895 in una fiera di Parigi veniva proiettata l’immagine in movimento di un treno che arriva in stazione. Gli spettatori presenti scappavano terrorizzati all’idea di esser travolti da quella locomotiva. Ci vollero 7 anni per associare quelle magiche e innovative immagini in movimento a una storia di astronauti che sbarcano sulla luna. Quanto ci vorrà ora per associare queste desuete immagini 3D a una trama?

21st Century Breakdown dei Green Day. Li seguo da quando li vidi dal vivo al Bloom di Mezzago dalle mie parti nel ’94: 3 ore di concerto, 300 persone, un pogo costante e irrefrenabile, uno dei concerti più belli della mia vita. Tre mesi dopo erano al Forum di Assago (MI) causa singolo “Basket Case”: 1 ora di concerto, 15mila persone, altro non so perché non c’ero. Qualcosa era cambiato, ma non ho mai smesso di ascoltare i loro dischi, tra alti e bassi. E dopo lo splendido “American Idiot” arriva quest’ultimo concept-album che non esito a definire perfetto per produzione, sound, songwriting.

Seven Brothers di Ennis/Kang, soggetto di John Woo. Il primo vero blockbuster a fumetti! Manca solo l’audio delle esplosioni, degli spari e dei mostri che fanno a botte. Usa e getta ma, ragazzi, che bella mezz’ora che ho passato.

Vincere di Marco Bellocchio. Il 90% degli spettatori si aspettava la nota biografia del duce e invece è solo la semi-nota storia di Ida Dalser e Benito Albino, ossia sua moglie e figlio segreti e segregati fino alla follia e alla morte. Che è solo il miglior modo per dipingere arroganza, ferocia, menefreghismo e potere mediatico del pelatone che fu.

lunedì 8 giugno 2009

BdC in 3D

testi: Alex Crippa - disegni: Emanuele Tenderini
Anche Bracciodiculo si adegua alle nuove tecnologie.

Il futuro è qui e nel blog ufficiale.

giovedì 4 giugno 2009

more GORE!

"Troppo estremo, non riesco a leggerlo"
Eli Roth

"E' disegnato e colorato egregiamente, non posso sopportarlo"
Alex Ross

"E' inutile continuare la saga di Hellraiser...ora ho visto davvero tutto"
Clive Barker


GORE vol.1

script: Alex Crippa
grafic: Emilio Laiso
colors: Alessia Nocera
a GGSTUDIO prod.
coming soon in fumettery...

lunedì 1 giugno 2009

BRACCIO di HELLRAISER

testi: Alex Crippa - disegni: Emanuele Tenderini
Buon Giugno!
Qui e nel blog ufficiale !

lunedì 25 maggio 2009

MON DIEU!

Ok, è fatta. Ankama ha comprato “DEI” il futuro bestseller di Crippa-Tenderini!

Vi ricordate il reality comics? Cioè che vi dovevo aggiornare di volta in volta sugli sviluppi di questa entusiasmante avventura editoriale, mettendoci a nudo, postando mail, contratti, ecc...bè, non l’ho fatto perchè dopo gli ultimi accadimenti (vedi post precedente) sono diventato scaramantico. E’ ufficiale.

Come è ufficiale che “DEI – In Vino Veritas” sarà il primo volumazzo (120 tavole + extras) di una spero lunga saga che di volta in volta toccherà divinità e micro-cosmi sempre diversi (dagli Egizi agli Indù, passando per Animismo e chipiùnehapiùnemetta).
SE va bene il primo tomo, eh...

Comunque, tanto per dire come abbiamo passato questi quattro (4) mesi da Angouleme, in cui abbiamo incuriosito l’editore, fino a settimana scorsa, quando finalmente è arrivata la fatidica mail di conferma per cifre, formati, date e dati, vi dico che:

- ci arrivò una mail a metà febbraio, quindi poco dopo Angouleme, in cui il mitico fumettista-rapper-editor Run ci scrisse: “Ya muthafakaz!!! DEI rulez!!!” e noi, di tutta risposta: “Bonjour, nous sommes trés heureux pour notre projet et nous voulons savoir si vous voulez déjà parler du contrat. Merci et à bientôt. Cordialement, Alex&Manu” con quell’arrogantissima & commerciale fra i nostri nomi, tanto per mettere subito in chiaro che anche noi siamo dei fottuti duri.
- la risposta di Run, quasi immediata, fu “quanto volete?” e noi “€ XXX a tavola tutto compreso” con curriculum interattivo in allegato (cioè le cover dei nostri albi pubblicati in Francia che se ci clicchi sopra finisci nei siti dei rispettivi editori, tanto per mettere subito in chiaro che non scherziamo, ah, no).
- Run risponde dopo qualche giorno: “ok, passo tutto al mio super-capo galattico per l’approvazione” e noi “ok”
- dopo UN MESE di silenzio li ricontatto timidamente con un generico “Uelà…allora, come va?” e il buon Run “Tranquilli, DEI ci interessa, è una figata…ancora un po’ di pazienza e vi diamo l’ok sul caché”
- dopo UN ALTRO MESE, di nuovo, io timido “Ehm…DEI? Quella cosa del caché?” ed è l’editore in persona stavolta a rispondermi scusandosi gentilmente per il ritardo ma nulla è perduto, la risposta arriverà…
- dopo UN ALTRO MESE e altri sudori freddi, decido di non farmi più vivo, né con loro via mail, né con voi via blog sull’argomento. se va va, se non va non va.
- dopo qualche giorno arriva l’inculata colossale di quello là (vedi post precedente)
- 10 giorni fa, una mattina anonima come tante, mi arrivano una serie di mail: il solito spam, i soliti commenti al blog (vi amo tutti, ok?), una mail di Ankama, una per allargare il mio pene, una per andare a Malibù con soli 10 euro…aspé…Ankama?! Ankama!! Apro e leggo: “scusate il ritardo, DEI lo compriamo, misure X, cartonato a colori, 120 tav di fumetto + 8 tav bonus, € XXXmenoY a tavola, che ne dite?”
- mentre leggo la mail mi accorgo che ho già in mano il cellulare, ho già selezionato un numero e sul display c’è scritto “Tenderini Cell”, il quale il giorno prima era stato operato di ernia (più reality di così…) ma era già in cammino verso il suo studio, da bravo lavoratore del Nord-Est. “Allora, come stai?” gli chiedo, “Ma sì, bene graz…” mi risponde, ma “Hanno preso DEI!!!!!!!!!!!!” lo interrompo. Segue un “ghesboroooooooo!!!!” di qualche secondo, poi sia io che Manu riusciamo a mettere in piedi una conversazione + o – comprensibile.

Insomma, la cifra si è un pochino abbassata raggiungendo quel tipico caché basso per la Francia e alto per l’Italia, e noi abbiamo accettato. Da allora è arrivato il pre-contratto (per i nostri dati, C.I., iban, firme, ecc), conferme varie, strette di mano virtuali e a fine giugno raggiungiamo gli Ankami a Parigi per la firma del contratto definitivo, pensate. Se no via posta, come al solito. A dirla tutta, quella di fine giugno è una loro convention e loro ci invitano già come ospiti. A dirla tutta tutta, la convention è a Versailles, quindi scettro e corona sono d’obbligo.

Non dovrebbe essere sempre così quando un progetto viene approvato? Bè, ultimamente ho imparato che no, non è sempre così.
Andare a Parigi servirebbe tra l’altro per quella trattativa, anch’essa non scontata, sui diritti per l’estero. Soprattutto per gli Usa, vista la natura del progetto. Lo realizzeremo in un’ottica internazionale, dallo stile al linguaggio ai sottotesti.
Stabilire bene come muoversi all’estero dopo la pubblicazione in Francia è diventato fondamentale. Anche questo l’ho imparato da poco.

Ma questo è un post trionfale, non polemico!

Quindi: W RUN! W ANKAMA!

E, pronto a contraddirmi Kome uno STRonzo salendo sul carro dei vincitori quando mi tendono la mano: W la France!

PS prossimi aggiornamenti con storyboard, tavole e tutte queste cose che piacciono a grandi e piccini.
PPS sempre che il prossimo aggiornamento non sia “Sorridi! Sei su candid-camera!”

giovedì 21 maggio 2009

Ke STRonzo

Attenzione: contiene messaggi subliminali

Capita a volte che un Cane italiano trovi un nuovo padrone yankee che ha voglia di coccolarlo e nutrirlo e distribuirlo in tutto il mondo MA il suo originario padrone baguettaro, che non lo nutre né lo coccola più da tempo (e anche quando lo coccolava eran solo delle sporadiche pacche sul culo), non voglia cederlo.
Il Cane ci rimane male, anzi malissimo, e se ne torna nella cuccia con la coda tra le gambe e l’unica consolazione di aver vinto il premio “miglior cane da esporto” ma non poterlo andare a ritirare.

Capita a volte che una Danzatrice da Night con tendenze assassine danzi, salti, corra, guidi, sgozzi, spari e riesca a portare in salvo la pelle per 120 tavole…ma nessuno l’abbia vista, nessuno abbia potuto riprenderla, tanto è stata veloce. Nessuno la vedrà.

Perché mi sono sbattuta tanto per niente? si chiede ora lei.
Ma io esisto? insiste lei.
Non so proprio cosa dirti, rispondo io.
Se ti può consolare -mento- per me sì, tu esisti.


Capita a volte che alcuni corpi, facce e parole rimangano incastrati nel limbo del tempo e dello spazio, condannati a vagare come spiriti nella notte finché qualcuno non verrà a liberarli.

Capita a volte che lavoro, ispirazione, esperienza e ricerca artistica di due autori se ne vadano beatamente affanculo per colpa di qualcuno che non solo non sa fare il proprio lavoro ma a cui, fondamentalmente, non frega un cazzo del tuo.

A volte l’unica cosa che rimane da fare è voltare pagina.

lunedì 18 maggio 2009

TRUE BLOOD vera palla

ATTENZIONE: contiene pareri personali

Sì, hai letto bene: vera palla. La nuova serie tv di Alan Ball, il geniale creatore di quella che per me è la miglior serie tv mai prodotta, e cioè Six Feet Under, è di una noia mortale.
Personalmente credo di aver sperimentato il più grande divario aspettative-risultato della mia carriera di consumatore d’intrattenimento.

Un autore che am(av)o, un network che amo (HBO), un tema horror -il vampirismo- che non mi fa impazzire eccezion fatta per le sue rivisitazioni (come in questo caso), un battage pubblicitario da urlo (vedi sopra la “reclame” della Tru Blood, la bevanda giapponese che simula il sangue umano e permette così ai vampiri di non morderci sul collo), una metafora sociale interessante (integrazione dei vampiri, razzismo, vampiri buoni – vampiri cattivi, pro e contro) e una location altrettanto accattivante (la Louisiana degli ex-schiavi di colore)…insomma, sono arrivato gasatissimo fino addirittura alla sigla, che è stupenda con quelle immagini disturbanti da docu-fiction e il southern blues ubriaco…e poi? poi che è successo?
Niente. Non è successo proprio niente.

True Blood NON è la storia del tenebroso Bill, vampiro che ha rinunciato (per sempre?) al sangue umano grazie alla provvidenziale bevanda e ci tiene a far parte dei “buoni” per ottenere la definitiva integrazione sociale, e Sookie (cacchio, hanno riadattato il Moe simpsoniano in Boe, per la Paquin non potevano trovare un nome un po’ meno da pornazzo da caserma della ediperiodici?) vergine (per sempre?) e telepate (ma non coi colleghi -?!- e coi vampiri) che, ovviamente, si innamora di lui al primo sguardo (non al primo morso).
No. True Blood è la storia di Bill e Sookie E di un tot di altri personaggi uno più inutile dell’altro, che non solo non portano avanti la storia ma sono di una piattezza e un macchiettismo così esasperante che mi sono dovuto forzatamente chiedere se Alan Ball l'ha fatto apposta per provocazione, ironia, stile o chissà cos’altro. Questo mi sono chiesto per i primi tre episodi finora andati in onda su Fox.
A metà del terzo, in realtà, ho smesso di chiedermelo e ho cominciato a rimpiangere il Bombolo dei tempi d’oro che prendeva ceffoni dar Monnezza esaurendo così brillantemente e compiutamente il suo character nell’economia della storia. Questa e molte altre divagazioni mentali (dal classico “devo fare la spesa domani?” al meno classico “come si chiamava quella città spagnola dove stefano ha fatto l’addio al celibato?”) hanno accompagnato la mia visione passiva dell’ep.03

Ma vediamone qualcuno, di questi personaggi.

La miglior amica di Sookie è una ragazza: nera, simbolo del razzismo americano del passato; incazzata con tutto e con tutti, simbolo della reazione dei neri che non hanno mai accettato quel passato; con madre alcolizzata, simbolo della sconfitta dei neri che non hanno mai accettato quel passato. L’intenzione è buona, e cioè inserire una ex-vittima del vecchio razzismo accanto a una vittima (Bill) del nuovo razzismo contro i vampiri. L’errore però è quello di esaurire l’argomento facendo pronunciare alla ragazza di colore un paio di varianti della frase “quello stronzo di vampiro in passato aveva gli schiavi, bastardo!” e dedicarle unicamente (e non poche) scene di incazzatura generica contro il suo ex-capo, il lavoro, i colleghi, i clienti del bar, gli uomini, le donne, gli animali, il governo, i matusa e chi più cliché ha più ne metta. Diomio. Cioè, quando Alan Ball ha descritto sinteticamente il suo character nella sinossi da girare ai produttori deve aver messo “lei è quella incazzata in generale” e poi gli sceneggiatori (cioè lui, finora), i registi, i produttori esecutivi, i direttori della fotografia, i montatori e gli attori l’hanno preso alla lettera.

Il capo di Sookie è il proprietario del bar dove lei fa la cameriera, un bar che più si va avanti più somiglia grottescamente all’innocuo e inutile bar di Cin Cin (ci hanno piantato dentro mdp, operatori, macchinisti, luci, giraffe…e chi se ne va adesso? Provate a cacciarci, bastardi! Abbiamo ancora ore e ore da girare qua dentro! Uahahahahah!!!). Caratteristica del capo di Sookie è: innamorato di Sookie, non corrisposto. Strano che lei a questo biondino timido e represso preferisca il fichissimo, tenebrosissimo, affascinantissimo VAMPIRO che le ha salvato la vita, parla con voce baritonale e la limona senza morderla. Strano. Ok, poi il timidone si fa la nera incazzata, così per un pochino i due superano i rispettivi deficit comportamentali…per poi tornarci a bomba immediatamente dopo, con lui che abbandona lei senza neanche salutarla. Che timidone lui e che incazzamento lei!

Il fratello di Sookie è un arrapato cronico. Non è una battuta. Il suo character è: chiava qualunque cosa femminile respiri (che in una serie tv non son cessoni, comunque). Che respiri, però, perchè lui odia i non-respiranti vampiri. Razzista. Ovviamente è grezzo e stupidotto (ma nessun Monnezza irrompe nell’inquadratura a tirargli ceffoni sulla nuca…ma sto divagando). Tra l’altro, volendo fare il precisino rompicoglioni, mi pare comunque poco definito in fatto di gusti sessuali e quindi, essendo il sesso estremo la sua unica vocazione e caratteristica, poco credibile: passa infatti da attivo a passivo con lo stesso entusiasmo e trasporto. Cioè, le donne o le meni o ti menano, no? Queste son le regole, cazzo.

E per finire (no, scherzo, in realtà ci sono altri personaggi inutili come la nonna di Sookie: ciccia e buona) c’è anche il nero gay che, indovinate?, è nero ed è gay. Fossi nero e/o gay mi incazzerei. Aridatece il David Fisher di Six Feet Under!!!
Ah, dimenticavo: spaccia droga.

L’unico spunto che salvo è LO spunto della serie: i vampiri e la loro integrazione. Pèccato che ciò occupi un timido 15% del plot dei singoli episodi e che, soprattutto, i vampiri di fatto si vedano (e facciano) ben poco tra loro e tra gli umani…che sono le uniche parti DAVVERO interessanti e riuscite, sia dal punto di vista estetico che contenutistico! E durano pochissimo! Ma siamo matti?! E qualcuno mi aveva pure detto che era troppo splatter...
Mi sembra di essere nonno simpson al corso di mangiatori di arance con l’insegnante che inizia a parlare con la sua arancia ben in mostra sulla cattedra e lui che gli urla: mangia quella maledetta arancia!!!

Vuoi centellinare le informazioni, dosare le scene horror, non esagerare con l’azione… d’accordissimo. Ne hai di episodi da riempire, per carità. Ma non si satura di cazzate tutto quello che non è il plot principale, il cuore della storia, l’anima della tua idea. Non si fa, non si fa. Che poi si perdono spettatori.

Fondamentalmente potrei riassumere il problema di True Blood in due parole: TONO INDECISO. Vorrebbe (forse) stemperare l’horror con l’ironia, ma non fa ridere nè paura. Dare profondità ai personaggi, ma rasentano Bombolo (senza far ridere). Sviscerare temi sociali tosti, ma non va oltre il “piove, governo ladro”. Parlare di vampiri, ma si vedono e fanno pochissimo.

Ultima cosa: dialoghi brutti.

Concludendo: a meno che la serie non decolli letteralmente stasera col quarto episodio, credo che la mollerò.
Certo che non decollare nelle prime 3 (tre) ore dei primi 3 (tre) episodi di una serie tv tanto lanciata e stra-prodotta non è bello…

Boh…Forse sbaglio io, forse sto invecchiando, forse voglio la mente piena di concetti profondissimi e gli occhi ubriachi di scene da urlo.
Come con Six Feet Under, insomma. Alan Ball, voglio ricordarti così.

venerdì 15 maggio 2009

THE DAY AFTER


Milano, via Savona, 14 maggio '09, ore 22:00: il Maidirebar non riesce a contenere la folla di lettori/vips/fans/bevitori occasionali e non, accorsi per la mostra/presentazione di "ArcasacrA". Quindi si straripa in strada per il piacere di tutto il vicinato.

Alcuni dei vips presenti al galà, dalla sinistra: Maurizio Rosenzweig, Alfio Buscaglia, Antonio Campo.

La mostra: un'intiera parete dedicata alle violentissime tavole di eMa.


Alcuni dei miei pupilli del corso serale di sceneggiatura alla Scuola del Fumetto. La prima lezione dell'anno scorso fu incentrata su "come attivare la vista a raggi infrarossi". Bè, guardate come imparano in fretta...queste son soddisfazioni!


Andrea Longhi, cazzutissimo contabile della serata, non molla il suo posto nemmeno per una birretta e grazie (anche) a lui portiamo a casa un bel 48 secco: quarantotto albi venduti in 3 ore. So che lo sconto dello 0% faceva gola a tutti ma è comunque un buon risultato, no?

Come non molla il posto sua eccellenza eMa, nonostante i fari puntati sulla testa e la temperatura del locale che presto raggiunge i 38 celsius.

Sudore d'autore: è per me un dovere e un onore asciugare la fronte del maestro al 34° omaggio, dopo 2 ore ininterrotte di disegni senza staccare la testa dal tavolo. (il fazzoletto impregnato d'umore d'eMa è attulamente all'asta su e-bay)

E' un dovere e un onore posare coi miei fans: al centro il grande José e a destra Francesco il Collezionista (infatti al centro spicca una copia di "Jonah Martini" portata per l'occasione per firma e dedica).

E infatti tocca anche ad Alfio chinarsi all'arte e sul tavolo per soddisfare i collezionisti. Al centro la sua Zoe, vera star della serata, che ci prova con Manuel (a destra) mio ex-compagno d'avventura di Bloodbuster. Che dire? Speriamo che Zoe non lo illuda troppo...

"Sì, anche noi leggiamo ArcasacrA"
le groupies ufficiali
Insomma: gran serata, grasse risate e fumetti palindromi per tutti.
Un sentito grazie ad Andrea del Maidirebar per l'ospitalità, alla Trinità di Nicola Pesce (Perissi, Liri, Andrea) per lo sbattimento e le cornici...e ovviamente a TE che hai partecipato ed acquistato con entusiasmo il nostro prodotto!
E con questo si conclude la prima parte dell' "ArcasacrA" tour.
Da settimana prossima, giuro, comincerò a postare qualcos'altro. Tenetevi forte perchè ho due news bomba dalla Francia, una terribile e una bellissima.

lunedì 11 maggio 2009

LET'S PARTY!

Milanesi e non, questo GIOVEDI' 14 MAGGIO non prendete impegni per la sera, rinunciate al bridge, spostate la partita di calcetto, date buca a quella là, e venite al party più trendy dell'anno al Maidirebar di via Savona (di fronte alla Scuola del Fumetto) per festeggiare l'uscita di "ArcasacrA" il fumetto più trendy dell'anno!
Ingresso ore 21:00 (ma noi siamo lì dal pomeriggio a lavorare per voi), uscite quando volete.

Troverete:
- copie di ArcasacrA con lo sconto dello 0%
- tavole originali appese ovunque
- eMa chino su un tavolo a disegnare omaggi per tutti, per tutta la serata
- io a stringer mani e accogliere chiunque a suon di "ehi! ti vedo in forma!"
- i Nicola Pesce boys, cazzuti come pochi
- birra a prezzi popolari
- buffet fino a esaurimento scorte
- vips del mondo del fumetto e non
- i Clash (in filodiffusione)
- paparazzi per reportage del giorno dopo

E' gradita la cravatta.

Io ci sarò...e tu?

giovedì 7 maggio 2009

tutti a PIACENZA, dai

Ospiti di FULLCOMICS io e eMa questo sabato 9 maggio presenteremo e autograferemo "ArcasacrA" a chiunque venga a trovarci in quel di Piacenza allo spazio Expo.
Non sono mai stato a Fullcomics, ma da quel che mi dicono è una fiera fumettosa ggiovane (questa è la quinta edizione, se non sbaglio), priva di videogames e cosplayers (a me comunque le Lamù minorenni non dispiacciono, forse potrei fare il politico) e in continua espansione come l'Universo.
Bè, ci vediamo là.

mercoledì 6 maggio 2009

JONAH MARTINI: parola di fan

In nome di quell'antichissima tradizione editoriale nota a tutti come "la posta del cuore", anch'io voglio pubblicare una letterina appena arrivatami da un amico-lettore-fan. Il suo nome è JOSE' eccezionale grafic-digital-FX-re-animator che, commosso, ringrazio.
(Nota1: ho rigidamente rispettato i suoi grassetti e maiuscole)
(Nota2: in alto potete ammirare la cover del vol.1 francese, inedita in Italia)

Ciao Alex,
ti scrivo per dirti che finalmente (scusa il ritardo) ho dato anch'io il mio contributo al fumetto italiano che da tempo ben rappresenti.
Ebbene si!...Ho comprato e letteralmente divorato Jonah Martini, ben contento di avere subito a portata di mano i due volumi ben rilegati di "Le Missionnaire" e devo ammettere che, a parte il risparmio dei costi di stampa che sicuramente posso immaginare, questa versione seppiata, con l'unico intervento in rosso in camera oscura, non mi dispiace affatto...quasi la preferisco a quella a colori.
Comunque ad opera finita...è proprio il caso di dirlo visto la maestria con la quale Alfio ha interpretato e disegnato la tua difficile e ben documentata sceneggiatura...ti posso dire che sono orgoglioso di voi...BRAVI...finalmente un PRODOTTO Italiano (anche se come al solito prima è stato pubblicato in Francia) o meglio fatto da italiani veraci CHE VALE...sono contento di aver speso bene questi 12 euri...

Purtroppo non ho ancora trovato ARCASACRA...la storia palindroma mi incuriosisce parecchio...riesci a procurarmela tu?
Sarò il millesimo a farvi i complimenti, ma mi sentivo sinceramente di farveli...e appena ci si bekka...stai tranquillo che la mia anima da collezionista si farà avanti per avere la doppia dedica sulla mia copia già archiviata e sigillata in busta chiusa del fottutissimo missionario!

martedì 5 maggio 2009

JONAH, BERGAMO e ALFIO

Questo è l'omaggio inedito (matite per la cover di "Jonah Martini") che io e Alfio Buscaglia autografavamo ed elargivamo ai presenti sabato scorso in quel di Bergamo e che chi non è venuto si è perso ma può recuperare andando a visitare la mostra del nostro fumetto fino al 31 maggio, sempre che ne siano rimaste ancora delle copie. Cosa aspetti? Smetti di leggere, molla tutto quello che stai facendo e vola a Bergamo!

Questa è ComiXrevolution, la fumetteria bergamasca che ospita la mostra di Jonah con tavole e storyboard orignali, stampe a colori (versione francese) e in seppia (versione italiana). Un grazie a Max per l'ospitalità, l'efficienza, la professionalità, l'Eco di Bergamo e Bergamo TV che ci hanno intervistati, i caffé, le coche e, non ultimo, aver spinto l'evento abbastanza da richiamare tot persone, tutte interessate a noi e al nostro lavoro (no, non è affatto scontato tutto ciò).
Questi infatti siamo noi che incontriamo i lettori al piano superiore (il vero cuore della mostra), spieghiamo com'è nato Jonah e poi degeneriamo su come è nato il sodalizio Alex/Alfio coi soliti aneddoti di viale Monza e "100anime" che tutti conoscono e quindi non ripeto.

Lettori e fan ormai pendono dalle labbra di mastro Buscaglia che elargisce perle su perle di saggezza sequenziale.
E le perle continuano sul blog di Alfio! Sì, amici, Alfio Buscaglia ha finalmente aperto un blog!
Non ci credi? Clicca qui: ALFIO
Addossooooo!!!