venerdì 25 febbraio 2011
MOTOREEEEIIIIIIIIIIIIIII
Esce venerdì 1° aprile.
Continuo a pensare che sia uno scherzo, e la data non aiuta di certo.
Che dire...che sto contando i giorni che mancano? che mi sento come un bimbo in attesa di aprire i regali la vigilia di natale? che probabilmente lo vedrò due volte, probabilmente di fila?
A tutti quelli che condividono la mia ansia dico solo: resistiamo.
Un mese passa in fretta...
martedì 22 febbraio 2011
100 SOULS
Sì, hai letto bene il titolo di questo post: è la traduzione americana dell'esordio francese mio, di Alfio Buscaglia e Emanuele Tenderini...in altre parole 100ANIME sbarca in USA su Heavy Metal !
Il primo volume delle avventure di Nèdnama, Angie, Chiara e Manu (quanti ricordi...) pubblicato nell'ormai lontano 2003 da Delcourt compaiono giusto ora sull'attuale numero della storica rivista fanta/horror/sci-fi/cyber/erotic/weird/echipiùnehapiùnemetta.Clicca qui per scaricare il pdf delle prime pagine della rivista, così vi beccate anche le prime tavole di 100anime tradotte in inglese (mi fa un certo effetto, lo ammetto): SCARICA
Tante sarebbero le considerazioni da fare, le riflessioni, i ricordi...ma il tempo mi è tiranno perciò al momento mi limito a dare la notizia, poi ci tornerò sù.
Alfio ha già scritto cose ben più interessanti di me sull'argomomento quindi volate sul suo blog e non perdete tempo da queste parti.
E se conosco un pò Tenderini anche lui avrà presto un sacco di cose fighissime da dirvi sul colore, l'editoria, la vita.
Dico solo questo: non vedo l'ora di avere tra le mani la rivista.
E questo: prima o poi un salto al Comicon di NY o San Diego bisognerà farlo.
lunedì 14 febbraio 2011
GRIGIO

Ho sempre detestato le mezze tinte, i colori incerti, il né carne né pesce.
Il (non)colore che odiavo più di ogni altro (e forse più di ogni altra cosa al mondo) era il grigio. Che cazzo di colore è? E' un colore senza identità, indefinibile, irritante. Quanti grigi esistono? Non è nero, non è bianco. Peggio: più è scuro più assomiglia al nero, più è chiaro più si avvicina al bianco...senza essere né l'uno né l'altro.
Ho sempre amato il nero e, con gli anni, ho scoperto di avere una cotta importante anche per il bianco. Da ggiovane per me esisteva solo il nero, dalle t-shirt ai jeans alla copertina del 5° album dei Metallica. Il bianco era il male. Da post-trentenne ho invece rivalutato quel mix di tutti i colori dell'arcobaleno. Avete mai visto una Murcielago bianca?
Che belle definizioni che hanno il Bianco e il Nero: la somma di tutti i colori e l'assenza totale dei medesimi. (so che il mio blog è letto quasi solo da professionisti o aspiranti professionisti del fumetto pronti a contraddire tecnicamente quello che ho appena scritto, ma passatemi la licenza poetica, per favore)
Il grigio non ha mai avuto una definizione precisa. Non ha identità. Non è catalogabile, collocabile, etichettabile, paragonabile a. E rileggendo questi aggettivi mi stupisco che io l'abbia sempre ripudiato, anzi nemmeno considerato, come colore, come emozione, come ipotesi.
Perché ora, inizio anno 2011, il GRIGIO è il colore che più mi affascina.
Ora, anni 36 e 1/2, GRIGIO è il mio stato d'animo, il mio modo di agire, il mio modo di pensare, il mio modo di essere. Non sono più né bianco né nero. Non sono più etichettabile. Vivo il presente con tutte le sue varianti, adattandomi ad ogni sfumatura. A volte tende al nero, a volte tende al bianco. Chissenfrega. Il grigio è il colore più bello del mondo.
martedì 8 febbraio 2011
K.
Esattamente una settimana fa, martedì 1° febbraio, veniva presentato "K." in quel di Locarno, Svizzera.Esattamente tre anni fa nello stesso luogo veniva ucciso Damiano Tamagni, 22 anni, a pugni e calci da tre coetanei durante la notte di carnevale. Una rissa degenerata in omicidio.
I tre verranno arrestati e condannati al carcere.
In memoria di Damiano nasce la Fondazione Damiano Tamagni che attraverso manifestazioni e iniziative culturali si pone l'obiettivo di sensibilizzare la gente del territorio al tema della violenza.
L'ultima di queste iniziative è la creazione e diffusione in Svizzera del fumetto "K." scritto e disegnato da Andrea Olgiati, ex allievo della Scuola del Fumetto di Milano, che io ho avuto il piacere di conoscere quando ero supplente. E' lui che mi ha invitato a partecipare alla serata di presentazione di "K.", nonché tavola rotonda sul tema del disagio giovanile, in qualità di esperto di fumetto per commentare la sua opera da un punto di vista tecnico/linguistico. Commenti, i miei, che si sono inevitabilmente trasformati in lodi alle non poche qualità del suo lavoro.
"K." è un fumetto ispirato ai fatti di quella terribile notte di venerdì 1° febbraio 2008. Ma Andrea ha avuto l'intelligenza di evitare la cronaca fine a sé stessa. Non ha raccontato l'orribile omicidio di Damiano, ha preferito lasciarlo sullo sfondo (una notizia alla radio, un articolo di giornale), in secondo piano ma mai celato, mettendo in primo piano la storia tutta inventata di un altro omicidio, un'altra violenza, un altro fattaccio. I protagonisti sono K, L, S, J, personaggi senza nome, spersonalizzati, che si muovono in ambienti altrettanto anonimi. Perchè la violenza è universale, può esplodere ovunque e per mano di chiunque.
Ai personaggi senza nome della storia non interessa la morte di Damiano, nessuno li costringe a leggere il giornale, ascoltare la radio, guardare il tg. Loro non recepiscono la notizia, è solo un evento come tanti. Ma noi lettori sì. Noi siamo costretti a leggere nome, età, decesso della vittima mentre scorriamo le vicende dei personaggi inventati che esploderanno in un efferato omicidio. E non possiamo che continuare a pensare che la stessa violenza, con altri personaggi, altri nomi, altri luoghi, è esplosa veramente nella realtà.
Si potrebbe considerare pessimista il fumetto di Andrea. Perchè mostrare tanta violenza quando lo scopo è proprio evitarla? La risposta è nel messaggio implicito di questa storia di fantasia: osservate l'orrore, guardate bene in faccia il carnefice e dite: chi è davvero morto? la vittima o l'assassino?
Damiano viene ricordato ogni anno. Il suo nome ora significa "Stop alla violenza"
Dei tre assassini io so solo che ora vivono in carcere.
Il terzo da destra è Maurizio Tamagni, padre di Damiano. A ogni anniversario della morte di suo figlio invece di chiudersi in casa preferisce salire su un palco e parlare alla gente. Preferisce ricordare quel tragico evento che ha cambiato per sempre la vita della sua famiglia non in solitudine ma in mezzo ai suoi concittadini. Non bisogna nascondersi, non bisogna dimenticare. Bisogna parlare, mostrare, fare. Cambiare le cose.Non so che significato date al coraggio, ma per quanto mi riguarda quel padre è un uomo coraggioso.
martedì 1 febbraio 2011
ANGOULEME: pochi concetti, tante immagini
- freddo polare, di quello che ti entra nelle ossa e non ti molla mai, nonostante le splendide giornate di sole. non ricordo una Angouleme più fredda.
- caldo atroce da hammam integralista nei padiglioni della fiera, particolarmente affollati il venerdì, assolutamente invivibili il sabato. ma roba da nat geo wild. bene per il mercato francese, sempre bello solido, un pò meno bene per la salute di lettori e autori. pensare a dei padiglioni cabriolet?
- meno male dunque che io e Manu Tenderini avevamo la nostra sessione di dediche il giovedì, il giorno con la minor affluenza. odiamo le folle oceaniche di fans, la ressa di teen-agers in cerca di un autografo sul petto e magari, orrore!, di facile sesso negli spogliatoi dopo l'incontro (in Francia ogni stand ha il suo spogliatoio, non lo sapevate?)
- la cena con gli Ankama boys, in assoluto il momento più internazionale dell'intera nostra permanenza angoulemiana: tra autori francesi, spagnoli, italiani, giapponesi e coreani dallo stretto slang losangelino, a un certo punto io e Manu parlavamo un gramelot post-moderno da far invidia a Dario Fo. E ci capivano tutti. La Famiglia Ankama si allarga!
- qualche difficoltà a intercettare editor cui sottoporre progetti o anche solo far due chiacchiere, vedi la ressa e gli appuntamenti iper-concentrati cui devono sottoporsi (le parole chiave qui sono "cui" e "sottoporre").
- nonostante ciò si è riusciti comunque a parlare con gente che conta e mollare il nuovo progetto mio e di Tenderini (vedi post precedente). siamo in dolce attesa, ma le premesse paiono buonine (mai stato scaramantico).
- le grasse risate. Probabilmente è stata l'Angouleme più spassosa e sfacciatamente goliardica in assoluto. complice una ciurma di tutto rispetto che saluto e abbraccio con l'affetto delle grandi occasioni. vorrei nominarvi tutti e mettere i link dei vostri blog e siti, ma l'ha già fatto Tenderini. restiamo in contatto. io ho già spedito una cartolina a tutti.
Io ed Emanuele Tenderini ci pavoneggiamo dando le spalle al posterone di DEI.
Io e Tenderini ci pavoneggiamo durante la sessione di dediche allo stand Ankama.
Tenderini si pavoneggia improvvisando un sit-in di dediche davanti allo stand Dupuis (il cui buttafuori ci ha cacciato dopo 20 minuti. gli stand in Francia hanno i buttafuori, lo sapevate?) attorniato da giovani fans.
Boh?!
Lì dentro c'era la mostra di Baru, di una bellezza accecante. Davanti al palazzo la statua di Alfio Buscaglia.
Va che figata Baru!
La statua di Corto Maltese a grandezza naturale, una vera icona in Francia al pari di Asterix e Tin-Tin. Probabilmente la cosa più fotografata dell'intero festival.
La mostra sulla parodia nei fumetti.
- caldo atroce da hammam integralista nei padiglioni della fiera, particolarmente affollati il venerdì, assolutamente invivibili il sabato. ma roba da nat geo wild. bene per il mercato francese, sempre bello solido, un pò meno bene per la salute di lettori e autori. pensare a dei padiglioni cabriolet?
- meno male dunque che io e Manu Tenderini avevamo la nostra sessione di dediche il giovedì, il giorno con la minor affluenza. odiamo le folle oceaniche di fans, la ressa di teen-agers in cerca di un autografo sul petto e magari, orrore!, di facile sesso negli spogliatoi dopo l'incontro (in Francia ogni stand ha il suo spogliatoio, non lo sapevate?)
- la cena con gli Ankama boys, in assoluto il momento più internazionale dell'intera nostra permanenza angoulemiana: tra autori francesi, spagnoli, italiani, giapponesi e coreani dallo stretto slang losangelino, a un certo punto io e Manu parlavamo un gramelot post-moderno da far invidia a Dario Fo. E ci capivano tutti. La Famiglia Ankama si allarga!
- qualche difficoltà a intercettare editor cui sottoporre progetti o anche solo far due chiacchiere, vedi la ressa e gli appuntamenti iper-concentrati cui devono sottoporsi (le parole chiave qui sono "cui" e "sottoporre").
- nonostante ciò si è riusciti comunque a parlare con gente che conta e mollare il nuovo progetto mio e di Tenderini (vedi post precedente). siamo in dolce attesa, ma le premesse paiono buonine (mai stato scaramantico).
- le grasse risate. Probabilmente è stata l'Angouleme più spassosa e sfacciatamente goliardica in assoluto. complice una ciurma di tutto rispetto che saluto e abbraccio con l'affetto delle grandi occasioni. vorrei nominarvi tutti e mettere i link dei vostri blog e siti, ma l'ha già fatto Tenderini. restiamo in contatto. io ho già spedito una cartolina a tutti.
IMMAGINI
dio come mi manca il suo chili con carne, le sue alucce di pollo, le patate al cartoccio con la panna acida...aaaaaaaahhh...
E ora una serie di parole chiave che solo la ciurma e pochi eletti capiranno:
- foto per la lapide
- l'uomo libellula
- tò-torò-tottòro
- il robot scherzoso dell'aeroporto
- gay prevention
- Tony
- ludo sempre
- maturi mai
martedì 25 gennaio 2011
Sì, Sì, ANGOULEME, VADO AD ANGOULEME
Parto domani mattina, per la prima volta in aereo (per il festival, non prima volta in aereo in assoluto) fino a Bordeaux, poi treno fino ad Angouleme. Rientro domenica sera. 'na mazzata quest'anno.Adoro il festival più importante d'Europa: non c'è un mezzo diretto per raggiungerlo e si svolge nel periodo più freddo e nevoso dell'anno. aaaaah che pacchia.
Meno male che durante il viaggio sarò in dolcissima compagnia del Tenderini e Buscaglia nazionali. Il trio di 100anime si ricompone in volo, dunque. Sarà di buon auspicio? Lo scoprirete nella prossima puntata.
Questa sopra è una tavola del nuovo progetto che io ed Emanuele Tenderini (disegni e colori) presenteremo a vari editori. Se prossimamente sentirete parlare de "Il Sangue di Urano" vorrà dire che l'abbiamo piazzato.Ma...ma come?! non sono Mars, Venus e Bacchus! chi sono quei tre?!
Calma, calma, è una lunga storia che leggerete solo nel 2012 (altro buon auspicio?)
Ad amici e colleghi che incontreremo al festival segnalo la nostra sessione di dediche di DEI 1 che avrà luogo giovedì dalle 16 alle 18 allo stand Ankama, naturalmente.
Come dite? Arrivate ad Angouleme venerdì? Peccato!
PS: lo so che Emanuele ha già pubblicato tutta 'sta roba su facebuk. E' che mi piace essere sempre un passo indietro rispetto a tutti.
lunedì 17 gennaio 2011
RECENSTORMING
Tra le sue numerose qualità Davide Caci vanta anche il primato di aver scritto la prima recensione di DEI per un magazine italiano, il Mega di questo mese (è questa qui sopra. non potevamo essere in miglior compagnia). Doppio primato, se considerate che DEI non è ancora uscito in Italia. Triplo primato, se considerate anche la recensione on line su afNews.L'idea è quella di creare l'attesa più spasmodica, e probabilmente insopportabile, della storia del fumetto per l'uscita di un fumetto. Sulla falsariga del Sabato del villaggio leopardiano ma con un party, il nostro, talmente esplosivo che non deluderà nessuno (non si è capito un cazzo, ok, non sono Crepascolo).
Il party in Francia, invece, è iniziato da tempo, il 10 novembre scorso per l'esattezza.
Queste le recensioni finora accumulate, ovviamente in francese ma non importa, è solo una volgare dimostrazione di potere:
...e poi ci sono anche queste:



Inutile ricordarvi che ai disegni e colori c'è il Tenderini nazionale, ma lo sapevate che il Nostro ha appena realizzato una cosa che sconvolgerà il futuro dell'intrattenimento? Andate sul suo blog e meravigliatevi, o uomini di poca fede.
martedì 11 gennaio 2011
IL MORO
Ieri mi trovavo per caso a Milano, per caso mi fermo in un'edicola, per caso acquisto "Il Giorno" e cosa vi trovo? La mia faccia. E un servizione di due pagine due (impossibile da scansionare, quindi ho messo il trafiletto con la mia foto, ma solo per puro egocentrismo) dedicato a "Ludovico il Moro - Signore di Milano" fumetto storico di 112 tavole sulla vita di Ludovico Maria Sforza detto il Moro, partendo dai Visconti fino alla sua morte, sceneggiato da me e superbamente disegnato da Andrea Bodini, Paolo Bertolotti e Roberto Ali. Tutti talenti sfornati dalla Scuola del Fumetto di Milano, che ha curato l'edizione.Il Comune di Milano, nella fattispecie l'assessorato al turismo, ha finanziato il tutto in un'ottica di promozione territoriale e riscoperta delle radici meneghine. In altre parole: avviciniamo i giovani alla storia della loro città con un mezzo alternativo come il fumetto. Scelta azzeccata, e lo dico non solo perché ci ho lavorato ma perché io per primo ho scoperto aspetti e retroscena della città a cui sono più affezionato che non mi aspettavo.
Tipo: lo sapevate che esiste un tunnel sotterraneo che collega il Castello Sforzesco alla Chiesa di Santa Maria delle Grazie, fatto costruire appositamente da Ludovico il Moro alla fine del '400 da utilizzarsi in caso di fuga?
Oppure: lo sapevate che il Moro commissionò a Leonardo da Vinci non solo la celebratissima Ultima Cena, la progettazione dei Navigli e spettacolari marchingegni da party come il cavallo meccanico sonoro o la riproduzione semovente della volta celeste, ma anche una gigantesca statua equestre da Guinness, alta 6 metri e perfettamente stabile, che riproduceva suo padre Francesco Sforza in groppa a un cavallo rampante, statua che Leonardo realizzò in terracotta in attesa del bronzo per la versione definitiva, bronzo che non arrivò mai perchè utilizzato per fondere corazze e armi per fronteggiare l'immininente invasione dei francesi, francesi che distrussero la statua in terracotta quando conquistarono Milano. Un gesto talmente metaforico che non poteva non finire in arte sequenziale.
Personalmente è stata la sceneggiatura più impegnativa e affascinante che abbia mai realizzato. E per questo ringrazio non tanto i tomi di storia che ho dovuto letteralmente studiarmi quanto il giovane ed entusiasta Pietro Cuomo che dopo questa esperienza considero il più grande esperto di Storia, in particolare di Storia milanese, che abbia mai conosciuto. Una conoscenza, la sua, non freddamente didascalica né noiosamente scolastica, piuttosto una vera e propria passione verso il nostro passato. Passione che mi ha trasmesso costantemente nei mesi di lavoro dedicati al Moro e che, mi auguro, traspaia nel risultato finale.
Ma come ottenere questo risultato finale? Il fumetto è distribuito gratuitamente nelle scuole milanesi ma potete reperirlo GRATIS se andate in piazza Duomo 14, alla sede dell'assessorato.
E ora basta parlare, vai con le immagini...
PS certo che la mia foto è veramente imbarazzante, ed era la migliore che avevo. forse è giusto una tacca in più di decenza rispetto a quella che ho sul sito della scuola del fumetto. no?
copertina di Giuseppe Quattrocchi
venerdì 7 gennaio 2011
COSE BELLE, COSE BRUTTE
COSE BELLE

30 Rock
La miglior sit-com americana mai prodotta. Di e con Tina Fey, comica uscita dal solito Saturday Night Live ed esplosa un paio d'anni fa a livello mondiale per l'insuperabile imitazione di Sarah Palin al David Letterman Show. Un talento incontenibile, una macchina da guerra, la donna perfetta. Co-protagonista un insospettabile ed esilarante Alec Baldwin, tanto che comincio a credere alla profezia di Parker&Stone che in "Team America" lo spacciavano come il miglior attore del mondo. Più un tot di personaggi secondari uno più figo dell'altro. In sostanza, intrecci e casini personali vari nel dietro le quinte di uno show comico, girato negli studi al n°30 della Rockefeller Plaza di NY (da qui il titolo). Ritmo impressionante, ironia a 360°, dialoghi perfetti. Sulla falsariga di "Boris" (che invece è la miglior sit-com mondiale).
Romanzo Criminale 2
La seconda (e ultima) stagione della serie tv noir italiana più bella di sempre. La regia di Stefano Sollima è saldissima, senza sbavature, incalzante dall'inizio alla fine. Gli attori, ormai non più sconosciuti, sono ancora trucissimi e nella parte. Colonna sonora sempre azzeccatissima, stavolta anni '80. Non supera la prima stagione per una quesitone meramente epocale: gli anni '70. E poi c'era il Libanese.
Dead Set
Micro-serie tv in 5 episodi da mezz'ora l'uno, da sbranare tutta d'un fiato. Tema? Zombie all'assalto dell'unica isola di salvezza rimasta al mondo: la casa del grande fratello inglese. Prodotta un paio di anni fa e passata in sordina recentemente su Mtv, la consiglio come anti-Walking Dead (vedi sotto). Fotografia cupa e sgranata, inquadrature a mano ma digeribili per un effetto reality quasi subliminale ed efficacissimo, effettacci anni '80 da bassa macelleria (se digitale c'è io non l'ho visto, ma non sono una cima in proposito). Sceneggiatura tanto semplice quanto inquietante. Come dovrebbe essere ogni zombie.
Incontrerai l'uomo dei tuoi sogni
Non sono mai stato tifoso di nessuna squadra di calcio né di qualsivoglia altro sport. Il mio tifo quindi lo riverso su figure artistiche che hanno segnato nel bene e nel male la mia esistenza, tra alti e bassi, con tutte le loro perfezioni e imperfezioni (che tifo sarebbe, se no?). Tra questi Tiziano Sclavi, Elio e le storie tese, Peter Jackson, Niccolò Ammaniti, i Metallica, David Lynch...e Woody Allen. Il suo ultimo film non è perfetto ma lo tifo con tanto di vuvuzela dalla curva nord. Mi inchino e mi inchinerò sempre alla freschezza e spontaneità dei suoi dialoghi, alla profondità di ogni suo personaggio, anche il più secondario, alle tematiche alte e basse che le sue storie riescono a sviscerare. La tematica qui è: reincarnazione.
COSE BRUTTE

Walking Dead
La serie tv, non il fumetto! Minchia, che cocente delusione... La bellezza del fumetto è direttamente proporzionale alla bruttezza della sua serie tv, che definirei con tre "i": impacciata, insipida, inconcludente. Troppo patitata, dalla fotografia agli fx digitali fin troppo perfetti (che fa rima con freddi) alla regia. Campi e controcampi staticissimi, troppi primi piani, troppe inquadrature corrette. Non fa paura, non inquieta, non immedesima. E ciliegiona sulla torta (marcia): non si avverte il "problema zombie", per nulla. A volte ci si dimentica pure che c'è quella minaccia lì. Com'è il fumetto? Prendete tutti gli aggettivi che ho appena usato, un buon dizionario dei sinonimi e contrari, e cercate tutti i contrari. Meno male che c'è "Dead Set" (vedi sopra).
Tron (legacy)
"Legacy" è tra parentesi perchè non compare nella pellicola quando scorre il titolo. Mah. Non la faccio troppo lunga: questo pseudo-sequel è di una noia che definire mortale offenderebbe tutti i mortali. Non mi avrà convinto il cyber-neon-spazio da discoteca-labirinto post-psichedelia post-prodigy post-dark...e in effetti ci si sta un buon due ore lì dentro. Sarà che dell'originale avevo sì un buon ricordo ma non abbastanza da palpitare nell'attesa di un sequel. In realtà il problema è allo stesso tempo molto tecnico e molto semplice: niente in questo film è credibile. Addio patto narrativo, addio fantascienza. E magnamoci 'sta porchetta...
Scott Pilgrim
Il fumetto, non il film (che non ho visto). I primi due volumi possono bastare per trarre un giudizio, diciamo così, definitvo su una serie ancora aperta? Direi di sì. Tanto non ho intenzione di continuare a leggerlo. Capisco le buonissime intenzioni dell'autore che voleva creare un fumetto per nerd, sui nerd, da nerd...peccato che di "nerd" ci sia giusto qualche onomatopea pixelata qua e là, scontri simil-manga che finiscono sempre allo stesso modo, e poche (o tante?) citazioni anni '90. Ma forse ho frainteso tutto. Di una cosa però sono sicuro: il protagonista del titolo NON è un nerd, nè uno sfigato, nè un perdente che punta al riscatto coi suoi modi e il suo stile (ci speravo, però). Scott Pilgrim vince SEMPRE. Non c'è mai un reale conflitto, né psicologico né fisico. La passa sempre liscia. Molla brutalmente la teen-ager orientale pazza di lui e lei non dice un cazzo. Ci prova con la super-girl Ramona di cui è cotto fin dall'inizio e ci va subito a letto (solo abbracciati, però...ah bè, ma lei aspetterà i suoi tempi, gentilissima, premurosa e accondiscendente, proprio come nella realtà). Si batte con gli ex di Ramona (leit motiv della serie, a quanto pare) e li sconfigge senza problemi. Ok, ma chissà quant'era sfigato Scott al college...vai col flashback: cuccava di brutto. E pure fighe. Che poi era lui a lasciare. Insomma, non è un fumetto di fantascienza ma un pò di credibilità sarebbe richiesta anche qui... Non foss'altro che un personaggio senza un reale conflitto, senza delle concrete difficoltà da superare per ottenere i propri obiettivi, NON è un personaggio.
mercoledì 5 gennaio 2011
AQUA+TATAI
E' nato!
E' vivo!
E cammina!
Il blog di Emanuele Tenderini è on line!
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Vai, cosa aspetti? Non perdere tempo a leggere queste cazzate!
Sei ancora qua?
sabato 18 dicembre 2010
FASI
Se dovessi abbinare un film a ognuna delle fasi che ho attraversato in questi ultimi due mesi, la scaletta in ordine cronologico sarebbe la seguente:
- Il dubbio
- Apocalypse Now
- L'esorcista
- La casa
- Provaci ancora, Sam
- Milano odia, la polizia non può sparare
- Fantozzi
- Rocky II
- Io e Annie
La fase attuale pare sia Ghost.
Ma chi può dirlo?
sabato 4 dicembre 2010
CINICI, INFAMI E VIOLENTI
Domani al Magnolia di Milano c'è il "CINICI, INFAMI E VIOLENTI day", un'intera giornata dedicata al vostro genere cinematografico preferito: il poliziesco italiano anni '70, per gli amici il poliziottesco!
Organizzato in pompa magna da Manuel e Daniele di Bloodbuster per lanciare la versione ingrassata del libro "Cinici, infami e violenti", ossia il saggio più completo sul genere scritto da Daniele Magni e Silvio Giobbio.
Ma tipo che ci saranno proiezioni di perle rare, musica a tema, drink a tema, alfette e giuliette dell'epoca esposte per la gioia dei vostri occhi, t-shirt e l'immortale Umberto Lenzi a presiedere il tutto.
Tutte le infos sul programma le trovate QUI
Io ci sarò. E tu?
giovedì 25 novembre 2010
PROMEMORIA
Tre incontri con autori italiani vari, si parla di fumetto dalle major agli indipendenti fino alle pubblicazioni estere.
Il primo incontro è stato settimana scorsa, stasera il secondo e SETTIMANA PROSSIMA 2 DICEMBRE tocca a ME, in compagnia di Davide Gianfelice e Matteo Stefanelli (il mercato estero sarà il nostro argomento).
Sarà anche possibile acquistare la nostra roba con sconti da paura.
Accorrete numerosi dunque, sia stasera che giovedì prossimo.
Ok, ma dove esattamente? A che ora? E clicca sull'immagine d'apertura, pigro.
Comunque settimana prossima ve lo rammenterò di nuovo.
Anche perchè poi domenica 5 dicembre ci sarà un evento pazzesco, sempre a Milano, che non c'entra direttamente coi fumetti e nemmeno con la mia persona, ma un pò sì.
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