lunedì 31 agosto 2009

LA RENTREE

Ci sono, ci sono...

Cose interessanti che ho fatto durante agosto:

- guidare un quad, che da ciclista radicale ho sempre ripudiato, su sterrato misto e scoprire che non solo è facile come pilotare un'autoscontro ma è anche una delle cose più divertenti che può fare un essere umano.

- leggere "Come diventare buoni" e "Un ragazzo" di Nick Hornby e chiedermi come ho fatto ad arrivare a 35 anni senza aver mai letto alcunché di questo grandioso scrittore inglese nonostante abbia apprezzato molto le versioni cinematografiche di "Alta Fedeltà" e "Febbre a 90°". Come ho fatto?!

- riprendere un riccio in un giardino di notte con la telecamera in visione notturna.

- circumnavigare a piedi Le Mont Saint Michelle durante la bassa marea e scoprire così la sua dark side, ignota ai più.

- bere un bicchiere di cidro e decidere di non farlo mai più nella vita.

- rivalutare il primo periodo di Alice Cooper riscoprendo "No More Mr.Nice Guy" e l'intero album "Billion Dollar Baby".


- visitare il museo di Leonardo da Vinci nel castello di Clos-Lucé ad Amboise, dove egli passò i suoi ultimi tre anni di vita sotto l'ala protettiva e danarosa di Francesco I (un artista italiano che va a lavorare in Francia...bizzarro...)

- leggere lo storyboard completo e letterato del primo volume di DEI ed infine esclamare: lo compro!

- scoprire che Mickey Mouse ha un pacco così:


sabato 1 agosto 2009

CHIUSURA FESTIVA

Ok, basta! Vado in ferie!
Ci si aggiorna a settembre...

(perchè il cartello "divieto di transito"? boh...mi piaceva)

martedì 28 luglio 2009

MONDO SPAM (4)

INFORMAZIONI SUL 280.000 EURO

Goodday amico,
Ho provato a chiamare per il pagamento del vostro denaro, ma il tuo numero di telefono non passa attraverso.

Bene, voglio comunicarvi adesso che ho appena depositato l'assegno di 280.000 euro per voi a SCARLET corriere in Africa occidentale nel corso il nostro assemblymeeting in Africa occidentale e io sarò in viaggio per Malaysia domani, e non i dont quando sarò di ritorno a casa.

Siete a contattare immediatamente Scarlet Corriere per la consegna della vostra 280.000 Euro. Nota che ho pagato per tutti i neccssary documento che sarà di nuovo la consegna dei soldi per voi, ma io non pagare per il spese di consegna, perché i dont sapere se si dispone di cambiare il tuo contatto indirizzo.

Si paga solo per le spese di spedizione in modo che possano esprimere il tuo assegno immediatamente i dont che la spedizione sarà più di 325 euro.

QUI SOTTO IL CORRIERE DI CONTATTO INFORMAZIONI:

Scarlet Courier Company Limited

Persona di contatto: sig Gordons Pell
Email: scarlet.courier @ live.com
Tel: 234 8070 727 439.

Si sono tenuti a fornire il corriere con queste informazioni al di sotto di identificare l'utente.

Il tuo nome, cognome ..
Il tuo attuale indirizzo ..
La tua età
Deposito numero di codice 009Z45W11
Importo depositato: 280.000 Euro
Depositante `s Nome: Sig.ra Elisabetta Antonio.

Vorrei tornare a voi, non appena i ritorno dalla Malaysia.

Saluti
Antonio signora Elisabetta.

giovedì 23 luglio 2009

MINCHIA, GRAZIE!

AVVERTENZA: nessuna mazzetta è stata sganciata durante la lavorazione di questa recensione.
Tra l'imbarazzato e il gongolante ringrazio sentitamente Andrea Alberghini di FUMO DI CHINA !
(cliccate sull'immagine per ingradire il testo, se no non leggete una mazzett...mazza, mazza!)

lunedì 20 luglio 2009

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

...dalle mie parti, il mercoledì sera, al dancing Il Lavello: donne gratis per tutti!
Accorrete numerosi!
Dalle mie parti la comunicazione di massa è un'arte.

martedì 14 luglio 2009

GANGS lavori in corso (4)


Procede, procede...a suon di sparatorie e kazzotti!
(per la serie: risposte a domande che non mi sono state fatte)
PAM! PAM! BLAM! KAPOW!
SOCK! STUD! CRACK! SGANASS!

GANGS
Sceneggia di Alex Crippa
Design di Giorgio Santucci
KSTR Edition
"i don't know what i want, but i know how to get it"

martedì 7 luglio 2009

ATTENTI AL CANE!

Un mio ex-compagno di sbronze mi segnala il sito del suo nuovo progetto cinematografico: BEWARE OF THE DOG

Lui è Giovanni Bufalini, il sito è mooolto interessante, il progetto pure, e i relativi teaser fanno ben sperare, se non in una rinascita del cinema horror italiano, perlomeno in un buon film di genere che tutti dovrebbero vedere.
Almeno da quel che posso valutare ora. Cioè un’ottima fotografia, un montaggio chiaro e preciso e un attore (lo slasher baffuto) che sembra uscito direttamente da un film di Tobe Hooper degli anni ’70.

Sparatevi subito il teaser 2 QUI (il mio preferito).

venerdì 3 luglio 2009

COMINCIO DA 3

In quale altro fumetto fantasy potete trovare uno scontro tra due galeoni volanti?
Solo su "MEDITERRANEA" la succosa saga targata GGStudio, disegnata dal poliedrico Gianluca "Monkey Business" Maconi, colorata da Alessia "Gore" Nocera e sceneggiata dal sottoscritto a partire dal n°3.
Già usciti i primi 2 albi, il 3 in fase di disegno e colorazione, il 4 in via di scrittura.
Uomini, sguainate le sciabole!
Donne, vestitevi succinte!
TUTTI, preparatevi alla pugna!
La guerra contro le Arphite è appena cominciata...

lunedì 29 giugno 2009

IL 7° SIGILLO

1° Sigillo. Partenza: venerdì mattina, ore 10:00, Milano. Destinazione: Parigi, Ankama Convention. Viaggiatori: Alex e Manu. Mezzo: Lancia Musa gpl. Distanza: km 830. Arrivo previsto secondo il tomtom: ore 19:00. Scopo del viaggio: firma contratto “DEI” per Ankama Editions. Notizia del giorno: Michael Jackson è morto.
2° Sigillo. Fan o non fan, tutti abbiamo sempre creduto immortale il Re del Pop. Un po’ per le plastiche, un po’ per i 200 milioni di dischi venduti, un po’ per le 50 date tutte londinesi che si apprestava a fare il prossimo autunno nonostante le ultime, recenti, foto che circolavano in rete lo ritraessero in sedia a rotelle con la faccia mummificata. E invece. Tifosi o no, la notizia della morte di un dio fa sempre effetto agli autori di un fumetto che parla di immortalità/potenza di Dei/Divi legata al numero dei loro fedeli/fan. Se non erro Jacko ha iniziato a deperire seriamente dopo il pedo-scandalo con annesso calo dei suoi sostenitori (dalla Pepsi alle teen-ager americane che preferivano ascoltare gli N’sync)…e insomma, tutto ciò ci porta al 2° Sigillo, che in realtà è una Piaga: non pioggia di locuste bensì di più canonica acqua, ma in quantità così industriali da impedirci di fare rifornimento di gas a metà percorso. Dovete sapere infatti che in Francia il gpl è esclusivamente self-service (come il resto d’Europa, Italia esclusa) e la relativa pompa è assolutamente priva di tettoia in qualsivoglia distributore, pare. Provate voi a ficcare il bocchettone a pressione del gpl nell’adattatore del serbatoio della vostra auto, chiuderlo, reggerlo (perché pesa un sacco e se lo mollo mi deforma l’adattatore per la forza di gravità) e contemporaneamente tener pigiato il tasto d’erogazione sulla pompa mentre la pioggia preclude qualunque visibilità nel raggio di un metro. Proseguiamo così a benzina (mavaff!), a 60 all’ora, sotto una pioggia da giorno del giudizio, sulla dritta e larga Autoroute du Soleil.

3° Sigillo. Il tomtom ha ormai implacabilmente spostato il nostro arrivo a Parigi alle 21:30 e di tempo per sparar cazzate in auto ce n’è fin troppo. Esauriti i soliti argomenti (fumetti, parlare dei nostri fumetti, sparlare degli altri fumetti, parlare di donne (Manu) e motori (io), sparlare di donne e motori) finiamo curiosamente a parlare di cibo alle 18:00 in punto. Essendo noi grandi estimatori della cucina francese cominciamo a cantar le lodi della carne di bisonte di Buffalo Grill, ancora impressa nella nostra memoria dall’Angouleme passata. Buffalo Grill: catena francese di steak-house dove son bandite rane e lumache, l’unico posto dell’esagono dove si può urlare hyppi-ya-yè senza esser menati. Com’è come non è, io e Manu cominciamo ad aver seri attacchi di fame con annesse, e improbabili, visioni di Buffali Grill ai bordi dell’autostrada perché, dai, se uno vuole una bistecca di bufalo servita da cow-girls in aperta campagna a 200 km da qualsiasi centro abitato non può essere accontentato? Poco dopo rinsaviamo ed elaboriamo una nuova teoria: Buffalo Grill è sì anche in autostrada ma a pochi km da Parigi, così se un parigino vuole bistecca di bufalo servita da una cow-girl esce un attimo dalla city, paga il pedaggio al casello, trova parcheggio senza problemi, ed è fatta. E invece, avvicinandoci alla ville lumiére, vediamo solo McDonald, F1 Motel e Hippo (??). Ci rassegniamo all’idea di setacciare la metropoli a caccia di Buffalo Grill una volta arrivati e per tutta la notte, se necessario, quand’ecco una visione che non è un miraggio: in autostrada, a pochi metri da noi, ci sorpassa un tir col logo della nostra steak-house francese preferita! Ma è nell’altra corsia! Impostare il tomtom su “segui tir di Buffalo Grill” non è un’idea praticabile. Come non la è quella di Manu di uscire dall’autostrada e seguire il mezzo che “ci porterà per forza a un Buffalo Grill dove ceneremo”.

4° Sigillo. Stanchi e affamati di bisonti arriviamo a Parigi e all’hotel in serata. Il tempo di mollare zaini e speranze culinarie in stanza, ci mettiamo alla ricerca di un parcheggio custodito con l’idea poi di pasteggiar a baguette imburrate quand’ecco il 4° Sigillo, finalmente positivo: un ristorante Buffalo Grill esattamente dietro il nostro hotel! Molliamo l’auto in mezzo alla strada ed entriamo (NB: la foto sopra non è Buffalo Grill ma mi piaceva).

5° Sigillo. Il giorno dopo è una splendida giornata di sole e ci incamminiamo verso la Convention di Ankama dove ci aspetta il boss editore per discutere e firmare il contratto. Ho detto “incamminiamo” perché dalla cartina stampata da google maps vedo che tra il nostro hotel e la fiera ci sono appena due fermate di metrò. Che in Francia significa + o – 7 km in linea d’aria, a ‘sto punto. Oppure la scala della mia mappa è assurdamente sproporzionata. Fatto sta che arriviamo in fiera già stanchi e sudatissimi (il Sigillo più odioso, devo ammetterlo).

6° Sigillo. La fiera è situata nella Hall 5 di 8 Hall che compongono questo spazio fieristico situato a Porte de Versailles. Più che “sala” mi piace definirlo “hangar”: l’immenso parallelepipedo che ospita Ankama è già strapieno di gente la mattina del primo giorno (sabato. finiva domenica). Considerate che: la fiera è dedicata a una sola società, Ankama; è dedicata solo a uno dei suoi settori, i videogame; Ankama non è un colosso mediatico, ma si pone tra le medio-piccole società d’intrattenimento francesi; è fine giugno, tempo di mare non di hangar…sommate tutto e stupitevi come ci siamo stupiti noi appena entrati (col nostro fichissimo braccialetto vip) della fila allo spazio shopping dove si vendevano pupazzi, t-shirt e fumetti (cioè, alle 11 di mattina scaglionavano la gente che voleva un peluche di Dofus!), della distesa di pc tutti occupati da gente che giocava coi prodotti Ankama (nella foto sotto vedete solo una delle distese), della postazione regia per il palco dove si esibivano quelli che abbiamo ritenuto essere l’equivalente dei nostri cosplayer che però ballavano la break-dance e poi rispondevano a domande sulle saghe di Ankama con presentatore e luci da “Chi vuol essere milionario” (da noi i cosplayer li impalano in piazza), dei maxi-schermi coi trailer dei loro videogiochi e animazioni varie, del campo da gioco dove si giocava a quella che ho battezzato “palla-pecora” dove due squadre si tirano un pupazzo a forma, appunto, di pecora e devono fare meta (un sotto-gioco di una loro saga, molto probabilmente), del pupazzone gigante rosso con le trecce che dominava gli stand (che tra due anni verrà sostituito dal pupazzone di Bacchus). Ok, ma il 6° Sigillo? Apprendere che il titolo “DEI” (latino, non italiano, e quindi internazionale) in Francia è più chiaro e meno equivoco di “GODS”, e quindi si tiene “DEI”. Lo sapevate infatti che “GOD” in francese (non so come si scrive, sarà uno slang, comunque si pronuncia così) significa VIBRATORE?




7° Sigillo. Tutto ciò lo apprendiamo nella sala stampa/addetti ai lavori che io preferisco chiamare bunker perché, di fatto, sta sotto l’hangar. È lì che veniamo accolti dal boss e relativi collaboratori, con tanto di tartine, pasticcini, coke e spumantini. Un mega lcd troneggia appeso a una parete e tutti son concentrati sul videogioco a cui si stanno sfidando due creativi. Oooh! È esattamente così che il mio immaginario simpsoniano mi ha sempre descritto gli ambienti dei creatori di videogame: mangiare e giocare! Mancava solo il cestino della spazzatura con sopra il mini-canestro.
In questo clima chiariamo alcuni punti del contratto con Richard (boss) e troviamo non solo una persona disponibile e gradevole, come già notato via mail, dalla voce rochissima e profonda, quasi robotica nonostante l’assenza di macchinetta-da-appoggiare-sulla-gola-per-parlare e in netto contrasto col suo aspetto sano (mai visto fumare nemmeno una sigaretta), il look casual, il modo di fare simpaticissimo, ma anche gioiosamente interessata a curare il nostro progetto. Il vero editore non è quello che mette una firma su un contratto e poi ti paga a consegna lavoro. Il vero editore è quello che firma, paga alla consegna E promuove il tuo prodotto via sito, via stampa, via video, con incontri, dediche e tutto quello che può dare visibilità a ciò che fai. Come editore di fumetti Ankama è ancora giovane (poco più di un anno, credo): significa pochi volumi usciti (e quindi possibilità di spiccare tra di essi), una linea editoriale chiara, solida e non sputtanata dal rigurgito di volumi pubblicati solo per fare scaffale, disponibilità a parlare/trattare con gli autori e voglia di sfruttare il prodotto oltre la stampa (tipo una versione di “DEI” videoludica…forse, magari, in futuro, visto che in questo caso giochiamo, letteralmente, in casa…MA: prima pubblicare, poi vendere, poi stappare champagne).
Che culo, eh? No. Che lavoro. Perché questi contatti/contratti derivano dai pellegrinaggi negli anni in terra francese ad Angouleme, Parigi, Lione, ovunque sia necessario coltivare un buon rapporto con un editore per vendere le proprie idee. Sessioni di dediche con hotel e aerei rimborsati arrivano solo dopo questi gustosi reportage pagati a nostre spese. La cosa bella è che il nostro è il lavoro di rappresentante più surreale che esista…
E infatti il 7° e ultimo Sigillo che viene infranto, quello che sblocca l’Apocalisse, è la firma sul contratto che il buon Richard tiene a specificare “ce n’est pas un pacte avec le diable…hahahah!!!” (“non è un patto col diavolo…hahahah!!!”) detto con la sua spettacolare voce roca e con tutti i presenti che, per la prima volta, distolgono gli occhi dall’lcd e si rivolgono a noi ridendo.
Bè, ragazzi, se abbiamo firmato per una casa editrice che in realtà è una legione di demoni in incognito sulla terra ne siamo più che soddisfatti visto il trattamento e lo spiegamento di mezzi!

Inizia così la nostra collaborazione con Ankama. Un editore con cui lavoreremo a distanza ma a stretto contatto, che ci seguirà passo passo nella creazione del nostro fumetto (dalla sceneggiatura fino al logo in copertina) e dopo nella sua promozione. Perché il culo non esiste. Esiste solo la voglia di sbattersi e l’amore verso le proprie idee. Io e Manu abbiamo entrambe queste caratteristiche.
Al punto che, forse, magari, un domani creiamo un blog apposta per DEI…

giovedì 25 giugno 2009

BRACCIO di DEI

testi: Alex Crippa - disegni: Emanuele Tenderini
Bracciodiculo incontra DEI...
...e noi incontriamo Ankama questo sabato alla loro Convention parigina di videogames!
Tra poco si parte...
PS: settimana prossima il solito ricco, satirico e cafonissimo reportage fotografico.

martedì 23 giugno 2009

MARTYRS

Achtung: spoiler soggettivi qua e là.

‘sti.
ca.
zzi.

Non è solo questione di ciò che vedi ma è sostanzialmente l’idea di fondo a torturarti a morte ben oltre la visione della pellicola.
Che è tutto grasso che cola per un film inserito (per comodità, non per altro) nel torture porn (termine di comodo per l’ultimo sottogenere horror che in realtà ha visto i natali nei lontani anni ’80 con la serie orientale “Guinea Pig”).
Questa idea è tutta nell’immagine che ho messo all’inizio (lo spoiler più pesante).

Se “Saw” ha inaugurato il filone con sapienza e originalità, presto sfociate nella noia e nella messa in scena più piatta e ripetitiva dal terzo capitolo in poi…
Se “Hostel” è solo superficialmente disturbante perché non c’è niente di più divertente nel veder crepare sotto supplizio un gruppo di teen-ager che sei arrivato ad odiare, appunto, a morte per tutta la prima pallosissima ora di presentazione…
Se i sopraccitati “Guinea Pig” erano totalmente e splendidamente fini a sé stessi…

…”Martyrs” colpisce a fondo e lascia storditi perché sviscera il concetto stesso di supplizio fisico portandolo all’estremo limite, più che del guardabile, del conoscibile. Una verità così estrema che a nessuno è dato di conoscere tranne ai pochi fortunati che raggiungono e superano l’ultimo livello del supplizio fisico: infatti non sentiamo cosa sussurra Anna nell’orecchio della vecchia matrona alla fine del film e non lo sapremo MAI.

Paradossalmente il film del francese Pascal Laugier (già autore di “Saint Ange” che, oh, a me è piaciuto) lavora di sottrazione. Non ho detto non-visto, ma proprio sottrazione nel senso che evita il durante e arriva subito alla conseguenza.
Non a caso il film inizia con una delle protagoniste in fuga dalla sua cella degli orrori: una ragazzina col volto sporco di sangue, rasata e piena di escoriazioni sul corpo. Si è miracolosamente salvata dai suoi, ancora ignoti, carnefici. La polizia dice che non ha subito violenza sessuale. Lei non ricorda/non vuole ricordare cosa le hanno fatto. Bisognerà aspettare la seconda parte per conoscere esattamente i come, cosa e perché. Un’attesa terribile per una rivelazione insopportabile.
E non a caso troviamo un’altra vittima degli stessi carnefici (anche se il termine più esatto sarebbe “ricercatori”) dopo il supplizio che ha subito: vi garantisco che assistere al “tentativo di guarigione” della poveretta è decisamente peggio dell’aver assistito alle fantasiosissime torture che le hanno, evidentemente, inflitto.
(a proposito di torture e supplizi: in più occasioni, e decisamente nell'angosciantissimo e shockantissimo finale, ho pensato al barkeriano Hellraiser e a come di fatto sia, seppur in stile e modi diversi, una sorta di antesignano di questo "Martyrs" che qua e là lo cita, mai pedantemente ma piuttosto con gran cognizione di causa...e infatti scopro che Pascal Laugier sta proprio preparando il remake di Hellraiser. tutto torna in maniera matematica)

Altra grande sottrazione, nonché gran colpo di sceneggiatura, sta nella più plateale privazione di catarsi liberatoria perché, maledetto Laugier, mi ficca la vendetta contro i cattivi nella prima mezzora di film, ribaltando così sistematicamente il concetto di rape-revenge. Non è un flashforward, è semplicemente la vendetta di una delle due protagoniste. È terribile, perché non hai tempo di caricarti d’odio, non sai nemmeno chi sono i cattivi e soprattutto SE sono loro…Altro non dico perché se no, davvero, spoilero troppo.

Altra considerazione testuale riguarda il movente di questi cattivi, che è appunto la vera mazzata allo stomaco. NON LO RIVELO (anche se ho già + o – palesemente disseminato indizi) ma vi dico solo che mi sorprendo parecchio di come si può ancora essere tanto originali quanto letali in un genere che continua a masticare e rimasticare se stesso e i suoi cloni.
La paura è strettamente legata a ciò che non si conosce, ciò che non si sa. La paura più atavica dell’uomo è quella del buio, che tutto copre e tutto nasconde. Spesso gli horror più spaventosi sono quelli senza spiegazioni razionali o addirittura senza spiegazione alcuna, come capì già 40 anni fa il Maestro con la sua Notte dei Morti Viventi. Ho per es. apprezzato il recente “The Strangers” proprio per la totale mancanza di movente dei carnefici, e per totale mancanza intendo che anche la follia nel senso più classico è esclusa.
“Martyrs” invece ci dà un movente che non è né folle né razionale né soprannaturale…è semplicemente IL movente. Ha a che fare con la Nostra Storia, ce l’abbiamo nel dna.
E quando a ¾ di film viene rivelato, il primo effetto è di un’insperata, seppur labile, euforia da tiraggio di fiato, una pausa dal cardiopalma di un’ora che abbiamo appena subito, chi coprendosi gli occhi, chi guardando un angolo in alto sopra lo schermo (io!), chi uscendo dalla sala (su 4 coppie in tutto presenti ieri sera alla visione, una se n’è andata subito dopo il prologo…pesante, ok, ma ancora molto digeribile. Chissà cosa li ha convinti a comprare il biglietto: figata, l’ennesimo the ring?!). Perché quando sai, tiri il fiato. Come dire: bè, in fondo c'è un perchè. Il problema è che qui era preferibile non sapere. Forse così sarei riuscito a guardare dritta negli occhi l’ultima immagine (l’unica per la quale, confesso, ho dovuto chiuderli): niente di shockante né di peggio rispetto a tutto ciò che avevo visto durante il film, ma sta tutto in quella fottutissima idea di fondo che mi ha tormentato stanotte ed eccomi qui a scriverne per esorcizzarla.

Aggiungiamoci una regia impeccabile, che passa del realismo della prima parte (camera a mano, fuori fuoco…) alla freddezza e ricercatezza della seconda parte (scenografie, inquadrature corrette…). Aggiungiamoci due attrici (nomi nel film: Anna e Lucie, altro indizio) che si sono prestate letteralmente anima e corpo al film. Aggiungiamoci quel divieto, giustissimo, ai 18 ben in vista su volantini e cassa del cinema, che non si vedeva dai tempi di…boh? Sommate tutto e avrete un film che NON consiglio a nessuno in particolare se non a chi, come me, si aggrappa disperatamente all’originalità del medesimo e alla sua analisi “tecnica” per sopportare quello che ha visto/saputo.

Concludo con la solita considerazione/critica pseudo-cine-patriottica: in Francia e Spagna continuano a sfornare i vari “Orphanage”, “Rec”, “Alta Tensione”…e noi “Imago Mortis” e Dario “basta!” Argento. Al quale, tra l’altro, è dedicato “Martyrs”. Quel “pour Dario Argento” alla fine dei titoli di coda mi ha proprio fatto l’effetto di una dedica post-mortem...“al compianto Dario Argento”. Perché è questo che è il cinema horror italiano da 20 anni: morto. Ma tutto il mondo continua ad ispirarsi al nostro glorioso passato. Che rabbia, eh?

venerdì 19 giugno 2009

A GRATIS

...una Venus provocante, sportiva, à la page, la Dea che tutti vorremmo al nostro fianco nei momenti più difficili.
Direttamente da "DEI" (in lavorazione...)
Che sceneggio io e disegnerà/colorerà il Tenderini nazionale.
Ankama productions

martedì 16 giugno 2009

MONDO SPAM (3)

Ciao alexcrip@alice.it, questo è interessante per tutti gli uomini, nessuno escluso!
Tutti gli uomini e tutti al corrente di loro hanno paura del fatto che al momento importante maschi amore pistola può rifiutare di soggiorno.
Lo scopo principale dei nostri prodotti consiste nel ridurre la possibilità di questa vergogna a 0%!
Sì, sarà pronto. Ogni volta che si desidera
.


...che dire? il titolo della mail-spam era "Non lasciate che la vostra virilita morire!"
Appena lo provo vi dico.