lunedì 28 aprile 2008

SERIAL KILLER a Lecco


C’è uno stronzo che ammazza puttane sulla Novedratese e scarica i loro cadaveri nei boschi della mia città, dentro sacchi della spazzatura. Silvia è già la quarta vittima. La polizia brancola nel buio e quello stronzo non ha ancora un volto…

Quante volte ho letto incipit di questo tipo in romanzi, fumetti o racconti e ho cercato di carpirne lo stile per scrivere a mia volta una storia sul sempre-verde mito del serial-killer?
Perché ho usato il termine “mito”? E perché non mi sono mai stupito né vergognato di affermare cose tipo: “i serial-killer cannibali sono i miei preferiti” o “è più figo Chikatilo di Ted Bundy” o “Charles Manson è una merda, non ha ucciso nessuno direttamente”…?

L’Uomo è stupido. Finché un virus non attacca la sua famiglia, quel virus non esiste.
Esiste solo negli articoli dei giornali, in TV e negli adattamenti cine/letterar/fumettisitici. Così il suo innato istinto di spettatore si attizza e l’Uomo Stupido si incuriosisce, si affascina, inorridisce, sorride, parteggia, si annoia, cambia canale…in una parola: guarda.

Poi quando sua figlia viene contagiata dal virus e il suo corpo si ricopre di pustole rosse e comincia a vomitare giallo per tutta la casa, allora l’Uomo Stupido non sta più a guardare e comincia a cagarsi sotto. “Benvenuto nella realtà, stupido Uomo Stupido!”

Mio nonno aveva una casetta in quel di Perledo, un paesino sopra Lecco a metà strada tra il porto lacustre di Varenna e le vette del Grignone. Ci ho passato infanzia/adolescenza/giovinezza, vent’anni di natali davanti al camino e estati in bicicletta su quei tornanti e in quei boschi. In uno di quei boschi una settimana fa è stato trovato un sacco di cellophane con dentro il cadavere di Silvia Demciuc detta Natasha, moldava, 25 anni.

La mia passione per le salite in bicicletta è nata proprio a Perledo. Sono un ciclista dilettante con qualche garetta alle spalle e tuttora mi alleno settimanalmente per evitare le piaghe da decubito tipiche del mio lavoro davanti al pc. Morterone si trova a 1.070 metri s.l.m., è il comune più piccolo d’Italia con la sua 30ina di abitanti, e ci si arriva dopo una splendida salita panoramica di 15 km da Lecco. Quella è una delle mie mete preferite. Tra quei tornanti lo scorso agosto ’07 Ionela Dragan e Luminita Dan, romene, 20 e 17 anni, sono state trovate in stato di decomposizione dentro sacchi della spazzatura.

Un’altra mia vetta prediletta è il leggendario Ghisallo, ex-tappa del Giro d’Italia, ora tappa del Giro di Lombardia, per raggiungere il quale ci sono due vie: quella breve ma dura da Bellagio con strappi al 15% e quella più lunga e più dolce da Onno che attraversa tutta la Valbrona. Dove, all’inizio del 2004, fu trovato il cadavere di una prostituta, sempre dell’est, sempre giovane, sempre carina, sempre nel cellophane. Quello che oggi viene chiamato il “cadavere n°1”, se si esclude un caso simile in Svizzera, troppo fuori zona per rientrare in un conteggio realistico di vittime della stessa mano.

Quindi, il prossimo cadavere lo scoprirò io durante una pedalata del sabato mattina? E agli altri ci ero passato vicino?
Ma perché rileggendo queste righe non riesco totalmente a distaccarmi dalla prosa e indignarmi, e una parte di me si sente come il protagonista di “Stand By Me” che vuole vedere/non vedere il Corpo di kingiana memoria? Perché, rileggendomi, penso più ad Hannibal, a Henry e al John Doe di Seven invece di riflettere su quanto fa schifo l’Uomo? Devo staccarmi dal pc per farlo. Perché?

Perché anch’io sono un Uomo Stupido.

Mi incazzo leggendo quegli articoli di nera, poi però scrivo questo pezzo e vedo la mia foto sul giornale in sella alla mia Viner dopo la segnalazione alla questura di Lecco del 5° cadavere di prostituta...

Tutte e quattro quelle povere donne battevano la Novedratese, una provinciale tra Milano e Lecco famosa per il suo giro di prostituzione multirazziale a cielo aperto, una strada che collega Arosio a Lentate sul Seveso dove abitano i miei cugini acquisiti (di mia moglie) e che quindi battiamo spesso anche noi… Quante volte vedendo quei volti truccati (come quelli di ogni prostituta che vedo per strada) mi sono detto “che lavoro di merda fanno, può tirarti su chiunque, sei esposta alle peggiori bestie, fanculo perché non aprono le case di tolleranza così son più protette loro e anche i clienti?”

Quanti parenti di Parlamentari Stupidi dovrebbero crepare di aids per fare approvare una legge che regolamenti la prostituzione? Finché il virus non tocca la famiglia…

E sì, la polizia brancola nel buio: un pappone non ammazza una sua puttana perché gli serve, piuttosto la punisce, ma soprattutto non si prende la briga di insaccare e trasportare così lontano un cadavere (la Novedratese dista dai luoghi dei cadaveri dai 40 ai 70 km circa); la malavita di solito usa i cadaveri delle proprie vittime come messaggio, non li nasconde; l’ipotesi più attendibile resta quindi quella del serial-killer alla jacklosquartatore con predilezione per le bianche.

L’ipotesi più affascinante.

Uomini Stupidi…


All’inizio volevo mettere questa foto:



E alla fine l’ho messa comunque. Questo è il problema.

9 commenti:

giustina ha detto...

in dexter si tifa per dexter, ma solo perché c'è chi fa più orrore di lui e agisce senza motivazioni "sensate". nella realtà i parametri non contano perché non sappiamo il cosa, il perché e il per come, ciò che leggiamo è tutto e lascia libero spazio alla fantasia, spesso deviata dai telefilm fatti bene. la foto che hai messo è quello che la gente vuol vedere. belle tette e mani legate. temo che se il colpevole leggesse il tuo post o gli articoli sui giornali ne sarebbe compiaciuto. spero che abbia una vecchiaia terribile. quanto meno.

alex crippa ha detto...

e sì...nella finzione abbiamo personaggi con background, moventi, precedenti e un dannato volto. nella realtà abbiamo solo misterX finché non lo catturano.

per questo la realtà fa schifo: perchè quasi mai riusciamo a capirla e codificarla. non ci sono regole. niente characters intriganti né colpi di scena spiazzanti cui aggrapparsi.

ho letto i nomi dei luoghi in quegli articoli di nera e mi veniva da vomitare...

poi ho voluto testarmi scrivendo un post sull'argomento e ho visto che sono comunque caduto in certi cliché...

come te, Giustina, non mi resta che questo:

caro(i) killer(s), se mi stai leggendo ti auguro di incontrare all'inferno le tue quattro vittime.

Anonimo ha detto...

Ciao Alex.
Scrivere sfoga a permette di tornar lucido sulle cose.
Magari ti permettera' anche aggiustare qualcosa di cio' che succede intorno( non dico di risolvere il caso tipo la Signora in giallo , ma sicuramente calmare, con le tue parole, qualche tua compaesana che vive la paura di questo delinquente in modo peggiore del tuo) .
Hai fatto bene a rimettere la foto.Guardarla ora, dopo aver letto il post,crea fastidio, da un senso di disturbo, fa' ancora piu' rabbrividire!
Magari senza questi tristi avvenimenti l'avremmo presa come una scena cult di qualche "bel" film.
Ora, invece, con la sua crudezza e nudita', riporta alla mente cosa devono aver passato DAVVERO quelle povere ragazze prima di morire. Democraticamente spero che l'assassino venga trovato PRIMA dai tuoi compaesani, e poi ( se sara' ancora vivo ) dalla giustizia.
Ivan

ADRIO THE BOSS ha detto...

che post!!!!
certe volte nn si distaccano tanto tra loro la realtà e la "fantasia", certe volte ciò che leggiamo sui giornali sembra la bozza di una sceneggiatura... invece no...
dico bozza, perchè dietro alle vere atrocità, spesso non c'è una vera trama o un eroe o un colpo di scena, è la realtà!
mamma mia.... la foto alla fine condisce il tutto!

grande!

ciaos

La ele ha detto...

Cazzo.
Ho i brividi.

La ele

alex crippa ha detto...

cari tutti, è l'eterno round a tempo illimitato di Realtà vs. Finzione...

noi fumettisti, noi artigiani delle storie, attingiamo dalla Realtà Altrui per la Nostra Finzione, ma quando la Realtà è dietro casa nostra vacilliamo e ci ritroviamo a dire "ah, ma cazzo succede veramente!"

è una brutta sensazione, davvero. una specie di senso di colpa, molto stupido ok, però ce l'ho...perchè comunque ci ho campato e ci campo con storie simili, e vado in corto circuito quando penso: ma le ho scritte per rappresentare la realtà, per denunciare una realtà, per reinterpretare una realtà o semplicemente per stupire i lettori? la mia risposta più spontanea è sempre quella: mi piace raccontare storie. e sì, mi affascina il tema "serial-killer".

forse il senso di tutto 'sto discorso l'hai centrato tu, Ivan:
scrivere sfoga e permette di tornar lucido sulle cose.
i miei serial-killer possono affascinare qualche lettore, quello del mio paese invece fa solo schifo.


caro killer, non ti auguro di morire perchè sono contro la pena di morte, ma ti auguro di vivere più a lungo possibile in una cella 2X4 mq addormentandoti tutte le notti col pensiero delle stronzate che hai commesso e che ti hanno condannato, sognandole e risvegliandoti tutte le mattine con lo stesso pensiero. per sempre.

Dave R. ha detto...

Dal mio punto di vista, ci possiamo fare ben poco...

Il lungo processo di spersonificazione messo in atto dai mass media ha raggiunto l'obiettivo, portandoci a guardare con un certo "fascino" chiunque esca dagli schemi...
Poco conta che si tratti di un eroe o di un criminale: è la "singolarità" [in una società sempre più "di massa"] a fare la differenza...

Se a questo aggiungiamo la componente "morbosa", non ci stacchiamo più.

E' sempre stato così...
Nella formula 1 aspettiamo l'incidente spettacolare, nel pugilato i nasi rotti e nella cronaca nera... il serial killer.
A patto che sia distante, fuoriporta, di un "altro pianeta"...

Forse è una reazione indotta (catartica, direbbe qualcuno) forse no.

L'unica cosa certa è che l'Uomo Stupido regna...

E lo farà per molti anni a venire.

alex crippa ha detto...

parole sante, fustakkione.



caro killer,
forse nessuno ti ucciderà né arresterà mai, ma ti auguro comunque di finire i tuoi maledetti giorni nell'anonimato più assoluto, dimenticato da tutti e da tutto. nulla sei e nulla tornerai, figlio di puttana.

Anonimo ha detto...

ma scusa, a quale omicidio in svizzera ti riferisci?