venerdì 25 aprile 2008

ROLLING STONES vs. MARTIN SCORSESE


- Cosa provi quando sali sul palco davanti a 100.000 persone?
- Mi sveglio.
Keith Richards

E con questo avrei anche concluso la mini-recensione dell'ultimo lavoro di Scorsese, il documentario sugli Stones "Shine a Light" che in realtà è un intero concerto del 2006 tenutosi al Beacon Theatre di N.Y. ripreso da una decina di camere e inframmezzato da qualche (ottimo) spezzone di repertorio del passato.

Perchè la vita è piatta e sonnolenta, non possiamo mai avere Soddisfazione. L'unico momento in cui ci sentiamo vivi è quando stiamo su un palco...............fantastico.

Tra Beatles e Rolling Stones preferisco i primi per un tot di motivi, ma certi pezzi dei secondi mi si sono stampati nell'anima come pochi...Time is on my side, Play with fire, As tears go by, Brown sugar, Sympathy for the devil, Jumpin' Jack Flash, Heart of stone e soprattutto Paint it black, un pezzo immortale, una delle migliori rock-song della storia della musica.

Musicalmente gli Stones non è che sono invecchiati...non sono mai stati Musicisti con la M maiuscola. Ma il groove, il tiro, l'energia che sprigionavano sul palco 40 anni fa da sbarbatelli è la STESSA IDENTICA di adesso che hanno superato i 60 (e sono ancora sbarbatissimi, tra l'altro...sono forse l'unica rock band che non ha mai cambiato look, e sono anche la più longeva in assoluto).

Patto col Diavolo? a sentire la sinergia tra Ronnie e Keith che, come dice testualmente Keith, "da soli siamo decisamente scarsi ma insieme valiamo più di dieci", il dubbio viene...
Davvero incredibili...Mick Jagger poi salta e si agita come un ragazzino dalle mille rughe, una cosa in bilico tra il grottesco e l'affascinante.

Scorsese, che ha un talento cinematografico monumentale, è riuscito a catturare in quelle due ore di live il senso vero e unico degli Stones, ciò che da sempre incarnano e li distingue: l'animalità da palco, il gusto puro e fine a se stesso di suonare ed esibirsi, il sudore, la fatica, l'adrenalina...e soprattutto l'"umile consapevolezza" di essere delle icone immortali e irraggiungibili. Icone colossali che trovano la loro giusta dimensione al cinema: veri giganti dello schermo, questo ha capito e colto alla grande Scorsese.

live a parte, che è il cuore pulsante dell'opera, sono memorabili l'incipit coi litigi tra Scorsese e Jagger (due EGO a confronto, ma comunque aveva ragione Martin) e l'epilogo stra-lunato.

insomma: bello!

1 commento:

alex crippa ha detto...

ma gli Stones non se li caga proprio nessuno?!?!