PORNOFAGIA di
Andrea Cavaletto (testi) e
Simone Delladio (disegni): vi ricordate quando in edicola potevamo acquistare il nostro putridume mensile preferito scegliendo tra “Splatter”, “Mostri”, “Gore Scanner” e “Bloob”? No? Non siete 35enni nostalgici del primo Jackson (Peter) e Barker (Clive)? Perfetto! Perché “Pornofagia” indossa il miglior vestito da
Blood Feast, con budella a mo’ di frange e bulbi oculari per bottoni, ma quando si spoglia (e si spoglia in tutti e due i sensi, fisico e metaforico) rivela un corpo intatto, pelle liscia e anatomia corretta. In parole semplici: il tratto violento e putrefatto di Delladio si sposa alla perfezione con la storia drammatica e realistica di Cavaletto, ben lungi dalle succitate (seppur tanto amate) pubblicazioni della mia adolescenza. Sì, si può essere realistici anche trattando di ex-pornostar zombi e cannibali. Il segreto si chiama
credibilità e vale per ogni Genere narrativo. E Andrea, con la sua Selene costretta a tornare all’hard e disposta a tutto per mantenere la sua unica figlia, ci regala una tragedia post-moderna, avvincente e
credibile dal primo all’ultimo dialogo. Rigorosamente con “Turn the Page” dei Metallica nelle orecchie.
PIOGGIA D’ESTATE di
Sergio Algozzino: perché tutte le volte che mi accingo a leggere l’autobiografia a fumetti di un autore ho sempre la pregiudiziale sensazione di essere preso per il culo? Perché penso sia più facile raccontare i fatti propri che inventare storie. La cosa veramente difficile è
trasmettere sensazioni, emozioni, suoni, odori, sapori e colori vissuti sulla propria pelle a qualcuno che regge in mano solo della carta con sopra parole e disegni (in B/N per giunta). È forse questo il segreto dell’arte sequenziale?! Aveva quindi ragione Sergio Bonelli quando in un’intervista di moooolti anni fa disse che il talento di Sclavi stava proprio nel
trasmettere la Paura senza l’ausilio di effetti speciali, trucco e audio a palla?! Credo di sì. E Sergio (Algozzino) nella sua pseudo-autobiografia l’ha sapientemente capito. Perché alla fine piove davvero. NB: menzione speciale per il capitolo sulla paleo-videoludica (per le sensazioni tattili!) e quello sul piccione con le mosche che non erano mosche.
Viaggio Verso Occidente vol.2 “TAFFERUGLIO IN PARADISO” di
Gianluca Maconi: questo autore è completo. Graficamente eclettico come pochi, sa pure gestire bene una storia, e pure una storia lunghissima come questa dedicata al leggendario Goku, lo scimmiotto protagonista di un classico della letteratura cinese di mezzo millennio fa, ispiratore dei vari Monkey e Dragon Ball. Questa è la versione
à la Maconi, giunta al secondo volume (filologicamente dovrebbero essere 4, chi vivrà vedrà): 156 tavole B/N in un bellissimo formato quadrato a due strisce che pur si adatta a svariate varianti dello storyboard. Com’è? Gran ritmo, gag a raffica e geniali trovate grafico-narrative (una su tutti: i combattimenti fuoricampo e l’astuta variante dei combattimenti fuoricampo). E poi divinità orientali dalle fattezze vegetali, eserciti di guerrieri celestiali, le figlie della regina madre, grandi abbuffate, grandi bevute, botte, bastonate, torture, i confini dell’universo, e tante, tante scimmie. E tutto perché lo Scimmiotto pretende il giusto titolo che gli spetta nell’aldilà. Secondo me il Maconi si è divertito.