lunedì 27 febbraio 2017

DALL'INFERNO...

Tavola di Marco Patrucco

Tavola di Stefania Caretta

...quello che ho fatto passare io a Marco e Stefania, i due spavaldi disegnatori di "16", la mia ultima fatica, costringendoli a immergersi in un mondo così malsano che, per dire, quelle là sopra sono tra le poche tavole pubblicabili on line. Se no mi arrestano. O mi fanno chiudere il blog. O mi arrestano e chiudono il blog.
Ho già detto che "16" è un volume di 88 pagine, che lo pubblicano i tipi tosti di Edizioni Inkiostro, che verrà presentato a Cartoomics e che lo potete già ordinare QUI ma se venite in fiera questo venerdì/sabato/domenica i due suddetti disegnatori vi possono fare una dedichina puccettosa?
Ok, l'ho detto.

lunedì 20 febbraio 2017

"16" (sì, è un titolo)


Vedrà la luce, o meglio la tenebra, alla prossima Cartoomics (3,4,5 marzo) e dal 25 febbraio sarà in prevendita nello shop on line Ed Ink.
Che cosa? La mia nuova storia col titolo più criptico del mondo:
"16"

Questo volume malsano e ammantato di mistero ha preso vita solo e soltanto grazie a Edizioni Inkiostro di Rossano "Cannibal" Piccioni, uno dei pochi editori in Italia ancora capace di OSARE, di non spaventarsi davanti all'originalità ma, anzi, di abbracciarla in tutte le sue sfumature.
Davvero, senza di loro (Luca, Stefano, Ivan Pelizzari, Mauro Mura, certo che penso anche a voi) 'sta roba del tizio senza testa, gli snuff e la signora col modellino della 500 nera sarebbe rimasta nel cassetto delle idee-impubblicabili-perché-sono-troppo-avanti-e-nessuno-mi-capisce-bastardi.
E invece 16 esiste.

Il merito artistico va a Marco Patrucco, che ha avuto incubi per mesi durante la lavorazione e ancora mi maledice, e Stefania Caretta, che invece ha dormito sonni tranquilli. Almeno questo è quello che racconta.
Su di loro mi soffermerò più avanti, per dare il giusto spazio al loro lavoro. Hanno realizzato delle tavole non facili, venendo incontro a esigenze (le mie) non facili per realizzare una storia, come dire, non facile.

Ultimo ma non ultimo: la cover là sopra è di Mauro Muroni, fortemente voluto dal sottoscritto. Chissà come mai.

giovedì 9 febbraio 2017

DYLAN DOG COLOR FEST 20

Che dire? Di fronte a certe tavole mi arrendo.
Chi se ne frega se la storia non piace... va che disegni! va che colori!
E' in questi casi che invidio la professione del disegnatore. Il suo talento è istantaneamente osservabile e oggettivamente quantificabile. Basta la tavola qui sopra per giudicare Christopher Possenti un eccellente disegnatore e Fabio D'Auria la miglior scelta possibile per colorare il suo lavoro.
Il talento di uno sceneggiatore è invece più sfuggente, impalpabile.
Tocca leggersela la storia, rifletterci magari... e chi c'ha voglia?

sabato 4 febbraio 2017

8

Otto, otto, otto... perché ho in mente l'otto? C'è una cosa che devo fare l'otto, ma chi se la ricorda...
Dovevo farmi un nodo al fazzoletto, ma uso solo fazzoletti di carta piccoli. E in 'sto periodo sono molto raffreddato, me lo sarei di sicuro snariciato, il fazzoletto-promemoria, posto e non supposto che io sia in grado di fare un nodo a un fazzoletto di carta.
Dai, succede qualcosa l'otto febbraio, cacchio... che poi è mercoledì prossimo... forse è una cosa che si mangia? No, aspé... E' una cosa importante.
Devo andare in un posto l'otto febbraio... Nno, nemmeno... non è un posto...
Aspetta, aspetta, mi sta venendo in mente... l'otto devo prendere una cosa..
No, devo comprare una cosa! Assolutamente.
Ma cosa...?
Ah già...
Il Color Fest n.20 "Il Buono, il Brutto e la Cattiva"
Certe cose tendo a dimenticarle. La mente umana è un vero mistero.
Disegni di Christopher Possenti e colori di Fabio D'Auria. Due autentici mostri di bravura.
E quella è solo tavola 2...

sabato 28 gennaio 2017

LA STORIA DI LARRY


Ufficio di collocamento. Venerdì mattina.

- Buongiorno, mi chiamo Larry.

- Tessera numero…?

- Ehm… aspetti, ce l’ho qui… non l’ho mai imparato a memoria… ecco qua: 464549990203BGG4546

- Ok.

- Glielo detto?

- No, lo leggo. Un attimo.

- Non è proprio corto, eh? Come numero, intendo.

- Allora… Larry Incandenza, post di saggistica/divulgazione, settore blog. È corretto?

- Sì. Sì, è corretto. È quello che sono. Sono il post di un blog.

- Perché è qui, signor Incandenza?

- Voglio diventare un racconto.

- Come, prego?

- Un racconto. Prosa. Una storia, un’avventura! Voglio un’esperienza nuova. Voglio vivere una storia con tutto quello che comporta, colpi scena, suspense, ellissi temporali, un antagonista degno di me, twist finale… questo voglio.

- Ellissi temporali?

- Sì!

- Cosa sono?

Ufficio di collocamento. 50 anni dopo.

- Tipo questa. Si guardi le mani.

- Sono rugosissime…

- E dovrebbe vedersi allo specchio.

- Anche lei è vecchissimo.

- Ho 50 anni in più, ovvio.

- Cos’è questo orologio che ho al polso?

- Non è un orologio, è un Emotimetro. Ce l’hanno tutti nel futuro. Calcola i suoi stati d’animo in base al battito cardiaco e li segnala sotto forma di emoticon olografica. La vede quella faccina perplessa sul suo olo-screen?

- Venga al punto, signor Incandenza.

- Voglio diventare un racconto, gliel’ho detto.

- Ma lei è un post.

- Saggistica/divulgazione, settore blog. Lo so. Ma voglio cambiare.

- Non è possibile cambiare.

- Ci sarà un modo, dai. Cosa esiste a fare questo sportello?

- Catalogazione. Una volta inseriti i dati nei nostri schedari non si possono modificare. In caso di morte si registra il decesso e il numero del defunto non può essere riutilizzato.

- E perché mi ha ricevuto, scusi? Non sono morto, non le pare?

- Poteva comunicare il decesso di un conoscente o chiedere informazioni.

- D’accordo. Ho bisogno di un’informazione: come può un post diventare un racconto?

- Non può.

- Si rende conto che lei sta ostacolando in ogni modo e con tutte le sue forze il mio obiettivo?

- Non sono io. Sono le regole.

- Certo, certo, il Sistema è il vero antagonista… ma per esigenze narrative occorre rappresentarlo come personaggio, se no contro chi si scontra il protagonista?

- Lei sarebbe il protagonista?

- E lei il mio antagonista ideale.

- Non sono il suo antagonista.

- Continua a contraddirmi, lei è perfetto!

- E lei se ne deve andare, se non ha altre domande.

DRIIIN DRIIIN DRIIIN

- Non risponde? Le sta suonando il telefono.

- Lo so. Non sono sordo. È che non suona mai.

- …colpo di scena…

- Cosa?

- Niente. Risponda, su.

- Lei se ne deve andare, signor Incandenza.

- E lei deve rispondere, signor sportellista.

- Pronto.

- Era ora…

- Sì. Sì. Va bene. Arrivo.

- Chi era?

- Non sono affari suoi. Devo assentarmi un attimo. Lei se ne vada.

- Ok, ok. Me ne vado… Arrivederci.

TIC TIC TIC TIC TIC

- Dai… dai… ancora non torna… agisci, Larry, fai in fretta…

- Incandenza! Cosa fa al mio computer?

- Cosa? Niente.

- Mi assento un minuto e lei si mette a toccare la mia tastiera? Lo sa che potrei denunciarla?

- Beh, se vuole farlo lo faccia. Ma devo farle notare una cosa sul suo computer, a proposito della mia posizione…

- Che cosa?

- Guardi qui, la mia scheda… c’è scritto “racconto”, non “post”. Vede?

- Vedo. Non l’ha modificato lei?

- E come avrei fatto da dietro il bancone? Ho solo dato un’occhiata… lei prima ha letto male. Io sono un racconto, non un post.

- Effettivamente è scritto così. E le schede non possono essere modificate.

- Capita a tutti di sbagliare.

- Non mi era mai capitato in quindici anni…

- Sessantacinque, ormai.

- Giusto, sessantacinque. Ma immagino ci sia sempre una prima volta.

- Già. Ora, può assegnarmi un genere?

- Che genere desidera?

- Beh, mi piace la Fantascienza, come può vedere… siamo nel futuro…

- Mi faccia controllare… no, non c’è posto al momento. Per una storia di fantascienza deve aspettare. Scelga un altro genere.

- Ok. Horror.

- …

- Mi ha sentito? Scelgo l’Horror, c’è posto?

- …rrrrrrrrr…

- Ma che…? Cosa diavolo le sta succedendo?!

- ….rrrrrrrrrRRRAAAARGH!!!

- Ehm… si calmi, non volevo irritarla… non deve reagire così… ha la pelle tutta butterata, gli occhi rossi e quelle sono… sì, sono corna sulla sua testa e zanne dalla bocca…

- GRRRAAAAURRR!!!

- Aiutooo!!! Si salvi chi può! Mi vuole uccidere! Scappate tutti!

…GGGRRR…RRRRARGH…GRRAAAAH…

- Oh cacchio, e adesso cosa faccio? Da qui non mi vede ma mi sta fiutando, quella cosa… qualunque cosa sia! Devo salvarmi in qualche modo…

…GGGGGRRRRRRRRRR…

- Ah già! Che stupido! Senta, signor Cosa, ho cambiato idea! L’Horror non fa per me, preferisco il Western! È libero il Western?

…GGGGRRRRrrrrr…

- Ehm… mi capisce?

- …rrrrrrrsì. Sì, ho capito. Perché urla?

- No, niente. Sembrava disattento. Come siamo messi col Western?

- Spara.

- Come?

- Spara tu per primo. Se ti riesce…

- Ah, ok! Fico, un duello! Aspetti che prendo la pistola…

- Non metterci troppo, amigo. A mezzogiorno in punto io sparerò.

- Ehm… non ho la pistola…

- E’ quasi mezzogiorno, amigo.

- Ok, ho capito… la suspense, fantastico… ma come faccio senza pistola?!

- Tic toc tic toc…

- Un attimo! Mi faccia almeno cercare qui in giro… da qualche parte ci sarà una pistola… Siamo nel far west, è pieno di pistole!

- Meno 10, 9, 8, 7, 6…

- Aspetti, aspetti, aspetti… la prego!

- …5, 4, 3…

- No, no, no…

- …2, 1…

- Giallo! Giallo! Giallo!

BANG

- Wow. Fa un certo effetto, bisogna ammetterlo…

- Signor Incandenza, riconosce il cadavere?

- Beh, sì. Sono io.

- E cosa sa dirmi del modus operandi? La posizione sul pavimento le dice nulla? Abbiamo a che fare con un serial killer?

- Mah, aspetterei ad azzardare una simile ipotesi. D’altronde è il primo cadavere che viene ritrovato in queste condizioni… un foro nell’occhio destro, causato da un proiettile di medio calibro, e quella inusuale espressione sul volto della vittima… come se sapesse, come se si aspettasse di essere uccisa…

- Conosceva l’assassino, secondo lei?

- Eccome se lo conosceva… è stato lei! Lo sportellista! È lei che ha sparato. Caso risolto.

- Già. Caso risolto. Povero illuso…

- Perché “povero illuso”?

- Non si chiede come mai c’è lei sul pavimento?

- Ci sono io perché sono io.

- E le sembra normale, signor Incandenza?

- Che cosa intende esattamente?

- Lei è morto, signor Incandenza.

- Ma va. Quello è solo un… un cadavere… che sono io…

- Infatti.

- Ah. Sarebbe questo il twist finale?

- Temo di sì.

- Quindi io… sono morto.

- In termini tecnici, lei non esiste.

- Questa poi…

- No, davvero. Lei non esiste.

- Non dica sciocchezze. E tutto quello che ho fatto finora?

- Non esiste. Mi dispiace.

- Ma io… non è vero! Lei sta mentendo!

- Si calmi.

- No, non mi calmo! Io… io sono un eroe! Sono l’eroe della mia storia!

- Sì, ok. Bravo.

- Non mi sta ascoltando! Io…

- Ora basta. Sparisci.

FINE

mercoledì 7 dicembre 2016

MOSTRUOSAMENTE


Ed è uscito il sesto numero della mia rivista horror preferita: MOSTRI!
La variant cover, che è quella qui sopra, stavolta è più spettacolare del solito.
C'è dentro una mia storia, si intitola "Monstreaming" ed è dedicata agli youtubers e agli amanti degli animali. Per ragioni diverse.
Le tavole sono della bravissima Francesca Vartuli che mi ha fatto anche una gradita dedica alla Lucca scorsa. Un assaggio:
Pronti a registrare?

mercoledì 23 novembre 2016

mercoledì 16 novembre 2016

8 febbraio 2017

Quel giorno mi toccherà aprire le danze...

domenica 6 novembre 2016

16

Il progetto misterioso sta prendendo forma e vedrà la luce a inizio 2017.
Vorrei tanto spiegare di che si tratta ma ho le mani legate. Letteralmente.
Appena riesco a recidere col mio lima-unghie la corda di iuta che mi stringe i polsi potrò essere più esauriente.
Per ora mi limito a dettare queste misere righe al nerboruto colombiano che mi fa da guardia.
Grazie, Tuco. Per la generosità e per il tuo tablet.

lunedì 24 ottobre 2016

LUCCA COMICS: where's Alex?

Dove mi potete trovare in fiera?

Stand Renoir - sessione dediche per "NERO - L'integrale" con Andrea Mutti:

SABATO 29 dalle 12:00 alle 14:00 e dalle 16:00 alle 18:00

DOMENICA 30 dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 14:00 alle 16:00


Stand ItComics - vendita selvaggia e dediche per il primo cd dei PASTICCINI MARCI:

DA VENERDI' A DOMENICA QUANDO NON SONO DA RENOIR

Stand Bugs Comics, per cui pubblico sulla rivista MOSTRI e mi fa piacere andare a trovarli:

TUTTE LE VOLTE CHE POSSO

Se non mi riconoscete sono il cosplayer vestito da mattoncino giallo parallelepipedo del Lego.

venerdì 21 ottobre 2016

PAPPAGORGIA

Lucca Comics si avvicina e io pubblico un video di me in soggettiva che suono la batteria.
Ma non eseguo un pezzo qualsiasi, bensì il singolo "Pappagorgia" tratto dal primo cd della mia nuova band PASTICCINI MARCI
CD che si troverà allo stand It Comics insieme al fumetto omonimo di Francesco Abrignani, che della band è la voce&chitarra.
Al basso Alessandro "MusicMan" Pavesi.
Seguirà tournée europea negli stadi.

lunedì 10 ottobre 2016

SIXTEEN


Progetto misterioso che vedrà la luce nei prossimi mesi. Per un editore davvero figo.
Roba forte. Roba inquietante.
Roba non per tutti.
16.

giovedì 6 ottobre 2016

NEROne

Ho sempre avuto una fissazione per i titoli.
Non riesco a scrivere una riga se prima non trovo un titolo che rappresenti la storia che ho in mente. Anche se provvisorio, anche se brutto, anche se poi verrà sostituito in fase di editing da uno totalmente diverso.
Capita, per esempio, che "Il monco" si trasformi in "Come un cane" (e meno male).
Ho un debole per i titoli formati da parole chiave, come mi piace chiamarli. Meglio se una parola chiave e possibilmente con -almeno- un doppio significato.

AVATAR (Cameron): il corpo bio-sintetico che "indossa" il protagonista; l'incarnazione terrena del dio Visnu; l'immagine, vera o falsa, che metti sui tuoi social per crearti un'identità. Perfetto per un protagonista senz'arte né parte che prima indossa panni che non gli appartengono, poi prova ad essere l'eroe della parte sbagliata, infine diventa chi vuole essere.

FROM HELL (Alan Moore): l'incipit delle lettere spedite a Scotland Yard da uno dei tanti mitomani che nella Londra del 1888 si spacciavano per Jack lo Squartatore, ma anche "dall'Inferno" inteso come luogo, ossia ciò che era diventato il quartiere di White Chapel in quel periodo e, in generale, tutto l'Occidente da quel momento in poi secondo Moore.

UP (Pete Docter): Su! Letteralmente e col morale!

Avendo poi cominciato, inspiegabilmente, a pubblicare sia all'estero che in Italia a inizio carriera o quasi, mi posi subito il problema della traduzione dei titoli dei miei fumetti. Cioè, normalmente gli sceneggiatori si buttano subito su sottotrame e colpi di scena, io invece penso al titolo e alla sua papabile traduzione in francese e inglese ancora prima di stendere un soggetto...

Ebbene, ci sono vari modi per rendere un titolo trasversale e a prova di traduzione: utilizzare una lingua morta (il sanscrito "Avatara"), la lingua inglese che tanto sanno tutti (Pulp Fiction, Indipendence Day, Civil War) oppure il nome del protagonista. Mica puoi tradurre "Il curioso caso di Bengiamino Bottone".

Se poi il nome del protagonista evoca di per sé il contenuto o il tono delle sue avventure, come Martin Mistère, Flash Gordon o Tom Strong, ancora meglio.

E insomma, nel 2005 mi metto a pensare a un giallo da proporre in Francia insieme agli inossidabili bresciani Mutti e Bussacchini, e gira e rigira più penso al genere (perché di trama ancora nulla, figurati) più mi rimbalza in mente la parola "noir". Che tecnicamente indica quelle storie il cui protagonista è un cattivo, o comunque qualcuno non proprio ligio alla legge, ma in senso più ampio è finito per indicare quei gialli dalle tinte forti, cupe, sia nell'estetica che nei contenuti. Non storie rassicuranti, dal finale a tutti i costi positivo coi buoni che vincono e i cattivi che perdono.
E la volevo ambientata in Italia, un'altra mia fissa. Perché in italiano "nero" è una parola bellissima. Che può anche essere un cognome, al pari di Rossi e Bianchi.

Et voilà, il mio detective privato si sarebbe chiamato Giuliano Nero e la sua serie, semplicemente, "NERO". Che non puoi tradurre, toh.
E che richiama, ma solo a pochi-ma-buoni, uno dei romanzi più surreali di Sclavi: "Nero." (col punto, mi raccomando)

Cognome e genere felicemente riuniti in una sola parola, non mi restava che scrivere quelle che sarebbero poi diventate le tre storie dei tre volumi inizialmente pubblicati in Francia da Casterman, poi in Italia da Edizioni BD (i primi due volumi) e infine da Renoir in un'unica, gagliarda e possente edizione che li racchiude tutti e tre: NERO - L'INTEGRALE

Va che tavole (acquarelli, mica pizza e fichi):



La troverete a Lucca allo stand Renoir, insieme ai suoi autori per firme e disegnini, e poi nelle migliori librerie e fumetterie della penisola.
Il titolo è facile, non potete confondervi.

Flashback, 10 anni fa.