giovedì 6 marzo 2008

CAMERA A MANO con vista gore


sti. cazzi.
dopo The Descent voto Rec per la miglior "tensione in un horror-movie degli ultimi 10 anni".
insostenibile.
arrivate fino all'attico, se avete coraggio...
bravi Balaguerò/Plaza. fanculo Darkness/Nameless (Fragile bellino).
astenersi deboli di stomaco (anche per le riprese, mai alla cazzo in realtà)

NOTA: "il cameraman e l'assassino" ha dato il vero via al filone docu-fake ("mondi" a parte, che non son film) e non "Blair Witch". a dir il vero, l'Olocausto Cannibale sarebbe il primo, ma ho troppe riserve su quel titolo...

30 commenti:

Davide ha detto...

Riserve sull'Olocausto Cannibale?!?

alex crippa ha detto...

solo per la violenza animali. non mi è mai piaciuta 'sta cosa. di Cannibal Holocaust premio in assoluto la shockante originalità (allora) dell'idea base, cioè l'inserimento del docu-fiction su una trama adventure/horror.

eeeh...quante idee belle e brutte abbiamo partorito nei favolosi '60-'70...

Anonimo ha detto...

Si...ok...Ma quando vai a vedere John Rambo??? Ho bisogno di sapere che ne pensi!!!
eMa

alex crippa ha detto...

anonimo eMa, Rambo può aspettare (tanto non sloggerà presto né facilmente).

piuttosto c'è Joe Strummer che ci aspetta...sei sempre vergine su quel fronte?

Anonimo ha detto...

Ci andrei volentieri...Ma è una verginità che rimarrà tale, visto che non c'è in nessun cinema a Milano che lo trasmetta...Tu nel frattempo una sveltina con John potresti anche farla...
eMa

Anonimo ha detto...

Ma Parliamo anche di Sweeny Todd. Da fan di Tim Burton ho rimesso piede al cinema per vedere il suo ultimo lavoro. Che dire? Notevole. Scuro e horror. Mi è piaciuto e stranamente è piaciuto anche a mia moglie.

Paolo

Niccolò Storai ha detto...

yJoe Strummer, che grande ke era, ma è mai possibile che i meglio pezzi muoiano sempre troppo presto.
Mi fà imbestialire pensare a quanto avrebbe ancora potuto dare.
Cmq, ho visto qualche clip del film e mi sembra proprio una bella cosa.
Rambo, lasciatelo aspettare, meglio così.
La Guerra di Charlie Wilson è n gran film, caldamente consigliato.
Io domani mi sparo quanto consigliato dal buon Alex.

alex crippa ha detto...

Joe Strummer: mannaggia! (che non ci sia più, lui e il film di julian temple).

Rambo: uffffffff...in qualche modo farò (...)

ultimo Tim Burton: Paolo, sei il primo che me ne parla (molto) bene. cmq sì, devo vederlo, Burton è un appuntamento fisso.

Wilson: ok, provvederò.

...ma il top del top al momento nella sale sono i Cohen, che hanno superato loro stessi. meritano un post a parte. ah, se se lo meritano...

Niccolò Storai ha detto...

Il film dei Cohen è sicuramente uno dei più importanti della storia.
Non scherzo.
Barden, è E CCE ZIO NA LE come l' arma che usa il personaggio da lui inerpretato.
Anche per me Burton è un appuntamento fisso, oh, se lo è..

Anonimo ha detto...

Joe Strummer c'è!E' al Centrale in Via Torino.Presto credo anche a casa mia...
eMa

comics & more ha detto...

mi incuriosiva rec, ora non mancherò di andarci!

visto il caro tim burton, molto bello dal punto di vista scenografico e costumi (come sempre) e per le citazioni fiabesche. eppoi va davvero fino in fondo, se capite cosa voglio dire!!
a mio parere leggermente pallosetta l'idea delle canzoni(che capisco che burton deve essere sempre originale e mettersi alla prova, ma cazzo con un film da un musical non è proprio facile facile mantenere sveglia l'attenzione!!!)

per i cohen aspetto il post!!

DaniRudo (nessun copyright, caro, ci mancherebbe!!)

alex crippa ha detto...

niccolò: da grande voglio essere come killer Barden.

eMa: e allora andiamo, cazzo!

danirudo: grazie per la cessione dei diritti sul nome. attendo commento a Rec.

Niccolò Storai ha detto...

Mettiti in coda Alessandro!

Mirella ha detto...

Ho sentito parlare bene di rec, volevo vederlo, ma nella città dove sto io figurati se arriva!(censura)

alex crippa ha detto...

strano che non ci sia da te, Mirella, sta avendo un buon successo e avevano anche fatto della gran pubblicità prima...

cmq benvenuta!

desmov ha detto...

non l'ho visto e lo hanno tolto subito d ame.
peccato per il promo trash/sadako/stereotype,che lo ha reso l'ennesimiliardesimo film uguale a tutti i the ring del mondo,altrimenti sarei andato:(

desmov ha detto...

se il trailer fosse stato,non il solito the ring,questo film lo avrei visto.
Invece da me l'han tenuto 5minuti,con pochi spettatori.
Un trailer deficent etipo quello di robocop,che invece er apoi un film culto.

primo a introdurre ultraviolenza davvero pesante...

alex crippa ha detto...

verissimo, il trailer scoraggiava e infatti ci sono andato "causa compagnia".
i primi 5 min sbuffai spesso, e con aria snob tra l'altro...poi, quando ho capito che the ring NON c'entrava una fava e NON era il solito/ennesimo horror con ghost-bimbe (tutt'altro, direi) ho cominciato a prenderlo sul serio e poi a cacarmi sotto sul serio.

robocop: m'illumini d'immenso. secondo film che vidi al cinema da solo (cioè, non con mà&pà ma con amici) a 13 anni = shock+innamoramento istantaneo.
lui (e EvilDead) m'han segnato a vita....................

Alex the metallic Murphy

il.Benci ha detto...

non so se andare a sweeney tod o rec (visto il commento)... ma poi non sarò io a decidere mi sa eheh

invece il mio primo film con amici e non genitori è stato predator yeah

alex crippa ha detto...

predator, quanti ricordi...dai, siamo cresciuti bene, no?

ciao Benci! ma Bergomix come funziona? quand'è? sul blog ho trovato solo il resoconto del 2006.

il.Benci ha detto...

per bergomix saranno una serie di conferenze come l'anno scorso basate sulla figura dell'eroe...
presto nuovi agigornamenti sul blog e poi magari sabato ci saranno spiegazioni migliori...

il.Benci ha detto...

ops la prima data del bergomix è il 24 aprile e poi altri 4 giovedì fino al 19 giugno

michele ha detto...

Ma torniamo a Rec.
Me lo consigli davvero?
Nameless non mi è piaciuto granché, The Descent era un buon film di tensione, anche se il finale non mi è piaciuto molto. Insomma Rec pensavo di vederlo a casa.

alex crippa ha detto...

michele! (sei michele dello spaziobianco, giusto?)
come ho scritto nel post, i precedenti di balaguerò non mi han fatto impazzire (nameless e darkness proprio no, fragile invece è una discreta ghost-story second mi).
Rec temevo fosse l'ennesima puttanata filo-orientale trita e ritrita con bimba fantasma e invece mi ha totalmente spiazzato per: idea, stile, gore, tensione.
e la camera-a-mano-finto-documentario è davvero "finta": la maggior parte delle inquadrature sono prefettamente studiate (la reporter che ci parla direttamente in camera eclissando in secondo piano quella cosa che si muove sul fondo del corridoio che si vede e non si vede...questo non lo improvvisi, lo prepari).
tra l'altro, son quasi tutti piani sequenza (la camera è una sola, per forza): gestire attori, azione, FX contemporaneamente nello stesso spazio e nello stesso tempo creando un crescendo di tensione che non cala mai, non è per niente facile.
al cinema fa DAVVERO paura...su piccolo schermo forse non è la stessa cosa, non saprei.
COMUNQUE: de gustibus!

michele ha detto...

Sì sono proprio io, grazie dei chiarimenti.

Interessante quello che dici sui film al cinema o a casa. Mi spiego: è vero che i film andrebbero visti al cinema ecc..., ma un film non lo puoi sempre vedere o rivedere al cinema, prima o poi lo vedrai/rivedrai a casa. Quindi un buon regista dovrebbe lavorare anche su questo fronte e rendere appetibile il film anche in una visione casalinga. O no?

alex crippa ha detto...

eh, michele...l'annoso problema dell'arte e del suo giusto formato.
nelle arti figurative e figurativo/narrative (come il cinema o il fumetto) trovo sia imprescindibile il formato: guardate un pollock su un cellulare o leggete Pazienza nell'edizione poket di Repubblica...aaagh.
l'autore, quando crea, sceglie e lavora su un materiale preciso, che sia una tela, una tavola o un formato cinematografico. anch'io quando sceneggio devo sapere se la mia storia è per un cartonato francese o un bonellide.
purtroppo il cinema per ovvie esigenze commerciali viene "stuprato" in tutti i formati possibili: tv,pc,psp,cell...lo stesso frac indossato da un gigante e poi da un nano, non cambia marca ma non fa la stessa figura... per non parlare dell'audio!
INSOMMA: per me il cinema è il cinema, e i film (quelli veri) sono e devono essere pensati in questo formato, che è il loro habitat naturale.
per chi può, è consigliabile un 36 pollici blue-ray home-theater. abbassate le tapparelle, però.

michele ha detto...

E' vero è un problema annoso che travalica i limiti del cinema e riguarda ogni forma d'arte figurativa. Io capisco la questione del formato però, vedi, devo per forza distinguere tra cinema e fumetto. Infatti un fumetto PUO' essere pubblicato sempre nello stesso formato (ciò non avviene sempre, ma può essere fatto) e il lettore può gustarsi la creatività dell'autore nella sua forma originaria. Per il cinema la cosa non funziona: o vedi il film quando lo programmano o lo vedi in formato diverso. A questo punto il cinema diventa oggetto da cineforum e nient'altro. Quindi l'autore/regista crea qualcosa che non pretende/vuole che arrivi alla maggior parte di persone possibile, ma che resti confinato a quelli che hanno un cineforum in zona. Fosse così non avrei mai visto certi capolavori della storia del cinema e pensare che vivo nei pressi di una grande città, non voglio pensare a cosa succeda in provincia.

Detto questo, secondo me, c'è anche un'altra questione da affrontare, ovvero quella della fruibilità (intesa come diffusione) dell'arte narrativa e qui il discorso fumetto aiuta di più. Certi formati editoriali (certe "visioni" cinematografiche) non sono propriamente alla portata di tutti, lo si sa. Di conseguenza una formato tascabile/economico (un DVD) diventano uno strumento fondamentale per la diffusione della cultura. Cultura che, secondo me, deve essere intesa sempre e comunque nella sua accezione di popolare ovvero fruibile da tutti, non mi interessa affatto una cultura elitaria accessibile a pochi.
Vista così io dico: meglio leggere Pazienza nella versione di Repubblica che non leggerlo affatto.

alex crippa ha detto...

ma certo, l'arte deve essere diffusa il più possibile. meglio il "decente" che il "niente". ok.

MA:
perchè se c'è un concerto o uno spettacolo teatrale che ci interessa ci facciamo anche 500 km in auto e per il cinema in centro aspettiamo il dvd?
io abito nella ridente e lacustre cittadina di Lecco che conta 3 sale, di cui una grande come un monolocale, con le poltroncine in legno che danno solo i peggiori blockbuster (dovendoli selezionare per forza) e chiudono per i 3 mesi estivi.
così, almeno una volta alla settimana, TUTTE le settimane, mi sparo un centinaio di km per raggiungere la multisala milanese più vicina perchè non riesco né ad aspettare mesi l'ultimo dei Choen né a vedermi in tv "Into the Wild".
lo so, è uno sbattimento, ma le cose belle si sudano!

michele ha detto...

Eh qui il discorso si fa difficile e, ammetto, non credo di avere una teoria valida. Io, per esempio, sono più pigro di te e se mi faccio i 500km per un concerto lo faccio solo per un festival.
Sì i film bisognerebbe vederli al cinema, ma non avviene sempre purtoppo ed allora tanto vale scendere a compromessi.
Vabbe' vado a bermi un caffè.

alex crippa ha detto...

eh, sono ancora un principiante, non riesco a creare una vera polemica di proporzioni bibliche...
quindi sì, Michele: facciamoci un bel caffé!

rivoglio però questa stessa verve nella prossima intervista per lospaziobianco...(mi sa a breve, se ti va)