martedì 8 febbraio 2011

K.

Esattamente una settimana fa, martedì 1° febbraio, veniva presentato "K." in quel di Locarno, Svizzera.
Esattamente tre anni fa nello stesso luogo veniva ucciso Damiano Tamagni, 22 anni, a pugni e calci da tre coetanei durante la notte di carnevale. Una rissa degenerata in omicidio.
I tre verranno arrestati e condannati al carcere.
In memoria di Damiano nasce la Fondazione Damiano Tamagni che attraverso manifestazioni e iniziative culturali si pone l'obiettivo di sensibilizzare la gente del territorio al tema della violenza.
L'ultima di queste iniziative è la creazione e diffusione in Svizzera del fumetto "K." scritto e disegnato da Andrea Olgiati, ex allievo della Scuola del Fumetto di Milano, che io ho avuto il piacere di conoscere quando ero supplente. E' lui che mi ha invitato a partecipare alla serata di presentazione di "K.", nonché tavola rotonda sul tema del disagio giovanile, in qualità di esperto di fumetto per commentare la sua opera da un punto di vista tecnico/linguistico. Commenti, i miei, che si sono inevitabilmente trasformati in lodi alle non poche qualità del suo lavoro.

"K." è un fumetto ispirato ai fatti di quella terribile notte di venerdì 1° febbraio 2008. Ma Andrea ha avuto l'intelligenza di evitare la cronaca fine a sé stessa. Non ha raccontato l'orribile omicidio di Damiano, ha preferito lasciarlo sullo sfondo (una notizia alla radio, un articolo di giornale), in secondo piano ma mai celato, mettendo in primo piano la storia tutta inventata di un altro omicidio, un'altra violenza, un altro fattaccio. I protagonisti sono K, L, S, J, personaggi senza nome, spersonalizzati, che si muovono in ambienti altrettanto anonimi. Perchè la violenza è universale, può esplodere ovunque e per mano di chiunque.
Ai personaggi senza nome della storia non interessa la morte di Damiano, nessuno li costringe a leggere il giornale, ascoltare la radio, guardare il tg. Loro non recepiscono la notizia, è solo un evento come tanti. Ma noi lettori sì. Noi siamo costretti a leggere nome, età, decesso della vittima mentre scorriamo le vicende dei personaggi inventati che esploderanno in un efferato omicidio. E non possiamo che continuare a pensare che la stessa violenza, con altri personaggi, altri nomi, altri luoghi, è esplosa veramente nella realtà.
Si potrebbe considerare pessimista il fumetto di Andrea. Perchè mostrare tanta violenza quando lo scopo è proprio evitarla? La risposta è nel messaggio implicito di questa storia di fantasia: osservate l'orrore, guardate bene in faccia il carnefice e dite: chi è davvero morto? la vittima o l'assassino?
Damiano viene ricordato ogni anno. Il suo nome ora significa "Stop alla violenza"
Dei tre assassini io so solo che ora vivono in carcere.



Il terzo da destra è Maurizio Tamagni, padre di Damiano. A ogni anniversario della morte di suo figlio invece di chiudersi in casa preferisce salire su un palco e parlare alla gente. Preferisce ricordare quel tragico evento che ha cambiato per sempre la vita della sua famiglia non in solitudine ma in mezzo ai suoi concittadini. Non bisogna nascondersi, non bisogna dimenticare. Bisogna parlare, mostrare, fare. Cambiare le cose.
Non so che significato date al coraggio, ma per quanto mi riguarda quel padre è un uomo coraggioso.


Qui trovate il blog di Andrea dedicato alla sua opera: K.
Qui il trailer del fumetto: trailer
Qui potete ordinarlo: ordine











1 commento:

Manu ha detto...

Complimenti a tutti! lodevole iniziativa!