lunedì 2 maggio 2011

recensioni spicciole post COMICONE

In attesa di un servizio fotografico poderoso ed esauriente, che forse non avrò mai voglia di fare, sul recente Comicon di Napoli, stilo una riduttiva ma sentita lista di titoli che mi hanno particolarmente colpito, letti e ammirati tra il viaggio di ritorno in frecciarossa ieri pomeriggio e il giaciglio ieri sera.

Grande attesa, grande curiosità verso questa grande, anzi ENORME, opera autorale collettiva targata BD e firmata Ausonia, Ponticelli, Officina Infernale, Squaz, Akab, Angri. "Curiosità": sentimento sempre meno frequente dalle nostri parti, quelle del mondodelfumetto, abituati da troppo tempo a forme e formati troppo standard, colladuati, sicuri. Che da un lato è un bene, io sono il primo a buttarmi anima e corpo tra le pareti sicure della narrativa sequenziale classica, che sia francese, italiana o americana, fatta di regole e paletti che solo apparentemente spaventano, imbrigliano, costringono, ma in realtà danno sicurezza e agilità e di scrittura e di lettura. Dall'altro lato invece c'è chi osa, rompe schemi, canoni, metodi e metodologie in nome di una stesura (e con questo intendo scrittura&disegno) complessa, anarchica, autocompiacente, e di una conseguente lettura difficile, impegnativa, non immediata. E tutte le sicurezze di cui sopra se ne vanno affanculo. Ora: c'è chi ha bisogno di sicurezze, sempre e comunque, e chi ogni tanto ha voglia, forse bisogno, di sconvolgere il proprio mondo, insanire, come dicevano i latini a proposito del carnevale (ma solo una volta all'anno), sballarsi. Uscire dai binari fa paura a tutti. Deragliare terrorizza. Ma quell'adrenalina è impagabile. Premettendo che, a mio umile e assolutamente soggettivo parere, sono davvero in pochi quelli che sanno far deragliare un treno con classe, trasformando una tragedia in opera d'arte, io ho deciso di pagare questo biglietto di sola andata e lasciarmi trasportare. I macchinisti li conoscevo, mi fido di loro, sapevo che sarei arrivato al capolinea sano e salvo, ma la destinazione, per quanto girassi e rivoltassi il mio ticket tra le mani, non era indicata da nessuna parte...uuuuuhhh l'ignoto! che paura! Deglutisco, mi metto comodo sulla mia poltroncina in prima classe e, curioso, guardo fuori dal finestrino. Il treno parte...
Sono arrivato. Dove? Non lo so di preciso. La destinazione mi è ancora ignota. E forse deve rimanere tale. Come è stato il viaggio? Incredibile. Ho visto alternarsi paesaggi stra-ordinari, uno diverso dall'altro, che si fondevano uno dopo l'altro con dissolvenze incrociate lisergiche. Ho visto volti e alberi ed edifici, ho sentito l'odore della rabbia e della sconfitta mischiato allo smog e al fetore della monnezza, ho voluto buttarmi dall'ultimo piano di un palazzo, sono sprofondato nel buio degli inferi, ho bevuto sangue e poi ho visto il mio riflesso nel finestrino: avevo la testa di un coniglio. E solo ora capisco che la vera destinazione di un viaggio non sempre combacia col capolinea.
Più prosaicamente parlando, e utilizzando una metafora meno coerente della precedente (che è proprio copiata dall'opera) ma più vicina al mio sentire, definirei "Le 5 fasi" una splendida Pagani Zonda 5: una delle supercar più care al mondo, con consumi da shuttle, poco adatta alle giornate di neve e allo shopping...ma con una carrozzeria da sogno e un motore per pochi. La Pagani Zonda 5 è di una bellezza abbagliante. Punto.







"Heavy Metalove" conferma quello che penso della creatività e del talento di Maurizio Rosenzweig: nelle storie brevi è assolutamente perfetto. Ennesimo parere personale, certo, ma, come già per "Angelica", il mix di virtuosismi e stilemi personali che lo rendono subito riconoscibile, la gestione selvaggia dello spazio grafico e narrativo, la passione che riesce a trasmettere con le sue storie trovano nella brevità la vetta comunicativa ed emotiva. Forse perchè riesce ad essere più diretto e sfacciato e, non me ne vogliano i fans e l'autore, meno autobiografico. Ho amato la saga di Davide Golia, ma con Zigo Stella secondo me è stato fatto il decisivo e necessario passo successivo: parlare di sè implicitamente e non più esplicitamente. Un vero narratore parla sempre di sè (e Maurizio l'ha ulterioremente esplicitato in "Magnifica Ossessione"...esplicitare l'esplicito, geniale) ma il lettore è un'altra persona e va rispettato. Il lettore è la quarta parete, il lettore da voce e movimento ai nostri personaggi e alle nostre storie. L'autore ci mette il cuore ma è il lettore che pompa sangue nelle arterie. "Heavy Metalove" è l'ennesimo viaggio di Zigo Stella nei suoi mondi parelleli. Stavolta si ritrova nei panni di Zack Star, il più grande chitarrista del mondo. Si parla di hard rock, palcoscenico, trucchi, costumi, sudore, sesso, amore, creatività, ascesa e discesa, insomma tutto il mondo di Rosenzweig, che ben conosco, frullato in poche tavole per una storia goduta prima di tutto dall'autore, appunto, ma assolutamente godibile da tutti. E con un finale mozzafiato assolutamente inatteso, che non è poca cosa. Per brevità, semplicità, passione, libertà ed emozione forse è questo il primo esempio di fumetto genuinamente rock: ha lo stesso ritmo e coinvolgimento e tecnica di un brano dei primi Van Halen, che accostavano i virtuosismi chitarristici di Eddie alle melodie post-blues di Diamond Dave al tiro di Alex, il tutto in salsa west coast, quella salsa primordiale da cui emerse il glam rock, un nuovo genere, tanto per dire. Maurizio utilizzerebbe la stessa frase cambiando i nomi con quelli dei Kiss, ça va sans dire, ma io sono il lettore e decido io la mia colonna sonora!







Luca Piersantelli mi fa sbudellare dal ridere, lui e i suoi fumetti. In arte Pierz, la saga di "Ravioli Uèstern" mi aveva già conquistato a Cartoomics ma devo dire che è con questo terzo volume che l'autore raggiunge la piena maturità. Come? Semplice: non cambiando NULLA del suo stile e della sua ironia. Potrei mantenere il tono serioso e da pseudo-critico delle precedenti recensioni e dirvi, per esempio, che una delle cifre stilistiche del new humor di Pierz sta proprio nella reiteratività dei suoi codici grafici e narrativi e che l'idiota col piercing che dice a Glenda "Questa è la vignetta dove vivo io", che non è di per sé una gag né la battuta finale di una scena, è una delle cose più geniali che abbia mai letto. Ma con Ravioli non ce la faccio, non si può: va letto sul treno, in metropolitana, sul bus, in attesa dal dentista, ai giardinetti, non importa dove, l'importante è leggerlo in un luogo pubblico, possibilmente in pieno giorno, in modo che i presenti possano guardarvi e giudicarvi male ogni volta che contorcete il volto cercando di sopprimere quella risata sguaiata che sarebbe troppo imbarazzante buttare fuori e invece scoprite che in fondo conveniva, una botta e via, anzi un boato e via, piuttosto che prolungare l'agonia della risata grassa castrata sotto gli occhi severi di tutti. Compratelo SOLO se volete ritrovarvi in questa situazione. Altrimenti lasciate perdere.





Callaghan incontra Robocop? Ma si può fare? Ebbene sì e lo hanno dimsotrato Amodeo e Scoppetta in questo giallo ben scritto, teso, rispettoso di tutti i cliché del genere ma realizzato con uno stile unico e assolutamente fuori dal genere, che definire umoristico è troppo riduttivo, caricaturale peggio ancora. E' lo stile di Andrea Scoppetta che con questa storia dimostra l'impossibile: coniugare il "deformed" all'hard-boiled alla sci-fi. Ma anche così è riduttivo...bisognerebbe inventare un nuovo termine, una nuova definizione per questo mix, constrasto, implosione di etichette. Lo stesso effetto che mi fece (e ha fatto al mondo intero) quel capolavoro di Blacksad. Il paragone non è poi così azzardato. Cosa mi è mancato in "Quinto: non uccidere"? Il colore su tutte le pagine! Dopo un prologo simile (l'unica parte colorata) è un pò un peccato. Veniale, eh.










Ultimi ma non ultimi "Cheng" e "SuperBia" ossia gli esordi di due miei ex-allievi: Jacopo Scarabelli, in arte Jac, e Luca Rota Nodari, in arte Dihowl. Qui autori completi, con mia grande soddisfazione, devo davvero far loro i complimenti: per la passione, lo sbattimento, la bravura e, cosa più importante, la voglia di fare, investire, credere in quello che fanno. Alla faccia di un mercato sempre più difficile, competitivo, restrittivo, una professione che chiude sempre più spesso e volentieri in faccia le porte ai giovani. A rigor di cronaca ammetto di non aver ancora letto SuperBia (Luca, la copia!) ma ho visto tavole e character e mi sono davvero piaciuti. Conoscendo poi i gusti e l'umorismo di Luca dopo due anni di scuola sono pronto a scommettere che anche la storia non mi deluderà, come ha fatto la kung-fu metropolitan story of formation di Jac. (posso fare di lavoro il definizionista di generi?) Potete acquistare i due volumi sul sito dell'editore: QUI


Ultimo ma non utimo: andate QUI per i contenuti extra, un interessante prolungamento virtuale del fumetto cartaceo. E' un nuovo sito, Megaboom, a cui possono aderire altri editori e autori per altri prolungamenti virtuali delle loro produzioni.






Ok, ora che ho concluso posso pronunciare il mio personalissimo "and the winner is...": Andrea Officina Infernale Mozzato. Chi mi segue conosce già la mia cotta, tutta artistica, per il suddetto. E' ovvio quindi che, in un'antipatica e inutile competizione tra gli autori de "Le 5 fasi", io voti lui. Ma lo motivo, dai: lo scontro tra la narrazione lineare dei testi e l'assoluto terrorismo grafico creano uno shock impagabile. (l'immagine sopra è un'illustrazione, non una tavola della sua storia, quindi non è indicativo di quello che ho appena detto. vi tocca comprarlo, cari)

33 commenti:

jac ha detto...

Grazieee Alex!
E' un piacere vedere e leggere del mio Cheng sul tuo Blog!

Se Cheng piace è anche per quello che mi hai insegnato tu.
Si esatto...è anche colpa tua!

Spero che lo leggano altre persone che, come te, dicano poi la loro opinione in merito.

Grazie ancora!
Jac

alex crippa ha detto...

jac: prego!

Manu ha detto...

Voglio leggere il fumetto di Jac!!!!!!!!!! ARGH!

AKAb ha detto...

grande!
io pure votai vittoria per l'officina dell ade.
ma giusto per non smentirmi e cagare il cazzo
ti dico
che autocompiacimento in un libro come le 5 fasi
è l'ultima cosa che si dovrebbe pensare.
(e a Napoli ne ho sentiti troppi dire sta cazzata)
è un libro che abbiamo chiaramente messo sopra di noi.
sin dal primo giorno.
e la ragione è semplice
le 5 fasi non è un libro
è un progetto.
e questo è solo il primo viaggio.
se poi con autocompiacimento intendi dire che piace anche a noi
puoi dirlo forte.
ma non si chiama autocompiacimento.
si chiama lucidità.
baci dall'ultimo piano.

CREPASCOLO ha detto...

Caro Jac, ho visto un Batman nel tuo blog e quindi ti propino il seguente aneddoto: l'attore Michael Keaton ( il Bats dei due film di Tim Burton ) ha dovuto cambiare nome quando ha deciso di calcare le scene perchè, in realtà, si chiama Michael Douglas.
Io sono nato nel 1968 e, siccome un cagnolino di Pavlov, se qualcuno dice Jac io vedo salami con le zampe che zampettano tra lumaconi che sghignazzano e lische di pesce nell'angolo della vignetta. E' più forte di me. Non importa cosa stia facendo, quella parolina evoca Don Pedro Magnapoco, dittatore della cosa, la California , Trottalemme il cavallo sapiente e la signora Carlomagno, una combo di Lara Croft e Angela Lansbury.
Qualche giorno fa ero in Pakistan con altri miei amigos per una mission di quelle con cui non puoi bullarti al bar ed un mio pard ha detto qualcosa come codice Jolly Alfa Cobra, ma io mi sono perso dietro Jack Mandolino ed il Cliente della ns abduction mi ha visto ed ha cominciato a urlare siccome una pensionata che ha fatto Bingo. Mi è partita una scarica e l'ho stecchito. Non ti dico il capo. Aveva lo stesso muso scuro di quando ho spento il mascheramento stealth sopra la base missilistica di certi ceffi che non apprezzavano il precedente inquilino della Casa Bianca. Sto divagando, sorry. Volevo dire - e chiunque altro se la sarebbe cavata con una manciata di parole - che a volte occorre fare scelte che non inducano il prossimo a fraintendere.
Io ho scelto il nickname di Crepascolo perchè ho deciso di fare comics quando non sono in giro a salvare il mondo ed il mio vero nome mi avrebbe creato dei problemi quando e se fossi riuscito a pubblicare.
Ciao da Alexander '' Twilight '' Creep

alex crippa ha detto...

manu: puoi comprarlo direttamente dal sito o fartelo regalare dall'autore settimana prossima al tuo workshop...a te la scelta!

akab: qualcuno doveva coglierla la mia piccola provocazione. e in quest'altro inutile contest hai vinto tu! è come dici tu, il senso è quello (vi è piaciuto un sacco realizzare quest'opera, si vede e si sente) ma il termine è sbagliato. leggo e rileggo fino alla noia i miei post prima di pubblicarli (per questo scrivo poco qui) in cerca di refusi, errori, termini da migliorare. "autocompiacimento" non era il termine giusto, suonava male e fuoricontesto, eppure l'ho lasciato. forse proprio perchè vi conosco e so bene quanto pesano le parole in certi contesti, ambienti, a proposito di opere, progetti, fumetti. le parole sono importanti, diceva qualcuno. e questa ne è la dimostrazione: la mia mini-provocazione ha destato la tua attenzione, hai sollevato un dubbio, hai chiarito un concetto, io ho chiarito la mia scelta. sarebbe bello se fosse sempre così, vero?

crepascolo: attendiamo tutti la replica di Jac.

Manu ha detto...

GRATIS PER DIANA!!! stiamo parlando di fumetti!!!!

alex c'è un regalo per te nel mio blog, spero apprezzerai!

ausonia ha detto...

grazie 1000, alex---

AKAb ha detto...

@lex: parole di santeria.
e per risponderti
sarebbe fantastco.

Officina Infernale ha detto...

mr. creep many many thanx

alex crippa ha detto...

manu: ah già, gratis. che poi Jac ti paga pure il workshop, ci mancherebbe...(regalo apprezzato!)

ausonia, akab, moz: grazie a voi.

grzz ha detto...

grazie ALex, sono d'accordo con le parole di akab, e pure con la tua risposta. l'armonia regna sovrana, a volte e per pochi istanti.godiamocela.

alex crippa ha detto...

grezzo: ma checcazzo dici?!
scherzo, peace&love tutta la vita.

Dihowl ha detto...

Hey Alex!

Innanzitutto GRAZIE per aver postato la copertina del mio Fumetto nel tuo blog!! Onori al padrone di casa!!

Sinceramente sabati al comicon mi son dimenticato di darti la mia copia di Bia! Non appena faccio un salto a milano te la porto! O magari alla scuola di bergamo! Beh vediamo.. Son curiosissimo di sentire nel bene o nel male un po di critiche!!!

Per il momento ho avuto un bel numero di consensi, spero sia davvero di gradimento!!

Speriamo!!!
Grazie ancora!! Rock'n roll!!! ;)

Dihowl / luca#01

jac ha detto...

@Manu:

Cheng+Dedica gia pronto da darti! YEAH!


@Crepascolo:

Caro Crepascolo.
Ti ringrazio per avere esposto il tuo problema. Eheh

Di fatto la scelta di usare Jac è un pò una provocazione oltre che essere principalmente una scelta personale di semplice gusto.
Provocazione verso quella brutta "malattia" Italica di andare a ripescare il passato e portarselo dietro fino alla morte.
Tirandoselo sui piedi, utilizzandolo come capro espiatorio, giocandoci come se fosse una sempreverde novità.
La realtà dei fatti è che mi piacerebbe che la gente vedesse oltre e che facesse un passo avanti.
Che andasse oltre ai limiti che ci imponiamo e che ci portiamo sulle spalle.

Quindi mi auguro che anche tu veda oltre a un nome di difficile fraintendimento oggi come oggi. Che non ti impuntassi banalmente su un accorciamento del nome Jacovitti di cui stimo l'arte che propose a suo tempo e che ammiro tutt'ora. Ne sono passati di anni. Non come l'esempio contemporaneo che hai esposto su Michael Keaton/Douglas dove si parla di attori di Hollywood che girano per le colline di L.A. col loro bel bagaglio di egocentrismo. Insomma...un paragone che non ci azzecca per niente.

Quindi non mi stupisco che dopo aver visto i miei disegni la tua unica preoccupazione sia stata principalmente commentare lo pseudonimo.

Quindi ti auguro una "pronta guarigione"!!!

A quel punto potrò aspettarmi qualche commento anche sui disegni magari!

A presto.
JAC

alex crippa ha detto...

dihowl: prego, Luca1! tranquillo, me lo dai alla prossima occasione, magari se passi a scuola (milano, bergamo ho finito)

CREPASCOLO ha detto...

@jac:
come direbbe il mio vecchio amico Mike Keaton, non si può insegnare un trucco nuovo ad un cane vecchio. Più o meno. In inglese suona meglio. Per me Jac sarà sempre il papà di Microciccio Spaccavento e Gionni Galassia.
E Ligabue il pittore con gli occhi da matto. Non il tizio del bar Mario.
Tante teste tante sentenze - se cambi idea e decidi di modificare il tuo codename, mi permetto di offrirti qualche suggerimento:
1) prendendo spunto da quanto fece anni fa Prince, il genio svantaggiato verticalmente di Minneapolis, potresti diventare '' l'artista una vota noto come jac ''
2) considerato che a tanti piace di più il secondo Spider-Man di Raimi ( Ock meglio di Goblin ? ) potresti essere ''jac II ''
3)la parte per il tutto: MicroGalak ( vedo all'orizzonte una sponsorizzazione -in fondo anche Pazienza ha fatto i commercials )
4 ) se ti piace il concetto di legacy tanto caro alle big guns USA come Marvel e DC, potresti provare con un ''Crippason ''- a me piace anche se suona un po' come quei medicinali per la pressione di mio suocero
5)agganciandomi al tuo augurio di pronta guarigione, potresti essere LA CURA - non male, secondo me, anche se è una track dei Bluevertigo ed uno dei motti di Sly Stallone.

Leggerò le tue cose a prescindere dal nome con cui le firmerai - see ya in the comics !

jac ha detto...

I suggerimenti sono ben accetti...soprattutto se ironici eheh!
Crippason regna hahahah!

In ogni caso per ora sono Jac. Perchè mi sento Jac.
Come ho detto è principalmente una questione di gusti. Mi piaceva. Mi han sempre chiamato così tra l'altro.

Il resto è solo un contorno.
Chissenefrega dico banalmente.
Non voglo rubare niente a nessuno.

Mi basta sapere che la gente mi legga e mi apprezzi.

A presto allora CREPAX!!!

:p

CREPASCOLO ha detto...

Se non usi Crippason, allora lo infilo io nel mio prossimo graphic novel ( uso il termine english perchè ''i fumetti '' sono cose per bambini vedi post recente del signor Diegozilla ) - qualcosa di questo tenore vagamente kirbyano:
in una galassia lontana lontana, prima che Atlantide sprofondasse nell'oceano, una razza di semidei dal corpo lungo come le sculture di Ceronetti, i Crepacs, si erano autoinflitti un assedio da quando alle mura della loro supercittà per spilungoni diafani premevano dei freaks - i Creeps, of course -armati di un gigantesco diapason che aumentava esponenzialmente la vis distruttiva delle loro urla belluine. Presto il diaframma in carbonadio di adamantio che divideva i Crepacs dai loro avversari sarebbe crollato se tra i perticoni non ci fosse stato il solito genio - Maicrosissio Breikbolls - che caricò tutte le catapulte della cittadella con raccolte di soduku e morbide fruit-joy ( a cui resistere non puoi ndr ).
I Creeps sono ancora lì che lavorano di mandibole e di matita & gomma. Adoro il lieto fine.

CREPASCOLO ha detto...

Se non usi Crippason, allora lo infilo io nel mio prossimo graphic novel ( uso il termine english perchè ''i fumetti '' sono cose per bambini vedi post recente del signor Diegozilla ) - qualcosa di questo tenore vagamente kirbyano:
in una galassia lontana lontana, prima che Atlantide sprofondasse nell'oceano, una razza di semidei dal corpo lungo come le sculture di Ceronetti, i Crepacs, si erano autoinflitti un assedio da quando alle mura della loro supercittà per spilungoni diafani premevano dei freaks - i Creeps, of course -armati di un gigantesco diapason che aumentava esponenzialmente la vis distruttiva delle loro urla belluine. Presto il diaframma in carbonadio di adamantio che divideva i Crepacs dai loro avversari sarebbe crollato se tra i perticoni non ci fosse stato il solito genio - Maicrosissio Breikbolls - che caricò tutte le catapulte della cittadella con raccolte di soduku e morbide fruit-joy ( a cui resistere non puoi ndr ).
I Creeps sono ancora lì che lavorano di mandibole e di matita & gomma. Adoro il lieto fine.

Tiziano Angri ha detto...

grazie assai per le tue riflessioni, Alex

alex crippa ha detto...

angri: e di nuovo grazie a te, a voi, per quest'opera che trasuda arte e passione.

Pierz ha detto...

Ho appena letto nel tuo blog che sei anche "batterista dilettante" quindi, invece di ringraziarti, ti linko questa canzone sui batteristi dei Uochi Toki (che la voce è dell'omino che m'ha fatto l'intro di ravioli 3, bellissima, vero?).

http://youtu.be/hU2FG_2-fes

Ciaò.

p.s. le 5 fasi l'ho sfogliato in treno, ma mi sono stirato un muscolo, quindi adè faccio 2 mesi di palestra e poi me lo rileggo, ma intanto complimenti a tutti *clap clap*

Pierz ha detto...

uhm, c'è qualcosa di sfanculato nel link di prima... riprovo:

http://www.youtube.com/watch?v=hU2FG_2-fes

oppure googla "uochi toki batteristi" :P

alex crippa ha detto...

pierz: fantastico il pezzo! fotografa mooolto bene una realtà che conosco mooolto bene. io faccio le facce solo quando sono estremamente stanco, cioè dopo due brani. bravi Uochi Toki.

PS confermo, "Le 5 fasi" non puoi leggerlo in treno, rischi di slogarti qualcosa. dunque: try this at home. io infatti l'ho letto sul divano di casa una settimana fa e a tutt'oggi accuso solo una lieve contrattutura del deltoide sinistro.

Andrea Mazzotta ILGLIFO ha detto...

Come siete bellilli.

Officina Infernale ha detto...

lunedì spedisco con allegato sorpresa...

alex crippa ha detto...

andrea: :)

moz: attendo con ansia la t-shirt dell'anno...

Andrea Cavaletto ha detto...

anche io voto MOZ
ma non solo x le 5 fasi...
un po' x tutto, eh!

alex crippa ha detto...

andrea: Moz santo subito!

Andrea Cavaletto ha detto...

Lo sapevi che Moz ha curato la grafica dei titoli di testa di questo film???

http://www.youtube.com/watch?v=qdqI9VUNL6w

alex crippa ha detto...

andrea: yeah! si vede il suo tocco. e anche il tuo, che l'hai sceneggiato! grande.

alex crippa ha detto...

andra: wow! e tu hai scritto la sceneggiatura :)