lunedì 9 maggio 2011

recenSerieTv

FRINGE. Può una serie tv unire il sense of wonder della sci-fi più moderna all'estetica horror dei miglior cronenberg, carpenter, yuzna anni '80, contare su una solidissima e appassionante continuity pur avendo un format basato sull'autoconclusività dei singoli episodi, sfoggiare trame e tematiche complesse e allo stesso tempo vantare una narrazione a prova di deficiente, proporsi come puro intrattenimento senza nascondere una ricercata e tutt'altro che standardizzata profondità di personaggi e contenuti? può insomma una serie essere originale e classica allo stesso tempo? sì, se il suo titolo è "Fringe", se è stata concepita da J.J.Abrams, Orci, Kurtzman e se la Warner Bros non bada a spese. dopo tre stagioni da 22 episodi l'una non accusa un colpo. originalità e chiarezza: Abrams stesso nelle interviste dichiara di aver voluto una sorta di "anti-Lost" quando ideò Fringe. perché qui tutti i nodi vengono al pettine, e che pettine... il rischio spoiler è alto quando si tratta di "scienza di confine" (da cui il titolo, più o meno parafrasato) ossia fenomeni paranormali, teletrasporto, mutazioni genetiche, robotica e quant'altro, tutta roba di cui si occupa la sezione Fringe dell'FBI in cui militano l'agente Olivia Dunham, la miglior eroina action-tragica degli ultimi 10 anni, il giovane consulente Peter Bishop, uno dei più bei "moventi narrativi" mai visti in una serie, e il mad doctor lisergico Walter Bishop, un dottorhouse riaggiornato e (ancor più) scorretto. e quindi MINI-SPOILER: applausi per come è stato concepito il mondo alternativo, il loro, fatto di piccole e grandi differenze rispetto al nostro (le penne a sfera fuori produzione sostituite da sistemi touch per tutto, le torri gemelle in piedi, la statua della libertà in bronzo diventata centro della difesa nazionale, l'inesistenza degli U2...un mondo perfetto insomma), differenze sostanziali ma mai pacchiane, mai fini a sè stesse, molto credibili mi verrebbe da dire. che bel patto narrativo, eh?





BORED TO DEATH. Mini sit-com yiddish hard-boiled newyorkese con l'attore feticcio di Wes Anderson ossia Jason Schwartzman (lo studente in Rushmore, uno dei fratelli sul Treno per il Darjeeling), il nuovo astro nascente del Saturday Night Live il barbutissimo greco Zach Califianakis (Notte da leoni, Parto col folle) e Ted Cin Cin Danson. quest'ultimo è il direttore di una rivista di successo con due soli vizi, il sesso e le droghe, il greco è un disegnatore di fumetti marvel divorziato in perenne depressione, mentre Schwartzman è uno scrittore fallito che per tirare a campare si reinventa "detective senza licenza", mette un annuncio in rete et voilà un cliente nuovo ogni puntata, da mariti che sospettano l'infedeltà delle mogli a manager derubati dei loro segreti aziendali a ragazzini che hanno perso lo skateboard e lo vogliono indietro. Apparentemente una parodia dell'hard-boiled classico, in realtà la trama gialla è una semplice ossatura attorno alla quale si avvinghiano le vicende personali, disastrose, dei tre protagonisti. finora 2 stagioni da 8 episodi da 20 minuti. rapido e irresistibile.






SPARTACUS. Le premesse erano allettanti: rivisitazione delle peripezie di Spartacus, ossia dalle stelle alle stalle e ritorno, passando per battaglie cruente, schiavitù molesta, arene inzuppate del sangue di gladiatori senza scrupoli, il tutto prodotto da Sam Raimi con ampio uso di green-screen alla "300". ovvio che lo vedo. ma lo mollo dopo poche puntate. il sangue c'è, tanto, troppo e troppo finto, il tutto è molto artificiale, dagli effetti gore agli ambienti alle luci ai movimenti di macchina. mi rendo conto che per imbastire una serie storica alla "300" serve un budget alla "300"...ma se non te lo puoi permettere lascia perdere, perchè il termine di paragone ormai è quello. o curi il tutto nei minimi dettagli in modo da rendere credibile l'artificiosità di fondo oppure l'estetica è totalmente compromessa e addio. perché, d'altro canto, non è che personaggi e trame siano così avvincenti. insomma, cocente delusione.







BOARDWALK EMPIRE. prodotta da Scorsese e Mark Wahlberg, la prima stagione mi era partita un pò in punta di piedi per poi decollare esponenzialmente nel corso dei 12 episodi. de gustibus, sicuramente, perchè il pilota era diretto da Scorsese stesso. ciononostante non mi aveva fatto impazzire, i personaggi non mi avevano preso, le vicende sapevano davvero troppo di déjà vu (america anni '20, proibizionismo, gangster, repubblicani corrotti...). Eppure. Eppure scopro pian piano che le vere tematiche su cui poggia la serie sono altre e molto più stimolanti: l'orrore della guerra sulle spalle dei reduci della Prima Mondiale, il razzismo del ku klux klan e la nascita dei primi gangster di colore, il proto-femminismo e la conquista del voto per le donne (ma solo affinchè i politici riescano a manipolare più voti), il fanatismo religioso figlio di un inefficente sistema di polizia che invece di fermare favorisce il crimine, la corruzione portata a livelli così alti e non violenti da non distinguere più il bene dal male. e poi ci sono i giovani Lucky Luciano e Al Capone a inizio carriera, geniali come comprimari dei protagonisti. su cui giganteggia uno Steve Buscemi nei panni del corrottissimo tesoriere di Atlantic City Nucky Thompson, realmente esistito, praticamente la personificazione dell'assioma "il denaro può tutto". per me la prova migliore di Steve in assoluto. il suo character è così ricco di sfaccettature e moventi da rendere impossibile giudicarlo: impossibile tifare per lui ma anche condannarlo, impossibile immedisimarsi ma anche astrarsi dal suo passato, impossibile amarlo, impossibile odiarlo. imperdibile. Non possono negarmi una seconda stagione, ho bisogno di tornare ad Atlantic City per vedere come se la cavano i ragazzi...




Richard Harrow, uno dei personaggi secondari di Boardwalk Empire, uno dei miei preferiti. ha perso metà faccia in guerra per colpa di un fucile crucco. non riconosce più sè stesso allo specchio. in compenso è diventato un feticista di armi, cecchino infallibile, tiratore perfetto. il suo personaggio vale più di mille proclama pacifisti.

13 commenti:

Davide G.G. Caci ha detto...

Ti confesso, Alex, che i primi 3-4 episodi di Fringe mi avevano lasciato un po' perplesso. Da un lato, mi sembrava una serie interessante, dall'altro mi dava troppo l'idea di un “X-Files del 2000”...
Per fortuna non mi sono fermato, ché è una delle più belle serie che abbia visto negli ultimi anni.
Davvero.
Peccato che negli States stia andando sempre peggio... :(

alex crippa ha detto...

davide: invece io non avendo mai seguito X-Files (giuro) ho trovato fin da subito spettacolare Fringe. so che è andato malino in Usa ma comunque si parla già di una quarta stagione. è l'effetto Lost, ancora: dal suo pazzesco boom ogni volta che producono una nuova fiction ad alto budget in Usa viene lanciata come "il nuovo Lost" e se non fanno quegli ascolti (praticamente impossibile) la chiudono. vedi Flashforward. speriamo non succeda ora a Fringe, cacchio.

Guido ha detto...

Ciao Ale!

Ti devo correggere, il tennista dei tenenbaum è Luke Wilson, mooolto simile a Jason Schwartzman.

Infatti in "il treno per il darjeeling" l'avevo scambiato per Luke ;)

bella lì

Davide G.G. Caci ha detto...

Guarda, Alex, per me Fringe batte X-Files 100 a 1 (ci è però voluta qualche puntata per notarlo)...
In realtà, il vero problema su Fringe (io ho paura che la quarta, se ci sarà, verrà bruscamente interrotta...) non è tanto il paragone con i numeri di Lost - anche se hai ragione, nella tua considerazione –, quanto che il pubblico NON lo sta premiando... siamo partiti con una stagione 1 con una media di quasi 10 milioni di telespettatori, diventati poco più di 6 nella stagione 2, e che nella stagione 3 (stando ai dati di ascolto dei singoli episodi) difficilmente supererà i 3 milioni...

:-(

Officina Infernale ha detto...

Fringe e bordwalk, stupendi, di fringe mi mancano da vedere le ultime 3 puntate...televisore in riparazione..

Giorgio Salati ha detto...

Eh no, cavoli! Ho ancora un sacco di serie da guardare, non puoi allettarmi così con altre serie! Uff... Ho ancora lì 30 Rock che mi aspetta...

alex crippa ha detto...

guido: giusta segnalazione, grazie. corretto!

davide: american idiots, quindi.

moz: riparare subito.

giorgio: lo so, lo so, non basta una vita sola per guardare tutto...

aLeX ha detto...

cavolo!!
di fringe devo recuperare ancora la terza.. ma per quanto riguarda bordwalk empire e bored to death(che adoro alla follia) sono in pari e concordo pienamente con le tue recensioni! (l'agente dell'fbi in bordwalk con quella sua faccia piena di furore cristiano mi fa fottutamente paura).. ;)

saluti esoterici..
aLeX

alex crippa ha detto...

guido: grazie per la segnalazione, ho corretto!

davide: ennesima dimostrazione che il pubblico non capisce nulla.

andrea: riparare subito.

giorgio: una vita non basta per vedere tutto.

alex: non ti deluderà la terza di Fringe, vedrai...

Cate ha detto...

Alex, io sono rimasta molto colpita da Fringe e già te l'avevo accennato tempo fa, ho finito la terza stagione e ogni volta che ci penso un po' su mi sento soddisfatta per come J.J. sia riuscito a raggiungere tutti gli obbiettivi che aveva annunciato.
Credo che sia riuscito a dosare bene ogni singolo elemento, tanto più gli attori e che con la sua infinitesimale ricerca dei contenuti abbia ottenuto una serie davvero spettacolare.
Spero che non vada persa...lo spero davvero.
Per quanto riguarda Bored to death ho visto 2 giorni fa il primo episodio e ancora non ti so dire cosa ne penso...per il resto, tutte le serie che hai menzionato sono nell'elenco "Da vedere"...ufff...ci vorrebbero giorni da 48 ore minimo l'uno!!!

alex crippa ha detto...

cate: se ti conosco un pò impazziresti per Boardwalk Empire...

Cate ha detto...

Sinceramente?...sto per vedere or ora il primo episodio e poi...mi fido di te!!!
Poi ti farò sapere

文章 ha detto...

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