sabato 28 gennaio 2017

LA STORIA DI LARRY


Ufficio di collocamento. Venerdì mattina.

- Buongiorno, mi chiamo Larry.

- Tessera numero…?

- Ehm… aspetti, ce l’ho qui… non l’ho mai imparato a memoria… ecco qua: 464549990203BGG4546

- Ok.

- Glielo detto?

- No, lo leggo. Un attimo.

- Non è proprio corto, eh? Come numero, intendo.

- Allora… Larry Incandenza, post di saggistica/divulgazione, settore blog. È corretto?

- Sì. Sì, è corretto. È quello che sono. Sono il post di un blog.

- Perché è qui, signor Incandenza?

- Voglio diventare un racconto.

- Come, prego?

- Un racconto. Prosa. Una storia, un’avventura! Voglio un’esperienza nuova. Voglio vivere una storia con tutto quello che comporta, colpi scena, suspense, ellissi temporali, un antagonista degno di me, twist finale… questo voglio.

- Ellissi temporali?

- Sì!

- Cosa sono?

Ufficio di collocamento. 50 anni dopo.

- Tipo questa. Si guardi le mani.

- Sono rugosissime…

- E dovrebbe vedersi allo specchio.

- Anche lei è vecchissimo.

- Ho 50 anni in più, ovvio.

- Cos’è questo orologio che ho al polso?

- Non è un orologio, è un Emotimetro. Ce l’hanno tutti nel futuro. Calcola i suoi stati d’animo in base al battito cardiaco e li segnala sotto forma di emoticon olografica. La vede quella faccina perplessa sul suo olo-screen?

- Venga al punto, signor Incandenza.

- Voglio diventare un racconto, gliel’ho detto.

- Ma lei è un post.

- Saggistica/divulgazione, settore blog. Lo so. Ma voglio cambiare.

- Non è possibile cambiare.

- Ci sarà un modo, dai. Cosa esiste a fare questo sportello?

- Catalogazione. Una volta inseriti i dati nei nostri schedari non si possono modificare. In caso di morte si registra il decesso e il numero del defunto non può essere riutilizzato.

- E perché mi ha ricevuto, scusi? Non sono morto, non le pare?

- Poteva comunicare il decesso di un conoscente o chiedere informazioni.

- D’accordo. Ho bisogno di un’informazione: come può un post diventare un racconto?

- Non può.

- Si rende conto che lei sta ostacolando in ogni modo e con tutte le sue forze il mio obiettivo?

- Non sono io. Sono le regole.

- Certo, certo, il Sistema è il vero antagonista… ma per esigenze narrative occorre rappresentarlo come personaggio, se no contro chi si scontra il protagonista?

- Lei sarebbe il protagonista?

- E lei il mio antagonista ideale.

- Non sono il suo antagonista.

- Continua a contraddirmi, lei è perfetto!

- E lei se ne deve andare, se non ha altre domande.

DRIIIN DRIIIN DRIIIN

- Non risponde? Le sta suonando il telefono.

- Lo so. Non sono sordo. È che non suona mai.

- …colpo di scena…

- Cosa?

- Niente. Risponda, su.

- Lei se ne deve andare, signor Incandenza.

- E lei deve rispondere, signor sportellista.

- Pronto.

- Era ora…

- Sì. Sì. Va bene. Arrivo.

- Chi era?

- Non sono affari suoi. Devo assentarmi un attimo. Lei se ne vada.

- Ok, ok. Me ne vado… Arrivederci.

TIC TIC TIC TIC TIC

- Dai… dai… ancora non torna… agisci, Larry, fai in fretta…

- Incandenza! Cosa fa al mio computer?

- Cosa? Niente.

- Mi assento un minuto e lei si mette a toccare la mia tastiera? Lo sa che potrei denunciarla?

- Beh, se vuole farlo lo faccia. Ma devo farle notare una cosa sul suo computer, a proposito della mia posizione…

- Che cosa?

- Guardi qui, la mia scheda… c’è scritto “racconto”, non “post”. Vede?

- Vedo. Non l’ha modificato lei?

- E come avrei fatto da dietro il bancone? Ho solo dato un’occhiata… lei prima ha letto male. Io sono un racconto, non un post.

- Effettivamente è scritto così. E le schede non possono essere modificate.

- Capita a tutti di sbagliare.

- Non mi era mai capitato in quindici anni…

- Sessantacinque, ormai.

- Giusto, sessantacinque. Ma immagino ci sia sempre una prima volta.

- Già. Ora, può assegnarmi un genere?

- Che genere desidera?

- Beh, mi piace la Fantascienza, come può vedere… siamo nel futuro…

- Mi faccia controllare… no, non c’è posto al momento. Per una storia di fantascienza deve aspettare. Scelga un altro genere.

- Ok. Horror.

- …

- Mi ha sentito? Scelgo l’Horror, c’è posto?

- …rrrrrrrrr…

- Ma che…? Cosa diavolo le sta succedendo?!

- ….rrrrrrrrrRRRAAAARGH!!!

- Ehm… si calmi, non volevo irritarla… non deve reagire così… ha la pelle tutta butterata, gli occhi rossi e quelle sono… sì, sono corna sulla sua testa e zanne dalla bocca…

- GRRRAAAAURRR!!!

- Aiutooo!!! Si salvi chi può! Mi vuole uccidere! Scappate tutti!

…GGGRRR…RRRRARGH…GRRAAAAH…

- Oh cacchio, e adesso cosa faccio? Da qui non mi vede ma mi sta fiutando, quella cosa… qualunque cosa sia! Devo salvarmi in qualche modo…

…GGGGGRRRRRRRRRR…

- Ah già! Che stupido! Senta, signor Cosa, ho cambiato idea! L’Horror non fa per me, preferisco il Western! È libero il Western?

…GGGGRRRRrrrrr…

- Ehm… mi capisce?

- …rrrrrrrsì. Sì, ho capito. Perché urla?

- No, niente. Sembrava disattento. Come siamo messi col Western?

- Spara.

- Come?

- Spara tu per primo. Se ti riesce…

- Ah, ok! Fico, un duello! Aspetti che prendo la pistola…

- Non metterci troppo, amigo. A mezzogiorno in punto io sparerò.

- Ehm… non ho la pistola…

- E’ quasi mezzogiorno, amigo.

- Ok, ho capito… la suspense, fantastico… ma come faccio senza pistola?!

- Tic toc tic toc…

- Un attimo! Mi faccia almeno cercare qui in giro… da qualche parte ci sarà una pistola… Siamo nel far west, è pieno di pistole!

- Meno 10, 9, 8, 7, 6…

- Aspetti, aspetti, aspetti… la prego!

- …5, 4, 3…

- No, no, no…

- …2, 1…

- Giallo! Giallo! Giallo!

BANG

- Wow. Fa un certo effetto, bisogna ammetterlo…

- Signor Incandenza, riconosce il cadavere?

- Beh, sì. Sono io.

- E cosa sa dirmi del modus operandi? La posizione sul pavimento le dice nulla? Abbiamo a che fare con un serial killer?

- Mah, aspetterei ad azzardare una simile ipotesi. D’altronde è il primo cadavere che viene ritrovato in queste condizioni… un foro nell’occhio destro, causato da un proiettile di medio calibro, e quella inusuale espressione sul volto della vittima… come se sapesse, come se si aspettasse di essere uccisa…

- Conosceva l’assassino, secondo lei?

- Eccome se lo conosceva… è stato lei! Lo sportellista! È lei che ha sparato. Caso risolto.

- Già. Caso risolto. Povero illuso…

- Perché “povero illuso”?

- Non si chiede come mai c’è lei sul pavimento?

- Ci sono io perché sono io.

- E le sembra normale, signor Incandenza?

- Che cosa intende esattamente?

- Lei è morto, signor Incandenza.

- Ma va. Quello è solo un… un cadavere… che sono io…

- Infatti.

- Ah. Sarebbe questo il twist finale?

- Temo di sì.

- Quindi io… sono morto.

- In termini tecnici, lei non esiste.

- Questa poi…

- No, davvero. Lei non esiste.

- Non dica sciocchezze. E tutto quello che ho fatto finora?

- Non esiste. Mi dispiace.

- Ma io… non è vero! Lei sta mentendo!

- Si calmi.

- No, non mi calmo! Io… io sono un eroe! Sono l’eroe della mia storia!

- Sì, ok. Bravo.

- Non mi sta ascoltando! Io…

- Ora basta. Sparisci.

FINE

2 commenti:

Carlo ha detto...

Smeriglia incontra Philip Dick.
Grandissimo, come sempre.
Salutone

Alessandro Crippa ha detto...

Il buon Phil si starà rivoltando nella tomba, ma grazie di cuore lo stesso.