COSE BELLE

30 Rock
La miglior sit-com americana mai prodotta. Di e con Tina Fey, comica uscita dal solito Saturday Night Live ed esplosa un paio d'anni fa a livello mondiale per l'insuperabile imitazione di Sarah Palin al David Letterman Show. Un talento incontenibile, una macchina da guerra, la donna perfetta. Co-protagonista un insospettabile ed esilarante Alec Baldwin, tanto che comincio a credere alla profezia di Parker&Stone che in "Team America" lo spacciavano come il miglior attore del mondo. Più un tot di personaggi secondari uno più figo dell'altro. In sostanza, intrecci e casini personali vari nel dietro le quinte di uno show comico, girato negli studi al n°30 della Rockefeller Plaza di NY (da qui il titolo). Ritmo impressionante, ironia a 360°, dialoghi perfetti. Sulla falsariga di "Boris" (che invece è la miglior sit-com mondiale).
Romanzo Criminale 2
La seconda (e ultima) stagione della serie tv noir italiana più bella di sempre. La regia di Stefano Sollima è saldissima, senza sbavature, incalzante dall'inizio alla fine. Gli attori, ormai non più sconosciuti, sono ancora trucissimi e nella parte. Colonna sonora sempre azzeccatissima, stavolta anni '80. Non supera la prima stagione per una quesitone meramente epocale: gli anni '70. E poi c'era il Libanese.
Dead Set
Micro-serie tv in 5 episodi da mezz'ora l'uno, da sbranare tutta d'un fiato. Tema? Zombie all'assalto dell'unica isola di salvezza rimasta al mondo: la casa del grande fratello inglese. Prodotta un paio di anni fa e passata in sordina recentemente su Mtv, la consiglio come anti-Walking Dead (vedi sotto). Fotografia cupa e sgranata, inquadrature a mano ma digeribili per un effetto reality quasi subliminale ed efficacissimo, effettacci anni '80 da bassa macelleria (se digitale c'è io non l'ho visto, ma non sono una cima in proposito). Sceneggiatura tanto semplice quanto inquietante. Come dovrebbe essere ogni zombie.
Incontrerai l'uomo dei tuoi sogni
Non sono mai stato tifoso di nessuna squadra di calcio né di qualsivoglia altro sport. Il mio tifo quindi lo riverso su figure artistiche che hanno segnato nel bene e nel male la mia esistenza, tra alti e bassi, con tutte le loro perfezioni e imperfezioni (che tifo sarebbe, se no?). Tra questi Tiziano Sclavi, Elio e le storie tese, Peter Jackson, Niccolò Ammaniti, i Metallica, David Lynch...e Woody Allen. Il suo ultimo film non è perfetto ma lo tifo con tanto di vuvuzela dalla curva nord. Mi inchino e mi inchinerò sempre alla freschezza e spontaneità dei suoi dialoghi, alla profondità di ogni suo personaggio, anche il più secondario, alle tematiche alte e basse che le sue storie riescono a sviscerare. La tematica qui è: reincarnazione.
COSE BRUTTE
Walking DeadLa serie tv, non il fumetto! Minchia, che cocente delusione... La bellezza del fumetto è direttamente proporzionale alla bruttezza della sua serie tv, che definirei con tre "i": impacciata, insipida, inconcludente. Troppo patitata, dalla fotografia agli fx digitali fin troppo perfetti (che fa rima con freddi) alla regia. Campi e controcampi staticissimi, troppi primi piani, troppe inquadrature corrette. Non fa paura, non inquieta, non immedesima. E ciliegiona sulla torta (marcia): non si avverte il "problema zombie", per nulla. A volte ci si dimentica pure che c'è quella minaccia lì. Com'è il fumetto? Prendete tutti gli aggettivi che ho appena usato, un buon dizionario dei sinonimi e contrari, e cercate tutti i contrari. Meno male che c'è "Dead Set" (vedi sopra).
Tron (legacy)"Legacy" è tra parentesi perchè non compare nella pellicola quando scorre il titolo. Mah. Non la faccio troppo lunga: questo pseudo-sequel è di una noia che definire mortale offenderebbe tutti i mortali. Non mi avrà convinto il cyber-neon-spazio da discoteca-labirinto post-psichedelia post-prodigy post-dark...e in effetti ci si sta un buon due ore lì dentro. Sarà che dell'originale avevo sì un buon ricordo ma non abbastanza da palpitare nell'attesa di un sequel. In realtà il problema è allo stesso tempo molto tecnico e molto semplice: niente in questo film è
credibile. Addio patto narrativo, addio fantascienza. E magnamoci 'sta porchetta...
Scott PilgrimIl fumetto, non il film (che non ho visto). I primi due volumi possono bastare per trarre un giudizio, diciamo così, definitvo su una serie ancora aperta? Direi di sì. Tanto non ho intenzione di continuare a leggerlo. Capisco le buonissime intenzioni dell'autore che voleva creare un fumetto per nerd, sui nerd, da nerd...peccato che di "nerd" ci sia giusto qualche onomatopea pixelata qua e là, scontri simil-manga che finiscono sempre allo stesso modo, e poche (o tante?) citazioni anni '90. Ma forse ho frainteso tutto. Di una cosa però sono sicuro: il protagonista del titolo NON è un nerd, nè uno sfigato, nè un perdente che punta al riscatto coi suoi modi e il suo stile (ci speravo, però). Scott Pilgrim vince SEMPRE. Non c'è mai un reale conflitto, né psicologico né fisico. La passa sempre liscia. Molla brutalmente la teen-ager orientale pazza di lui e lei non dice un cazzo. Ci prova con la super-girl Ramona di cui è cotto fin dall'inizio e ci va subito a letto (solo abbracciati, però...ah bè, ma lei aspetterà i suoi tempi, gentilissima, premurosa e accondiscendente, proprio come nella realtà). Si batte con gli ex di Ramona (leit motiv della serie, a quanto pare) e li sconfigge senza problemi. Ok, ma chissà quant'era sfigato Scott al college...vai col flashback: cuccava di brutto. E pure fighe. Che poi era lui a lasciare. Insomma, non è un fumetto di fantascienza ma un pò di credibilità sarebbe richiesta anche qui... Non foss'altro che un personaggio senza un reale conflitto, senza delle concrete difficoltà da superare per ottenere i propri obiettivi, NON è un personaggio.